LUNGS di Duncan Macmillan

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Che cosa accade ad un certo tipo di persone: quelle che leggono, che fanno la raccolta differenziata, che guardano i documentari, che scelgono di andare in bicicletta per preservare l’ambiente, quando il desiderio naturale di avere un figlio si scontra con l’etica ecologista e con la valutazione dell’impatto ambientale che avrà mettere una nuova vita su questo pianeta?

Davide Gagliardini in LUNGS, regia di Massimiliano Farau

Lungs significa polmoni ed è attraverso una traiettoria che vuole ad ogni respiro una battuta ed una controbattuta divertenti, sarcastiche, ironiche, malinconiche, drammatiche che conosciamo una giovane coppia, interpretata da Sara Putignano e Davide Gagliardini, appartenente alla generazione dell’incertezza in un’epoca di ansia ecologista alle prese con la scelta di avere o non avere un figlio.

Una coppia che appartiene ad un certo tipo di persone; le “brave persone”, quelle che studiano, che fanno il dottorato, che convivono, quelle che si preoccupano del pianeta, del futuro dell’umanità, dell’impatto ecologico dei pannolini che saranno obbligati a consumare.

La scelta di avere o non avere un figlio li obbliga a porre l’attenzione su se stessi prima come individui e poi come coppia; per la compagna accettare di avere una gravidanza vuol dire accettare di perdere la sovranità sul suo stesso corpo ed essere obbligata a fare scelte responsabili come smettere di fumare.
Per il compagno l’assunzione della responsabilità di creare una nuova vita significa accettare nuove responsabilità che lo indurranno a fare scelte ragionevoli e responsabili come cercarsi un lavoro sicuro e lasciar perdere la musica.
La scelta di avere un figlio influenzerà il rapporto all’interno della coppia ed i rapporti tra la coppia e gli altri, questo genera una ansia a volte sottile a volte chiara e manifesta che è espressa chiaramente nelle parole di lei: “non voglio smettere di leggere, di fare cose, di fare sesso”.

Il tempo scorre e la drammaturgia scenica muove gli attori; basta un passo, un voltarsi di schiena, abbracciarsi o sdraiarsi per rendere il cambio di scena e lo scorrere di tempo fluido ed armonico.
Tra dubbi e riflessioni le tappe di questo percorso di vita comune si allineano una dopo l’altra: la scintilla che fa proporre a lui di avere un figlio mentre fanno compere all’Ikea, lo sgomento di lei, le ansie di lei, le ansie di lui, i tentativi del concepimento, i diversi modi di vivere il momento, lei: “fare questa cosa dovrebbe essere bello un atto di comunione tra due persone che ne stanno creando un’altra, tu a volte hai lo sguardo di un maniaco o di un attore di film porno”, la delusione per la gravidanza che non arriva immediatamente, la gioia della scoperta che il test di gravidanza è positivo, la telefonata ai genitori di lei, vogliamo conoscere o non conoscere il sesso, la cameretta dipinta di verde, Lui: “si vede come un bozzo sulla pancia”, l’aborto, la tristezza ed i silenzi di lei, l’incapacità di comunicare, l’elaborazione del lutto, il tradimento di lui, la fine della relazione.
Tutto molto comune.

Ed è proprio una storia comune che il giovane drammaturgo e regista inglese Duncan Macmillan desidera rappresentare, una storia nella quale ciascuno di noi si può riconoscere, un ritratto di coppia onesto, tagliente, ironico, caustico ed è forse questa scelta di rappresentare la normalità ad aver determinato il successo di Macmillan in Inghilterra e Stati Uniti.
Si ritroveranno dopo qualche anno i nostri eroi: la madre di lei è appena morta, il padre di lui pure, lei dopo averlo lasciato non è riuscita ad avere delle altre relazioni, lui ha un’altra donna anzi lui e la sua fidanzata si stanno per sposare.
Forse gli dei dell’amore sorridono dal loro poggio, ma siccome “aiutati che Dio ti aiuta”: faranno sesso nella toilette di un giardinetto pubblico e lei rimarrà incinta.
Torneranno insieme, tutti e tre a questo punto, poi la nascita, la scuola, 2 genitori in pena ad aspettare il figliolo di notte….
La scelta di un palco spoglio permette allo spettatore di concentrarsi sulla dinamica del discorso amoroso dei due protagonisti, tanti i momenti divertenti, impossibile non riconoscersi almeno in parte delle dinamiche del vissuto e del “sentito” di questa coppia.
Sara Putignano e Davide Gagliardini sono davvero adatti ad interpretare i loro ruoli, età giusta, interpretazione sempre coinvolgente e convincente.

Potendo immaginare un pubblico ideale: spettatori con figli grandi che possano riconoscersi e gustare gli aspetti del rapporto alla luce dell’esperienza e del “senno del poi”. L’amore ed il rapporto tra questa coppia li vedrà insieme, oltre il figlio stesso e l’esperienza di essere diventati genitori e li vedrà anziani.
Per Macmillan l’amore vince se lo lasciamo vincere che tutto va come doveva andare se abbiamo la forza di lanciare la palla oltre la staccionata dell’ansia e della paura.

Adelaide Cacace
Teatro Franco Parenti – Milano
Sala Tre
4 – 22 Dicembre 2019
LUNGS
di Duncan Macmillan
traduzione Matteo Colombo
con Sara Putignano, Davide Gagliardini
regia Massimiliano Farau
produzione Fondazione Teatro Due

durata 1h40 minuti

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