Melampo di Ennio Flaiano

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Mentre eravamo intenti nelle solite discussioni sul teatro d’oggi, improvvisamente chiesi a Stefania se le andava di vedere la commedia che Ennio Flaiano ha scritto quando si è trasferito in America, Melampo.

Stefania – Quale? Quella ambientata a New York?
Sabrina – Si, infatti, al Teatro Vittoria, dopodomani
Stefania- Ok, si può fare.

24 gennaio, tarda serata, all’uscita dal teatro Vittoria

Stefania – Piacevole, che ne pensi?
Sabrina – si, una commedia fresca, garbata, elegante, proprio stile newyorkese
Stefania – interessante l’apertura a sipario chiuso, con il regista che interpreta il regista e dà le indicazioni alla giornalista che lo intervista, l’aspirante scrittrice
Sabrina – mi sembra abbia detto “È una prova di teatro”, invita gli attori sul palco a cambiarsi con noi spettatori che siamo lì, quasi curiosi entrati di soppiatto

Stefania – una commedia dal sapore di –nuovo- un po’ una chicca rappresentata con scene semplici, ma dinamiche, grazie al gioco di suoni e di luci. Il dialogo e le espressioni, sono giustamente caricate il – parlare semplice- i bei costumi completano gentilmente la pièce.
Cosa ti ha ricordato?
Sabrina – ovviamente La carica dei 101, l’incontro dei cani al parco, che favorisce lo scontrarsi dei padroni. E poi ho fatto anche altre associazioni, L’ultimo bacio, di Muccino, la storia si ripete; in effetti Flaiano come Muccino va in America, cerca nuove ispirazioni. La realtà è che siamo cantori della terra nostra, di ciò che conosciamo, che ci ispira.
Stefania – mi colpisce, nella varietà delle situazioni umane, il modo di incontrarsi e i pretesti che cogliamo per avvicinarci agli altri, quasi rincorrendo, da cane o da padrone, in alternanza, l’amore o ciò che speriamo che sia

Sabrina – quanto siamo capaci di lasciarci andare alle occasioni che incontriamo?
Stefania – se ci distraiamo, è possibile. Mi chiedo spesso, e la commedia me ne rinnova l’occasione, che tipo di intesa riusciamo a imbastire con l’altro da noi? Gioco, fantasia, paura di rimanere soli, occuparci della salute dell’altro, sostenerci? O forse accompagnarsi per un po’ di tempo …
Sabrina – infatti, stavo leggendo il comunicato stampa a proposito dei protagonisti …Giorgio, scrittore italiano momentaneamente in America per lavoro e Liza tutta bellezza e confusione, così preoccupata di apparire sempre a suo agio
Stefania – Liza mi ricorda molto Barbara, mia cugina, con i capelli lunghi, giovane e bella, stesso mestiere peraltro, studi da decoratrice. Si muoveva benissimo sul palco.
Sabrina – Barbara, così bella e un po’ smarrita, qui si legge ancora Giorgio con la ragione, il dubbio, la nevrosi dell’intellettuale, che prova a dare un senso alla realtà, Liza che vuole sperimentare un nuovo linguaggio, l’adesione all’istinto, alla pura fisicità
Stefania – complessivamente, un buon lavoro, esperienziale, a tratti un po’ lento, forse
Sabrina – una commedia gentile, belle le musiche, il ritmo forse un po’ più incalzante aggiungerebbe quel qualcosa per un divertimento compiuto e pienamente riuscito
Stefania – sai che mi è venuta in mente una citazione di Giulio Cesare Giacobbe
Per la donna l’uomo è come il sole: di notte lo desidera e di giorno quando non c’è se lo gode. Per l’uomo la donna è come la luna: di giorno la cerca e di notte quando c’è dorme”.
Sabrina – citazione da cosa?
Stefania – da “Come diventare bella, ricca e stronza”; dai, non l’hai letto?”
Sabrina – no, non ancora. Potresti portamelo il 30 prossimo quando torniamo qui al Vittoria a vedere “Il divano meridionale”: Che bel titolo! Un inedito, imperdibile
Stefania – a mercoledì
Sabrina: non ti dimenticare del libro

Sabrina Mancini e Stefania Ratini

Teatro Vittoria – Roma
dal 24 gennaio al 10 febbraio

MELAMPO
di Ennio Flaiano
produzione: Attori e Tecnici

regia: Massimo De Rossi
interpreti: Carlo Lizzani, Claudia Crisafio, Stefano Messina, Rita Tersigni
scene: Gianluca Amodio
costumi: Stefania Pisano
musiche: Anghela Sinckler
luci: Alessandro Pezza

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