Stefano Ferrarese: Mettersi in gioco

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Una raccolta di racconti che hanno in comune l’interesse per la storia e le sue vicende spesso oscure che finiscono con il gravare sulle vite dei protagonisti. Quattro storie che ci parlano del legame fra le vicende storiche e le scelte dei singoli.

copertina della raccolta di racconti di Stefano FerrareseIl titolo del libro di Stefano Ferrarese contiene ovviamente un invito che anche chi è chiamato a leggere il testo non può eludere. Quattro racconti con toni, personaggi diversi e lontani, ma con un richiamo constante alla storia e alle prospettive che la letteratura sa aprire nell’interpretazione degli eventi.
Mettersi in gioco comprende sempre, oltre le più dolci e rosee prospettive, un rischio necessario. Anche perché senza un rischio non si darebbe davvero una messa in gioco. Questa espressione, a tratti abusata, ci ricorda che il gioco è un modo per uscire da sé e dalle proprie certezze o comportamenti standardizzati.

Citazione 1
Enrico sentiva di essere su di giri, con il cervello che lavorava a tutto vapore e scosse gelide percorrere il suo corpo; erano le stesse sensazioni che aveva provato tutte quelle volte che la polizia lo stava braccando, un inarrestabile sali e scendi di emozioni, ricordi, giornate fortunate e meno; tutto si accavallava e tutto si accatastava in un ordinato caos che come sempre avrebbe prodotto l’idea da seguire; una specie di distillato in gocce della sua esperienza.

Lo sfondo fondamentale delle narrazioni di Ferrarese è la storia con le sue vicende non sempre chiare; se pensiamo al nostro paese e alle mille pagine buie e mai del tutto chiarite che ne hanno segnata la storia – da Portella delle Ginestre, all’Italicus, al caso Moro, a piazza della Loggia e così via – il nostro senso di sgomento non può che crescere e pesarci addosso. Migliaia di vittime che non hanno sempre trovato un colpevole o una spiegazione. E le stesse amare domande sono da porre per tante altre pagine della nostra storia nazionale.

Citazione 2
Deposta la penna nel suo astuccio di plastica, Angelo prese a girare lentamente il caffè, senza staccare gli occhi da quel foglio di carta steso accuratamente sul tavolo di cucina. Quante volte aveva scritto quella lettera e tutte le volte l’aveva stracciata, ora con violenza ora con dolente rassegnazione.

Siamo davvero capaci di far capire ai nostri ragazzi che dietro le date, dietro i numeri, dietro gli eventi, dentro le statistiche e i dati, si nascondono le vite in carne ed ossa di milioni di persone che amano, sognano, desiderano, elaborano progetti e si ritrovano poi travolti dalla Storia con la esse maiuscola? Mentre sembrava che la storia individuale andasse da una parte ben ponderata, ecco l’evento che mette tutto in gioco e in discussione. Questo tema è indagato con grande maestria da Ferrarese che sa sempre legare la vicenda particolare al contesto storico entro cui essa si determina.

Citazione 3
La mattinata stava volgendo al termine, tutti gli ospiti erano nelle loro stanze e anche il commesso era riuscito a placare il suo tumulto interiore grazie alle spiegazioni rassicuranti fornitegli dal Procuratore Guarducci. Quel terremoto che aveva sconquassato la normale routine dell’agriturismo, sembrava finalmente aver perso la sua forza dirompente ma, come sempre avviene, c’è da considerare anche le successive scosse di assestamento.

Nelle pagine di Ferrarese, almeno in tre dei quattro racconti che compongono questa raccolta, il passato ha un peso enorme, la storia ha un peso enorme e costringe gli uomini a scegliere se rivedere il proprio passato o bloccarsi davanti al muro delle domande che da esso emerge.
Dal passato possono riemergere teneri ricordi o incubi indicibili che costringono i protagonisti di queste storie a ripensare a quello che è stato, a quello che avrebbe potuto essere e a quei legami che si sono comunque creati.

Citazione 4
Quando i due scomparvero dietro la porta del salone Susanna, presa dall’ira, sbatté a terra con uno schiaffo la cornice che racchiudeva una vecchia foto, dove lei bambina, in braccio al padre sorridente, porgeva un piccolo mazzetto di fiori alla madre.

Ferrarese gestisce i suoi personaggi con rispetto e con attenzione alla loro fragile umanità. La loro fatica di interrogarsi sul passato ci spinge a seguire con totale dedizione e attenzione, come ha fatto lo scrittore, le vite di donne e uomini che avrebbero voluto un altro destino, un’altra opportunità, un’altra speranza.

Antonio Fresa

Stefano Ferrarese
Mettersi in gioco
I colori dell’arte; 2017
Pagine 264; € 15,00

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