Succi, Carne cruda a colazione

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Sarà un caso, ma deve arrivare il terzo brano Grazie per l’attesa per entrare in sintonia con Carne cruda a colazione quando la potenza di certi suoni e la voce calda di Succi si lasciano andare verso una melodia, mi perdonerete il paragone, che sembra venire dai Bee Gees per cantare storture contemporanee
Se non prende il cellulare, se c’è guerra nucleare
non c’è campo qui, non c’è scampo qui…
Anche il gatto è preso male, non si fa fotografare
non è che può aspettarti in posa lì…

Seguono i ritmi africani, i colpi netti di percussioni, un tappeto di basso che sfoceranno ancora in movimenti aperti e armoniosi che ne fanno un altro brano di intuizioni creative, coro incluso. Stiamo parlando de I Melliflui.

Carne cruda a colazione è il secondo disco solista (c’è stato anche dell’altro) di Giovanni Succi, co-fondatore e autore dei Bachi da Pietra e precedentemente è stato autore e componente dei Madrigali Magri, anche se sono molteplici le sue collaborazioni con altri artisti da Giulio Ragno Favero (Il Teatro Degli Orrori), Xabier Iriondo, Emidio Clementi (Massimo Volume). L’album segue di due anni “Con ghiaccio”. La produzione è stata affidata come per il primo a Ivan Antonio Rossi (Baustelle, The Zen Circus), mentre con lui (basso acustico, chitarre, voce) suonano, e bene, in tanti: Tristan Martinelli (basso, tastiere, piano e cori), Giovanni Stimamiglio (batteria, percussioni, cori), Rodrigo D’Erasmo (violino, viola, archi), I. A. Rossi (Buchla Music Easel, sintetizzatori, campionamenti, basso elettrico), Andrea Dellapiana (percussioni, cori)

Succi.
Foto Luca Deravignone

Cabrio è una ballata dove si intrecciano delicatamente il pianoforte e gli archi in pieno stile autoriale italiano e senza nessun esercizio di stile, subito dopo, con un triplo salto mortale atterriamo sui quattro minuti di Arti che gioca molto sull’elettronica (ben presente in tutto il lavoro), con un ritmo quassi ossessivo, disturbato da intrusioni di piano elettrico, passaggi orientaleggianti. Un cantato che vuole dare forza alle arti inferiori “per andare verso un vago oltre o almeno per sporgersi altrove, come davanti a balaustre panoramiche”, come Succi stesso ha spiegato.
Arti inferiori come i piedi
una vita che si appoggia sulle arti
inferiori ma sì, inferiori ma arti

Da prendere a colazione, pranzo e cena, perché non stanca è Grigia dove scorre un mix di Paolo Conte, dei Kraftwerk nell’incipit e nel suo sottofondo, delle sue radici (Nizza Monferrato). Un affresco da mirare e rimirare.
In un Piemonte più amaro e con meno pretese
che sa di essere falso e non si finge cortese
per ritrovarti mi allungo fin qua
Alessandria è soltanto una scusa
Ma meno la vedo più pare Parigi

ringrazio la nebbia e spero nei grigi
spero solo di beccarti in città
Alessandria: chi l’avrebbe detto mai

Composizione, arrangiamenti e testi fanno del secondo disco di Succi un ottimo lavoro che non tradisce le attese. Nemmeno nelle prime due canzoni.
Non vi curate di noi e ascoltate:
Ciro Ardiglione

genere: art-rock
Succi
Carne cruda a colazione
etichetta: La Tempesta Dischi – Soviet Studio
data di uscita: 20 Settembre 2019
brani: 10
durata: 00:40:40
album: singolo

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