Antonella Polenta: 3013. I sentieri del futuro

copertina 3013 i sentieri del futuro
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La partenza di una navicella in grado di portare i viaggiatori nello spazio come in una normale crociera; un incidente e un viaggio nel tempo; l’incontro con altre creature quasi simili a noi: un romanzo intenso e pieno di soprese.
3013, I sentieri del futuro è un romanzo di Antonella Polenta che si apre con un’innovativa formula di turismo dello spazio. I fortunati viaggiatori possono vivere un’esperienza molto particolare; una novità che attira, per ragioni diverse, famiglie, fotografi e appassionati. Una sicura e comoda navicella che li porterà oltre i limiti delle esperienze quotidiane. Seduti nelle comode poltroncine, i nostri viaggiatori si preparano a quello che dovrebbe essere un viaggio meraviglioso e sicuro.

Citazione 1
Solo dopo alcuni giorni di convivenza forzata – non è affatto semplice condividere con altre persone, soprattutto sconosciute, uno spazio così ristretto – ci eravamo confidati le motivazioni che ci avevano spinto a intraprendere una tale avventura.

Che cosa accade quando si determina, però, l’incidente imprevisto? Che cosa siamo in grado di organizzare quando un evento inatteso, mette in crisi la nostra speranza di controllo delle cose?
Un passaggio nel tempo, un buco nero, una porta sull’infinito porta i protagonisti del romanzo in un altro luogo e in un altro anno: un pianeta che sembra come la Terra e umanoidi che ci somigliano molto.
Non vi sveleremo molto della trama di questo romanzo, per non anticipare il piacere delle vostre scoperte e degli inattesi sviluppi che compongono la trama.

Citazione 2
La mancanza assoluta di luce, se da una parte aveva concesso riposo alle nostre iridi sovraeccitate dalla radiazione luminosa di elevatissima intensità, dall’altra generava stati d’angoscia, d’impotenza e di smarrimento ancora più profondi. Per quanto non servisse più, riabbassai le palpebre, cercai di rilassare i muscoli e attesi la fine.

Ci sembra, invece, necessario, come commento alla lettura, ricordare la tensione e la ricerca di conoscenza e di un contatto con una dimensione più ampia della realtà che anima i protagonisti della storia.
Si può viaggiare nello spazio alla scoperta di nuovi luoghi e visioni; si può viaggiare nel tempo con la memoria e con la fantasia; si può, infine, viaggiare nel tempo e nello spazio alla ricerca di qualcosa che ci indichi un limite estremo da raggiungere e provare ancora una volta a superarlo.
La letteratura ci ha da sempre aiutato a viaggiare alla ricerca di altri luoghi, altri spazi e altre forme di vita; abbiamo viaggiato sul pianeta alla ricerca d’isole e continenti; ci siamo poi rivolti al cosmo assecondando la stessa speranza: navigare e viaggiare da cosmonauti, appunto.

Citazione 3
Da quando eravamo precipitati su Daleth, quella era la prima volta che vedevo piovere. Era avvenuto sempre di notte e con una levità tale da accorgermene solo di giorno, allorché notavo che la strada era bagnata. Sulla Terra, al contrario, la pioggia notturna aveva l’impeto della burrasca portando con sé vento, tuoni reboanti e un molesto ticchettio contro gli scuri e i vetri delle finestre, tanto da rendere difficile un incondizionato riposo.

Seguendo i racconti, appena oltre il limite noto, ci siamo spinti a cercare altre forme di vita, altre organizzazioni sociali e altre immagini da associare alle divinità.
Con mille avventure abbiamo provato a descrivere forme di vita molto differenti o quasi prossime alle nostra, attribuendo alle diverse creature che abbiamo concepito alcune piccole o grande capacità appena più sviluppate delle nostre.
Mostri galattici e perfidi guerrieri hanno turbato i nostri sogni, con le loro armi dalla capacità distruttiva inarrivabile; altrove abbiamo immaginato essere buoni e capaci di donare medicine miracolose: sempre insomma abbiamo continuato a inseguire noi stessi e i nostri limiti in altre possibili forme di vita. Una domanda e una storia continua per cercare una porta verso l’assoluto e il mistero dell’infinito.

Citazione 4
Non c’era nulla da dire: a livello di progettazione e realizzazione di opere architettoniche, gli architetti e i costruttori di Arok mettevano in piedi strutture a dir poco spettacolari. Il Prismasferio, palazzo congressuale di vaste proporzioni, era stato eretto sia per facilitare gli incontri, sia per raffigurare con un’opera monumentale il cuore della città.

Antonella Polenta ci regala un’avventura affascinante e intensa attraverso la quale siamo spinti a indagare i limiti della scienza e della tecnologia.
Una storia che, mantenendo anche un continuo contatto con il divino e la nostra aspirazione a dare un senso alle cose, ci restituisce tutta l’importanza delle nostre emozioni e della memoria che serbiamo di noi stessi, delle persone che amiamo e dei luoghi che viviamo.
La vita, sembra indicare l’autrice, ha, come sua implicita necessità, l’apertura al futuro, lo slancio verso l’assoluto e la speranza di saper condividere con gli altri – intesi nel senso più ampio possibile – le nostre piccole o grandi incertezze. Insomma, le certezze che abbiamo acquisito nel corso della nostra evoluzione non bastano ancor a spiegarci chi siamo e perché ci siamo.
Antonio Fresa

Antonella Polenta
3013, I sentieri del futuro
Masciulli Edizioni, 2020
Pagine 220; € 15,00

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