Dal reddito di cittadinanza al reddito di base incondizionato

povertà, senza tetto
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In questi giorni si sta accentuando il dibattito e lo scontro politico su reddito di cittadinanza. Perfino il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi ha dichiarato. «Siamo favorevolissimi al reddito di cittadinanza come contrasto alla povertà», anche se ha chiarito che «Non siamo e non saremo mai d’accordo sulle sue politiche attive del lavoro. Il navigator è stato un fallimento». Le politiche attive per il lavoro sono un’altra faccenda. Bisognerebbe andare oltre il reddito di cittadinanza per porre fino seriamente alla povertà, alla miseria, alle enormi disuguaglianze che l’attuale sistema genera. Non solo bisognerebbe consentire una vita dignitosa e libera a chi come le donne che hanno subito violenza sono ricattate economicamente o come a quei lavoratori che si trovano in stato di sfruttamento totale. Lo strumento si chiama di Reddito di Base Incondizionato perché è destinato a qualunque essere umano senza nessuna condizione. È universale e libera da vincoli troppo spesso ingiusti e inumani. È un’utopia? No, lo si sta sperimentando, in varie modalità, in diverse nazioni, incluso in una cinquantina di città statunitensi.

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