Regno Unito alle elezioni. La Brexit al 31 gennaio.

Londra Regno Unito
history 3 minuti di lettura

Alla quarta volta, da quando è premier del Regno Unito, Boris Johnson ottiene di poter andare alle elezioni generali.
La battaglia elettorale è già cominciata con le prime decisioni politiche da Boris Johnson che riammette dieci dei 21 parlamentari ribelli espulsi dal Partito Tory, al presidente del Brexit Party, Richard Tice ha invitato Boris Johnson a fare un accordo elettorale.

Le elezioni politiche si terranno il prossimo 12 dicembre e senza le condizioni richiesta dall’opposizione cioè estendere il diritto di voto anche ai sedicenni e diciassettenni e ai cittadini UE già residenti. Elezioni che si terranno in una finestra temporale che usufruisce di un’ulteriore estensione dell’articolo 50 per la Brexit portando al 31 gennaio 2020 la data di uscita dall’Unione del Regno Unito, anche se in caso di ratifica le date buone sono anche il 30 novembre o il 31 dicembre.
Il leader del Partito Laburista, Jeremy Corbyn dopo aver chiarito che non essendoci più sul tavolo una Brexit senza accordo, ha dichiarato di voler iniziare a “alla gente di questo paese che c’è un’alternativa all’austerità. C’è un’alternativa alla disuguaglianza. Esiste un’alternativa agli accordi commerciali con Donald Trump“.
I laburisti partono in netto svantaggio per capovolgere la situazione, infatti l’ultima rilevazione YouGov danno il «partito conservatore al 36%, con ben 13 punti di vantaggio sul 23% assegnato ai laburisti. I liberaldemocratici di Jo Swinson si attestano invece al 18 e i concorrenti del Brexit Party di Nigel Farage al 12. Mentre in termini di popolarità personale, Johnson è indicato come primo ministro preferito addirittura da un 43% d’intervistati, con Corbyn secondo ma lontano al 20%» [1]. E i laburisti non hanno uno slogan semplice come quello dei conservatori, uno slogan che più o meno potrebbe recitare “Facciamo la Brexit”. La posizione del Labour prevede di negoziare un accordo e fare un referendum votare i laburisti, negoziare un nuovo accordo e fare referendum sull’accordo. LibDem e gli indipendentisti scozzesi dell’Snp sono per rimanere nella UE e per indire un nuovo referendum che è una scelta anche i cinque deputati indipendenti dell’Independent Group for Change e il partito gallese Plaid Cymru sono per un secondo referendum.
Ma  le elezioni potrebbero non essere risolutive se non ci fosse un risultato chiaro, come hanno dimostrato quelle del 2017.

Prima di chiudere mi sembra interessante riportare un passaggio del durissimo editoriale de The Guardian nei confronti del premier che ha interessi diversi da quelli della Brexit: «il primo ministro ha cercato di manipolare l’opinione pubblica per dare l’impressione che questa elezione sia a beneficio del popolo, piuttosto che a beneficio di se stesso e del suo partito. Johnson ha perso tempo dopo aver ottenuto l’incarico non parlando con l’UE. Ha quindi prorogato illegalmente il parlamento per eludere il controllo. Johnson è uscito con una serie di proposte inaccettabili per Bruxelles prima di essere rapidamente modificate. In nessun modo i parlamentari avrebbero permesso alla Gran Bretagna fuori dell’UE senza alcun accordo o a condizioni che minacciavano lavoro, economia, pace nell’Irlanda del Nord o unione con la Scozia. I tribunali e i parlamentari non hanno permesso al primo ministro di ignorare la procedura corretta – a loro merito, perché un futuro governo potrebbe usare il precedente stabilito per scopi più sinistri. Il signor Johnson non si preoccupa di queste cose. I suoi calcoli ruotano attorno al nudo interesse e potere» [2].

Comunque vada la Gran Bretagna resta un paese spaccato dove l’unità del regno potrebbe subire seri contraccolpi nel giro di pochi mesi.
Pasquale Esposito

[1] “Brexit, elezioni il 12 dicembre, via libera del Labour: sfida Johnson-Corbyn”, https://www.ilmessaggero.it/mondo/brexit_elezioni_12_dicembre_johnson_corbyn_oggi_ultime_notizie-4828997.html, 29 ottobre 2019
[2] “The Guardian view on a snap election: a reckoning the voters may not want”, https://www.theguardian.com/commentisfree/2019/oct/29/the-guardian-view-on-a-snap-election-a-reckoning-the-voters-may-not-want, 29 ottobre 2019

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: