Regno Unito e Francia: restano forti le tensioni

Regno Unito, isola di Jersey
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Era chiaro già dal colloquio a margine del G20 come sarebbero andate le cose tra Francia e Regno Unito sulla controversia commerciale sulla pesca. La scorsa settimana i francesi hanno sequestrato una nave britannica in acque territoriali nonostante la proprietà dell’imbarcazione sostenesse la correttezza dei suoi documenti. A Roma non c’era stata nessuna dichiarazione congiunta di Emmanuel Macron e Boris Johnson che potesse ridurre le tensioni. Oggi da Londra si insiste sulla necessità che Parigi faccia un passo indietro sostenendo che le licenze di pesca continuano ad essere rilasciate a quelle navi che dimostrino di aver già pescato nelle acque di sua maestà. Parigi dal canto suo sostiene che il numero delle licenze non è quello corretto. Proseguono le minacce di ritorsioni da una parte e dall’altra. Per molti osservatori la controversia è sostanzialmente politica ed elettorale e non tanto economica. Resta il fatto che i rapporti sono anche inaciditi sul fronte del controllo dell’immigrazione illegale (Parigi non farebbe il suo lavoro e Londra non ha reso disponibili i fondi promessi) e sul famigerato accordo che sfilò la commessa di sommergibili francesi all’Australia.

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