Regno Unito: insicurezza alimentare e elusione fiscale

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Nella mattinata di ieri il sito del quotidiano The Guardian aveva in prima pagina una notizia sull’elusione fiscale della Barclays e quella sull’aumento dell’insicurezza alimentare tra i cittadini del Regno Unito. Fenomeni solo apparentemente slegati tra loro ma di fatto due facce di uno stesso sistema, non solo nel Regno Unito, che consente grandi profitti magari senza pagare tasse a sufficienza e povertà estrema. Fino a dover rinunciare a mangiare quando si ha fame.
La società è giusta e democratica quando i diritti sono sostanziali e non solo sulla carta. E da decenni la direzione intrapresa è quella di una divaricazione in favore di pochi. E non se ne vede una via d’uscita.

Veniamo alle due notizie.
La Barclays è un’importante banca la cui storia inizia a Londra all’inizio del ‘700, quando due banchieri, John Freame e Thomas Gould, entrano in affari, recita il sito italiano, “da allora, grazie alla nostra profonda conoscenza del mercato, abbiamo costruito una realtà solida a servizio di famiglie e imprese”. La banca ha 46.000 dipendenti nel Regno Unito, quasi 10.000 negli USA e 54 in Lussemburgo.
Ebbene il quotidiano – da un’analisi sulle fatture fiscali – afferma che la Barclays si sta avvantaggiando di un accordo del 2009 con il Lussemburgo grazie al quale “ha evitato quasi 2 miliardi di sterline di tasse grazie a un accordo redditizio in Lussemburgo che le ha permesso di pagare meno dell’1% sui profitti nel paradiso fiscale per più di un decennio” [1]. La tassazione sui profitti avrebbe dovuto essere tra il 25 e il 30%. Di fatto, grazie a questo accordo, la banca ha potuto compensare “le perdite legate a 9 miliardi di dollari per azioni acquisite attraverso la vendita delle sue attività Barclays Global Investors (BGI) al gestore di fondi statunitense BlackRock nel 2009” [2].
The Guardian ha riportato la replica della Barclays che sostiene che “La struttura della vendita di BGI non era volta a garantire una riduzione delle tasse, ma intendeva garantire un trattamento fiscale più semplice e sicuro ed evitare la volatilità del capitale regolamentare della banca“.

Quella delle elusioni fiscali e dell’utilizzo dei paradisi fiscali è una questione ben nota a tutti come rivelano le varie inchieste giornalistiche che si sono succedute negli anni ma salvo qualche soluzione fondamentalmente di facciata non si è fatto nulla per chiudere definitivamente i rapporti con embarghi e sanzioni i paesi che ospitano immense fortune, anche di organizzazioni criminali, tenendo all’oscuro i sistemi tributari nazionali.

Mentre si continua a utilizzare scappatoie per non pagare tasse dall’altra leggiamo anche sempre sullo stesso quotidiano ci fa sapere che l’insicurezza alimentare aumenta. A certificare questa drammatica realtà del Regno Unito sono i dati della Food Foundation che ha fatto un sondaggio on line condotto tra il 22 e il 29 aprile 2022 su 10,674 adulti del Regno Unito. Sono oltre 2 milioni gli adulti che non hanno mangiato per un giorno; cresce addirittura del 57% la percentuale di famiglie che “hanno diminuito la dose di cibo o saltato pasti nei primi tre mesi di quest’anno, con un adulto su sette (7,3 milioni) stimato essere insicuro alimentarmente, rispetto ai 4,7 milioni di gennaio” [3]. Aumentano le richieste di cibo e le code ai banchi alimentari e aumentano anche le richieste di cibo che non necessita di essere cotto o riscaldato per evitare di consumare energia elettrica o gas i cui costi hanno gonfiato le bollette famigliari. Da mesi, come in altri paesi, dopo i rincari dei prezzi delle materie prime le bollette pesano sui bilanci familiari. In genere l’inflazione continua a crescere e secondo la Banca d’Inghilterra potrebbe superare il 10% entro la fine dell’anno. Nel Regno Unito l’onda dei rincari è cominciata dalla Brexit per proseguire con la pandemia e la guerra in Ucraina.
Il professor Sir Michael Marmot, esperto di salute pubblica presso l’University College London, ha dichiarato: “Se una famiglia su sette è insicura dal punto di vista alimentare, la società sta fallendo in modo fondamentale. Queste cifre sull’insicurezza alimentare sono tanto più agghiaccianti perché il problema è solubile, ma lungi dall’essere risolto sta peggiorando” [4].

Un portavoce del Governo ha detto che si sta intervenendo direttamente con le famiglie e con l’aumento di più di mille sterline all’anno del salario minimo.
Come per buona parte dei paesi sono palliativi. Il sistema va rifondato per dare maggiore equità.
Pasquale Esposito

[1] Kalyeena Makortoff, Revealed: Barclays avoids almost £2bn in tax via Luxembourg scheme, 9 maggio 2022
[2] Kalyeena Makortoff, ibidem
[3] Patrick Butler, More than 2m adults in UK cannot afford to eat every day, survey finds, 9 maggio 2022
[4] Patrick Butler, ibidem

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