Repubblica ceca: candidati anti-sistema e anti-immigrati crescono

Repubblica ceca Praga
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La ricchezza e i suoi pochi detentori sono sempre più parte dei meccanismi elettivi nelle democrazie liberali. E spesso i loro programmi sono  al limite del razzismo e cavalcano le paure create o fomentate ad hoc di molti strati delle popolazioni.
Alle elezioni del parlamento nella Repubblica ceca l’oligarca Andrej Babiš con il suo partito Ano (Sì in lingua ceca) sceso in politica nel 2012 rischia di essere il più votato a questa tornata elettorale. Dopo aver visto che la politica di Obama, alla quale era orientato, non produceva i risultati sperati deve aver deciso di guardare al premier d’Ungheria Viktor Orbán e al presidente americano Trump con tutti i loro carichi di populismo, contrasto totale all’immigrazione e scarsa considerazione delle istituzioni, soprattutto europee.
A completare il quadro, con un programma decisamente razzista alle elezioni si presenta anche l’imprenditore ceco-giapponese Tomio Okamura.

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