Repubblica Ceca: il premier magnate Andrej Babiš andrà all’opposizione?

Repubblica ceca Praga
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Pur non essendo ancora definito dal presidente della Repubblica Ceca, Miloš Zeman l’uomo a chi affiderà l’incarico di formare il nuovo governo, il leader di Spolu, la coalizione vincente delle elezioni parlamentari, Petr Fiala sta già portando avanti con “successo” i negoziati con il partito dei Pirati e con quello dei Sindaci che si sono presentati insieme al voto. Il primo ministro in carica, il multimilionario Andrej Babiš ha ammesso la possibilità di finire all’opposizione visto il diniego al dialogo di Fiala.. Prima del voto il capo dello Stato aveva dichiarato che avrebbe dato l’incarico al leader del partito con più voti e non, quindi, a quello che guida la coalizione vincente, ma dal 10 ottobre è ricoverato, per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, in terapia intensiva. E il suo ruolo istituzionale non è di poco conto nella Repubblica Ceca.

Il premier Andrej Babiš ha perso le elezioni per i suoi errori nella gestione della seconda ondata della pandemia e tuttora la situazione va deteriorandosi con più contagiati e morti di qualche settimana fa, per una situazione economica non brillante (l’inflazione sta crescendo) ma soprattutto dagli scandali finanziari: è sotto accusa per presunte frodi sui sussidi dell’Ue e dai Pandora Papers è risultato che avesse acquistato con fondi nei paradisi fiscali una lussuosa residenza in Francia nel 2009. Inoltre ha perso per strada gli alleati del suo partito (Ano), i Socialdemocratici (Čssd) e il Partito comunista di Boemia e Moravia (Ksčm) che appoggiavano dall’esterno l’esecutivo e i cui i leader, Jan Hamáček e Vojtěch Filip, hanno già rassegnato le dimissioni.. Entrambi non hanno superato la soglia di sbarramento.

Nel Parlamento ceco ora ci sono i rappresentanti della coalizione conservatrice Spolu (Insieme) – formata dalle formazioni ODS (centrodestra), TOP09 (liberali conservatori) e KDU-ČSL (cristianodemocratici) – che ha ottenuto il 27,7% dei voti e 71 seggi; Ano (27,1% e 72 seggi); la coalizione di centrosinistra formata da Pirati e Partito dei Sindaci (15,6% e 37 seggi) con un risultato molto al di sotto delle attese della vigilia soprattutto per la pesante sconfitta subita dai primi che forse pagano l’essere stati un partito di protesta che, in questa coalizione si è alleato con un partito organico al sistema [1]; l’estrema destra antieuropeista di Libertà e democrazia diretta (Spd) con il 9,5% dei voti e 20 seggi).

L’affluenza alle urne è stata del 65,43% degli aventi diritto, una percentuale elevata che secondo alcuni osservatori ha influenzato la sconfitta del ricchissimo premier.

Se è vero che l’occasione per allontanare dalla carica di primo ministro Andrej Babiš per l’opposizione è importante, va detto che l’accordo tra i partiti non è così immediato. Infatti «pur essendo europeista e contrario all’influenza di Mosca e Pechino, da buon conservatore Fiala si è esposto assai meno su temi cari alla coalizione Pirati + Stan [il Partito dei Sindaci, ndr], in particolare su ambiente ed energia, diritti delle persone LGBT+ e su un’eventuale adozione dell’Euro» [1].
Pasquale Esposito

[1] Jan Horák, Obě koalice musí do vlády, ODS by spojením s ANO spáchala sebevraždu, míní politolog, 9 ottobre 2021
[2]Lorenzo Berardi, La carriera politica del premier Andrej Babiš non è ancora al capolinea, 12 ottobre 2021

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