Riaprono i teatri: partiamo dal Parenti di Milano

Conferenza stampa Franco Parenti
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Al teatro Parenti è andata. Chissà come è andata alla Triennale di Milano con la presenza degli Artisti Uniti a reclamare il diritto di esistere come professionisti dello spettacolo, Franceschini presente.

Ricordate quando Conte disse: bravi gli attori che ci fanno divertire? Beh rammentiamo a lui e a tutta la classe politica che gli attori non fanno solo divertire. Ricordiamo che se le piazze non sono esplose è anche perché attori, registi, musicisti, gente del modo dell’arte ha fatto da cuscinetto tra noi e il nulla della pandemia, tra noi e la nostra fragilità.

Andrée Ruth Shammah

Come è veramente andata al Parenti?
Andrée Ruth Shammah leonessa del teatro italiano, ha tenuto banco presentando la produzione estiva. Fiera dell’investimento fatto per l’acquisto di due pulmini che possano portare teatro in giro per le periferie. Questo ricorda le brigate nate a Milano dai centri sociali e sostenute da Emergency che, in tempi di lockdown, andavano in giro a distribuire cibo nei quartieri più disagiati, e insieme portavano teatro. Come ha raccontato Paolo Rossi in una recente intervista, in quei giorni, rispettando distanze e norme sanitarie, non ha mai smesso di portare bellezza e teatro. Senza posticipare al dopo, senza aspettare finanziamenti. Ma nel qui e ora di un’esperienza, la sua, sempre vicina alla gente. Teatro e bellezza che non si sono lasciati invischiare dalla diatriba: teatro presenza/teatro streaming, come hanno fatto altre voci. Lui c’era. Ma sto divagando.

Il Parenti ha fatto altre scelte. Ha difeso l’idea che il teatro è l’irripetibile, è condivisione, carnalità.
È stato un piacere sentire parlare Andrée Ruth Shammah, direttrice del teatro, assorbire il suo entusiasmo, ammirare il modo in cui sorniona tentava di far prendere posizione all’assessore regionale alla cultura Stefano Bruno Galli, come invitava Filippo del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano, a stringere i tempi. Insomma, la regia era tutta sua.
Era sua anche quando presentava la Compagnia dei Gordi che aprirà la stagione estiva con La morte senza esagerare, nella splendida regia di Riccardo Pippa. Già lo scorso autunno il regista ci aveva ammaliato con il suo spettacolo dove le maschere mettono in scena una morte dimessa, il momento del trapasso. A rendere ancora più scenografica la presentazione di questo spettacolo ha contribuito la presenza in scena di attori che indossavano le maschere in cartapesta dei propri personaggi, e un giovane regista emozionato nel sentire la Shammah considerare il suo lo spettacolo di punta della stagione.

Una delle maschere di Sulla morte senza esagerare regia Riccardo Pippa

In apertura la politica, con quella che ormai è la retorica di discorsi che pur veri ormai sono diventati così consunti da perdere la loro carica, la loro incisività. Ha ragione Galli quando dice che nel dopoguerra si pensò a far ripartire la cultura come elemento principe della ricostruzione. E che oggi ci aspetta una nuova rifondazione. Ma in che direzione vorrà portare questo refrain che è vero, ma che se non è seguito da reali investimenti rimarrà lettera morta?
Lo sanno bene le maestranze del Parenti che sono in cassa integrazione. Alle annose questioni si sommano poi i nuovi problemi sanitari, che costringono ad approntare spettacoli per platee risicate, costituite anche da solo venti persone.

Come mantenere le distanze di sicurezza mentre si recita? Non sarebbe meglio lasciare agli attori di assumersi la responsabilità di ciò che fanno in scena?
Questa la provocazione lanciata da Riccardo Pippa. Per non essere da meno gli ho proposto di dichiararsi poliamorosi, così potranno mischiarsi, sovrapporsi, scambiarsi, senza distanziarsi.
Filippo del Corno ha raccontato degli investimenti milionari. Lo fa ogni volta che lo incontro alle conferenze stampa. Sembra quasi che sia sempre lì a pagare. Vi ricordate Totò? Era poi lui? Comunque splendida la battuta, se recitata con gli accenti giusti. E io pago.

Splendido attore comico Totò. Lui sì. Ma la politica? È sempre e solo una questione di accenti, di pause. La politica ne sarà capace?
Quando ho ricordato all’assessore Del Corno che a settembre gli avevo parlato della possibilità di far mettere un campanello di chiamata, perché anche chi è in carrozzina possa accedere senza difficoltà agli spazi del Parenti, e che non è ancora non è stato fatto niente, non ha gradito. Ha replicato di non preoccuparsi che il tema della disabilità lui ce l’ha nel cuore. Sarà proprio così?
Money, money, money… Cantava Laiza Minelli nell’imperdibile film capolavoro Cabaret.

Giustamente Galli ha parlato delle centinaia di milioni di euro, dei miliardi che le principali istituzioni culturali hanno perso in questi mesi di pandemia. Di come l’arte rappresenti una fetta cospicua del PIL, che con i teatri e i musei chiusi c’è stato un grosso danno economico per tutti.
Ruth Shammah ha sottolineato l’esigenza di portare e riportare la gente a teatro.
Questa la scommessa. Far sì che la gente non si disaffezioni e resista al di là delle nuove regole.

Le sacre con Luciana Savignano uno spettacolo di Susanna Beltrami e con la partecipazione di Matteo Bittante e dei giovani danzatori di DanceHau

Sul palco erano queste le notazioni che si susseguivano, mentre i fotografi scattavano le foto d’occasione, mentre splendi nomi presenti in carne e ossa si avvicendavano a quelli presenti in video. Come non citare la bellissima Luciana Savignano? Semplicemente con la sua presenza in carne e ossa, con la sua carnalità elegante, riempiva la scena, e quest’estate sarà protagonista in Le Sacre uno spettacolo di Susanna Beltrami e con la partecipazione di Matteo Bittante e dei giovani danzatori di DanceHau. E come dimenticare Luigi Lo Cascio che in video ha sottolineato che ci sarà anche lui con la grande poesia de La scoperta della luna.
E poi Placido con Amor y tango e poi… e poi… Segnale d’allarme – La mia battaglia VR tratto dallo spettacolo teatrale La mia battaglia diretto e interpretato da Elio Germano.

Elio Germano

La programmazione del Parenti vuole essere pirotecnica. Vuole essere una programmazione, come ha tenuto a precisare la Shammah, costruita appositamente per parlare al presente. Tanto che il titolo d’apertura parlerà di morte. Perché la morte ci ha tenuto compagnia in questi mesi. Non possiamo dimenticarcene semplicemente nascondendo la testa sotto la sabbia.
Insomma si è parlato un po’ di tutto oggi al Parenti, di arte, di lavoro, di investimenti, di giovani di… di…
Unico rammarico. Non ho sentito la parola disabilità, e pensare che questo popolo negletto secondo dati Istat è un popolo di 5 milioni di anime. Ma in un tempo in cui le fedi sono in crisi di vocazione forse è giusto non parlare di anime. L’ho fatto notare alla direttrice del Parenti, che ha svicolato con eleganza.

Gianfranco Falcone

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