La ricchezza di individui e aziende: un problema per le risorse e per la democrazia

ricchezza, yacht

Quello di raccogliere risorse a sufficienza tassando redditi e patrimoni dei al fine di ridurre significativamente le , favorire la transizione ecologica e digitale, destinare ulteriori fondi alla sanità pubblica, all'istruzione, ai territori devastati non è un argomento centrale delle politiche economiche dei paesi. E nemmeno si può dire che non ci siano studi dettagliati o appelli come accaduto in Italia dove economiste e economiste hanno firmato un Manifesto L'agenda TaxTheRich per l'Italia con l'indicazione di: introduzione di un'imposta progressiva sui grandi patrimoni, da applicarsi allo 0,1% più ricco dei cittadini italiani, titolari di patrimoni netti superiori a 5,4 milioni di euro; aumento del prelievo sulle grandi successioni e donazioni; introduzione di ulteriori scaglioni ed aliquote marginali IRPEF per redditi più elevati; ampliamento della base imponibile IRPEF a tutti i redditi da lavoro e ai redditi da capitale finanziario; rivedere il prelievo sui redditi e sui patrimoni immobiliari per aumentarne l'equità.
Argomento cardine dei programmi per le elezioni europee dei maggiori partiti? Non ci pare. Non sono pochi che parlano giustamente di debito pubblico, non solo in Italia, ma spesso per difendere politiche di austerità prossime venture. Ma il debito pubblico può essere letto dal lato delle entrate e quindi tassare i ricchi, individui o aziende.

Con una serie di fandonie continua a essere giustificata e tollerata la ricchezza anche quando raggiunge livelli insopportabili e di cui siamo tutti a conoscenza. L'annuale rapporto Oxfam che quest'anno ha per titolo Disuguaglianza: il potere al servizio di pochi può essere sintetizzato con le loro parole: «Oggi, i miliardari globali sono, in termini reali, più ricchi di 3.300 miliardi di dollari rispetto al 2020 e il valore dei loro patrimoni è cresciuto tre volte più velocemente del tasso di inflazione.
Dall'inizio della pandemia i 5 uomini più ricchi al mondo hanno più che raddoppiato le proprie fortune, a un ritmo di 14 milioni di dollari all'ora, mentre la ricchezza aggregata di quasi 5 miliardi delle persone più povere non ha mostrato barlumi di crescita.
[…].
Tra le 10 società più grandi al mondo – colossi, il cui valore in borsa supera il prodotto interno lordo combinato di tutti i Paesi dell'Africa e dell'America Latina – 7 hanno un miliardario come amministratore delegato o azionista di riferimento. […].
Il 2023 è destinato, in particolare, ad essere ricordato come l'anno più redditizio di sempre per le grandi corporation. Complessivamente, 148 tra le più grandi aziende al mondo hanno realizzato profitti per circa 1.800 miliardi di dollari tra giugno 2022 e giugno 2023 con un aumento del 52,5% degli utili rispetto alla media del quadriennio 2018-21. […]» [2].

È evidente che tanto denaro può consentire a pochi – aziende o individui, di indirizzare le scelte politiche di un paese, e in Italia ne sappiamo qualcosa della forza condizionante di Silvio Berlusconi.
Non va dimenticato nemmeno che quanto più potente è quel paese tanto più le conseguenze per gli altri saranno pesanti. Per non dire quando quei pochi sono ostili alle democrazie.

Robert Reich su The Guardian ci ha appena ragguagliato sul fatto che «Elon Musk e l'imprenditore e investitore David Sacks avrebbero organizzato una cena segreta di miliardari e milionari a Hollywood il mese scorso. Il suo scopo: sconfiggere Joe Biden e reinstallare Donald Trump alla Casa Bianca». Proseguendo nel suo articolo e citando il rapporto di Americans for Tax Fairness, l'autore scrive che «il denaro dei miliardari sta ora riversandosi nelle elezioni del 2024. Secondo un nuovo, solo 50 famiglie hanno già investito più di 600 milioni di dollari nel ciclo elettorale del 2024. La maggior parte di questo andrà al partito repubblicano di Trump». Un Trump che «ha recentemente sollecitato un gruppo di alti dirigenti petroliferi a raccogliere 1 miliardo di dollari per la sua campagna, promettendo che, se eletto, avrebbe immediatamente annullato decine di regole ambientali e politiche sull'energia verde adottate da Biden. Trump ha affermato che questo sarebbe un “accordo” per i dirigenti petroliferi che eviterebbe la tassazione e la regolamentazione nel loro settore» [3].

Un'interessante e agevole recensione di Maurizio Franzini del libro As Gods among men. A history of the rich in the West sulla legittimazione sociale dei ricchi, ci ricorda quanto sia antica e problematica la loro presenza. «Nel 14° secolo Nicole Oresme, straordinario intellettuale che – da quello che apprendo – scrisse di astronomia, di matematica, di scienza del moto, di economia e di altro, suggeriva alle città che volessero essere democratiche di bandire i ricchi perché costoro avrebbero conquistato il potere politico e ciò li avrebbe fatti apparire, in rapporto alle persone ‘normali', come ‘un Dio tra gli uomini', con la conseguenza di innescare rivolte sociali» [4].

Senza arrivare a tanto Luke Hildyard, Direttore esecutivo del think tank High Pay Centre di Londra – riferendosi al suo ultimo libro  Enough: why it's time to abolish the super rich – scrive un «programma politico importante e trasformativo per ridistribuire e reindirizzare le fortune dai super-ricchi alla popolazione in generale sarebbe un modo ovvio, efficace e immediato per aumentare la prosperità di un gran numero di persone. Non si tratta di un argomento ideologicamente di sinistra. È la risposta logica che scaturisce da qualsiasi valutazione pragmatica dei modi e mezzi potenzialmente in grado di migliorare il tenore di vita generale; una questione che dovrebbe interessare l'intero spettro politico, anche gli elettori di centro e di destra. Le ricchezze in eccesso e immeritate possedute da chi sta in alto rappresentano una risorsa immensa e prontamente disponibile, utilizzabile in modo molto più efficiente per ottenere enormi miglioramenti socio-economici. I responsabili politici che non mostrano alcuna curiosità su come tutto ciò si potrebbe realizzare, danno prova di scarsa scrupolosità» [5].

La realtà va sempre nella direzione dei ricchi favoriti da un sistema che li avvantaggia. È di qualche giorno fa l'analisi della società di consulenza Equilar  per  conto de The Associated Press sui dati degli stipendi degli amministratori delegati delle più grandi aziende presenti nel paniere azionario Standard & Poor 500 a Wall Street e di cui parlano Mae Anderson, Paul Harloff e Barbara Ortutay. Ebbene: «il pacchetto retributivo medio per gli amministratori delegati è salito a 16,3 milioni di dollari, in crescita del 12,6%. Nel frattempo, i salari e i benefici netti dei lavoratori del settore privato sono aumentati del 4,1% fino al 2023».
Pasquale Esposito

[1] L'agenda TaxTheRich per l'Italia, 26 aprile 2024
[2] Oxfam Italia, Disuguaglianza: il potere al servizio di pochi, 15 gennaio 2024
[3] Robert Reich, The Guardian, Why is a group of billionaires working to re-elect Trump?, 3 giugno 2024

[4] Maurizio Franzini, Etica e Economia, Legittimare la ricchezza. riflessioni sul libro di Guido Alfani, 20 marzo 2024
[5] Luke Hildyard, Etica e Economia, Abolire i super-ricchi, sobriamente e ragionevolmente, 24 aprile 2024
[6] Mae Anderson , Paul Harloff e Barbara Ortutay, Associated Press, CEOs made nearly 200 times what their workers got paid last year, 3 giugno 2024

canale telegram Segui il canale TELEGRAM

-----------------------------

Newsletter Iscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article