Ricordando Italo Calvino

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Se una notte d’inverno un viaggiatore”… si trovasse disteso su un letto dai bordi di un legno profumato, invecchiato dai fumi del tempo, nel mezzo della stanza di una pensione antica, a fissare il soffitto, vedrebbe, immaginando, sentieri “di nidi di ragno”, che iniziano un percorso “rampante”. Che notte sarebbe! Così, perduto e sperduto, in “Città invisibili”, inizierebbe l’indomani a camminare, magari verso un “Castello di destini incrociati”. Qui, nei luoghi perfetti del fonema, in divenire di lemma, in divenire di testo, farebbe al fine l’incontro sensazionale con Italo Calvino. Il 19 settembre del 1985 lasciava questa terra, in una giornata toscana di fine estate. Lasciava pagine infinite di un gusto irripetibile, “lezioni” indispensabili e necessarie di un vissuto letterario unico. Affascinante nella ricerca del periodo testuale assoluto dove, per qualche volta, vale la pena tralasciare trame di narrativa, per consegnarle poi all’eterno infinito del raccontare.

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