Riforma costituzionale: voto per i diciottenni al Senato

Palazzo Madama sede del Senato
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Nel mezzo della campagna elettorale per il referendum sul taglio dei parlamentari, la maggioranza prova ad andare avanti con l’ampliamento delle riforma costituzionale per provare a dimostrare l’organicità dei passi avanti. Al Senato è stato votata, non in via definitiva mancano altre votazioni, la modifica che prevede l’abbassamento del diritto di voto per il Senato a 18 anni equiparando il sistema alla Camera. Si è però si è lasciato perdere l’abbassamento dell’età a cui ci si può candidare senatori che resta a 40 anni. Così elettorato attivo e passivo non sono equiparati. Un pasticcio per cui non si è votato in massa, perdendo il voto dell’opposizione e pezzi della maggioranza. Se è vero che astensioni e mancate votazioni sono dipese da uno strano regolamento del Senato resta il fatto che ancora una volta la riforma costituzionale si fa con le “pezze a colori”, di una politica di piccolo cabotaggio.

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