Riscaldamento globale: la vergogna di volare.

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Vergogna di volare. Questa è la spiegazione del calo dei voli internazionali (-2% nel 2018) e nazionali (-9%) in Svezia secondo Andrew Murphy, esperto di Transport and Environment: «il calo del numero di passeggeri è un segno che il movimento flygskam (vergogna di volare, ndr) sta avendo un impatto reale». Esiste un movimento nato nel 2017 a seguito della decisione del cantautore Staffan Lindberg di rinunciare a prendere aerei perché mezzo fortemente inquinante. Anche in Germania si sta muovendo qualcosa. E che la cosa stia diventando serie lo si capisce dal fatto che dall’anno passato gli analisti di settore hanno «sempre più preso in considerazione un potenziale contraccolpo contro i viaggi aerei nelle prospettive del settore. […] e potrebbe mettere in discussione il potenziale di crescita a lungo termine dell’intero settore» [2].

Non si tratta di una presa di posizione da radical chic. Il trasporto aereo è responsabile di una buona quota dell’inquinamento e di conseguenza del riscaldamento globale dovuto ad attività umane. È vero che senza un’azione dei governi per una regolamentazione i risultati non saranno tali da garantire i passi indietro necessari, ma è la dimostrazioni di quante pressioni si possano fare. Anche per spingere sempre più a trovare soluzioni ad impatto prossimo allo zero e, se non fosse possibile, abbandonare il modello di consumo in via definitiva. Non abbiamo più molte scelte perché il tempo che abbiamo sprecato è prossimo alla sogli di non ritorno.

Secondo un rapporto del Climate Action Network dello scorso anno, tenendo conto di tutti i gas climalteranti, il settore è responsabile del 4,9% del riscaldamento climatico globale e viaggiare in aereo significa emettere dalle 14 alla 40 volte le emissioni dei treni. Un fenomeno che ha avuto una sua notevolissima spinta da quando è cresciuto il settore dei voli low cost. E come se non bastasse, «il carburante utilizzato dagli aerei continua a non essere tassato. E anche nell’ambito di intese internazionali come l’Accordo di Parigi, il comparto non viene praticamente neppure citato. Come fosse protetto da una sorta di “immunità” che gli permette di non essere chiamato a fare la propria parte nello sforzo mondiale di lotta ai cambiamenti climatici. Al contrario, ad esempio, l’elettricità utilizzata dai treni è tassata, e lo è da tempo» [3].

Un atto concreto lo ha fatto la sindaca di Barcellona, Ada Colau che attraverso il Consiglio comunale vuole spingere affinché le autorità dell’aeroporto El Prat elimini, il cosiddetto ponte aereo tra la sua città e Madrid spostando il trasporto dagli aeromobili al treno proprio per i limitare i danni. Non è così semplice perché le rotte non si cancellano su decisione delle autorità aeroportuali e poi vanno risolti diverse questioni economiche e organizzative. Ma non sono problemi insormontabili e del resto la questione è già presente in altri paesi «come l’Olanda e la Francia, dove il dibattito sui voli brevi ha raggiunto i suoi parlamenti. In Francia, un gruppo di legislatori ha proposto un disegno di legge che chiede di studiare l’eliminazione fino a 72 collegamenti aerei a corto raggio. Compagnie aeree come Tui o KLM hanno già annunciato la sospensione di alcune rotte brevi» [3].

È arrivato, per tutti noi, il momento di ripensare lo spostamento e il viaggio. Il primo responsabile delle emissioni resta di gran lunga il trasporto su gomma. Le automobili sono troppe per quello che possiamo permetterci e non è sufficiente passare all’elettrico.
Non possiamo più aspettare a chiedere con forza soluzioni molto meno inquinanti a governi e aziende (anche quelle delle navi da crociera) con l’impegno, se le cose non cambiano subito, di mandare a casa i primi e far chiudere bottega ai secondi. L’Australia è il nostro specchio.
Pasquale Esposito

[1] Chris Harris, “Svezia, sempre più persone si “vergognano di volare”: passeggeri in calo”, https://it.euronews.com/2020/01/13/svezia-sempre-piu-persone-si-vergognano-di-volare-passeggeri-in-calo, 13 gennaio 2020
[2] “Sweden’s Air Travel Drops in Year When ‘Flight Shaming’ Took Off”, https://web.archive.org/web/20200111085946/https://www.nytimes.com/reuters/2020/01/11/world/europe/10reuters-airlines-sweden.html, 11 gennaio 2020
[3] Josep Catà, “Colau propone eliminar el puente aéreo Barcelona – Madrid al haber una alternativa ferroviaria”, https://elpais.com/ccaa/2020/01/08/catalunya/1578487586_179215.html, 8 gennaio 2020

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