Zeitgest degli Smashing Pumpkins: ritorno allo Zero?!

the smashing pumpkins Zeitgeist
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In italiano il titolo dell’album è traducibile con “Lo spirito del tempo” e Billy Corgan a proposito dei nostri giorni dice che <<oggi c’è l’ascesa di un ordine mondiale fascista dove il privato non esiste più e tutti sono su MySpace. Un giorno guarderemo indietro a questo tempo e sapremo come chiamarlo>> [1].
the smashing pumpkins ZeitgeistÈ un messaggio funesto per il presente, ma aperto a qualche speranza visto che avremo il modo di trovargli un nome. Immagine bellamente cupa anche la statua della libertà – in copertina – immersa in un cielo/mare rosso, ma il fatto che non si sappia se il sole tramonta o sorge anche in questo caso qualche spiraglio di ottimismo si intravede.
Certo a Corgan bisognerebbe fargli notare che partecipare ai vari Earth Aid o inneggiare alla Rivoluzione come fa nel brano United States potrebbero non bastare ad avere il modo di analizzare il passato.
È un ritorno dopo sette anni dall’ultimo album, fortemente voluto – dopo alcune uscite poco felici – dal suo leader Corgan che da un paio di anni voleva ritornare allo spirito della band. Del vecchio gruppo è rimasto solo il batterista Jimmy Chamberlin con il quale dominano la scena sonora a cominciare dai ritmi dell’intero album.
Federico Guglielmi lo definisce un <<lavoro molto efficace nel suo vigore r’n’r sapientemente contaminato con suggestive aperture al pop, nel suo attento bilanciare irruenza ed eleganza>>. Anche nelle ballate <<la grinta non manca (quasi) mai di farsi sentire, come bene illustrano Bleeding The Orchid e quella Starz che, quando meno ce lo si aspetta, letteralmente esplode>>. Un lavoro comunque stilisticamente riconducibile agli anni novanta e non al nostro.[2]
Di ritorno al passato parla Benigni che precisa, del resto, <<nulla di veramente nuovo, quindi, ma Zeitgeist sfoggia una forza d’impatto a tratti devastante>> e ai dei dieci minuti di United States assegna la capacità di una <<summa di 40 anni di rock>> [3].
Per Zingales a superare le aspettative sono Doomsday Clock, 7 Shades Of Black che <<tira, i sottotoni sono adatti a incontrare la emo-crossover generation ma hanno un bel profilo, sinistro il giusto, e l’elettricità rimbalza calda sui tamburi>>, mentre <<Starz c’ha il titolo più figo ed è all’altezza del suo nome, stacchi, giochi di tensione, uno spiritato gancio “we are starz” che fa pugilato con il vuoto, l’elettricità che delibera[4]. Starz è il pezzo più interessante per Valtorta <<parole vetero-freak…e atmosfere neopsichedeliche>> all’interno di un album <<duro e essenziale>> la cui <<ossatura la fa la batteria di Chamberlin>> [5]. La recensione di XL insiste sulla resurrezione: <<pesanti rumorosi cattivi cinici spietati sinistri apocalittici come mai prima d’ora. E mai così furiosamente compattati dietro duestrumentidue…chitarra e batteria, guarda la scoperta!>> [6]
Bertoncelli è il meno disponibile verso le scelte di Corgan che non arriva a suonare lo spirito dei tempi e nemmeno quello dei gloriosi SP: <<Un solo brano colpisce veramente, United States, con le sue interminabili contorsioni allucinate; il resto suona convenzionale, a parte un paio di uscite storte (Starz, Pomp And Circumstance) che forse sono semplici fillers ma almeno rimandano all’eccentrico spirito Mellon-collico>> [7].
Non vi curate di noi e ascoltate!

Ciro Ardiglione

genere: rock
The Smashing Pumpkins
Zeitgeist
etichetta: Reprise
data di uscita: 07 luglio 2007
brani: 12
durata: 52:27
cd: singolo

[1] The Smushing Pumpkins – XL luglio 2007 -intervista di Gianni Santoro e David Wild, pag. 37
[2] Federico Guglielmi – Il Mucchio selvaggio – luglio/agosto 2007 – pag. 30
[3] Manlio Benigni – Rolling Stone luglio 2007 – pag.143
[4] Christian Zingales – Blow up luglio 2007 – pag. 92
[5] Valtorta Luca – Il Venerdì 30 giugno 2007 – pag. 125
[6] XL – luglio 2007 – pag.208
[7] Riccardo Bertoncelli – delrock.it

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