Romina Perni Roberto Vicaretti: Non c’è pace (crisi ed evoluzione del movimento pacifista)

bandiera pace
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Il nuovo millennio si era aperto con le piazze invase dall’arcobaleno del movimento pacifista. Le più grandi città del mondo erano piene di manifestanti nel nome della pace. Poi le cose sono decisamente cambiate e sono prevalse altre voci e altre priorità.
Il testo di Romina Perni e Roberto Vicaretti, anche attraverso un nutrito numero di interviste, si interroga sui motivi della crisi del movimento pacifista e ne analizza i possibili legami con le più recenti mobilitazioni ecologiste.

New York, Londra, Parigi e anche Roma: un fiume di persone che si riversava nelle piazze di mezzo mondo facendo della pace il proprio slogan. Il nuovo millennio si era aperto con una mobilitazione forte e chiara. In pochi anni il mondo è cambiato e allo slancio verso la pace e verso il dialogo è subentrata la paura come nota dominante della nostra vita sociale. L’opinione pubblica non sembra rendersi conto delle tante guerre locali che si combattono e lo sguardo sul mondo si è fatto in molti casi pigro e senza profondità.

Citazione 1
Quando abbiamo deciso di indagare i motivi per cui non esisteva più il movimento contro la guerra e per la pace come lo avevamo conosciuto noi, avevamo in mente molti aspetti che ci erano già chiari, altri che lo erano molto meno. Chiaro era il ricordo del sentimento che animava quella stagione e chiara era anche la nostra intenzione di raccontarlo. Non avevamo, però, ben capito perché ora ci trovavamo in una condizione così diversa.

Una paura che si insinua in ogni aspetto del nostro vivere civile e ovviamente non spinge alla cooperazione o alla condivisione. La paura del futuro, la paura delle crisi economiche, la paura di perdere la propria piccola o grande posizione sociale: uno stile di vita che può trasformarsi in chiusura se non in aggressività poco si integra con la ricerca della pace e della pacifica convivenza.
L’11 settembre, con tutte le sue drammatiche conseguenze, ci ha portato a sperimentare quello che è definito come “conflitto asimmetrico” e la catena di attentati che hanno toccato le città europee ha costretto a ripensare l’idea stessa di guerra e di nemico.

Citazione 2
Di massa, pop e capace di interpretare una proposta di generale cambiamento della società: mai il pacifismo in Italia aveva sommato queste tre caratteristiche. Sembra l’inizio di una fase nuova per la politica. Tutti scommettono sul futuro del movimento. Una scommessa destinata, però, a essere persa.

Non c’è pace di Perni e Vicaretti, nel mentre registra in partenza la delusione di un movimento che si è smarrito nella sua identità e nella sua capacità di mobilitazione, ha una serie di indubbi meriti per le strade che apre e propone al lettore.
Il primo merito, quello che mi appare essenziale in ogni buon libro, è quello di costringere il lettore ad una serie di domande spingendolo, mentre gli offre un’ampia massa di informazioni, a cercarne di allargare ulteriormente il quadro.

Citazione 3
La paura è il sentimento che caratterizza la seconda decade del terzo millennio. Uno stato d’animo diffuso in tutto l’Occidente, quale sia la latitudine che si mette sotto la lente del proprio studio. È una paura economica e sociale che si tramuta in diffidenza reciproca, disinteresse per le sorti dell’altro, egoismo, indignazione e rabbia.

Il secondo merito del libro, davvero importante in un’epoca che si abitua sempre di più al predominio delle voci isolate e delle affermazioni tassative, è il suo essere la risultante di una paziente opera di tessitura che unisce fra loro decine di interviste a studiosi, docenti, autori e ricercatori che si sono a vario titolo interessati al movimento pacifista e alla sua evoluzione.

Citazione 4
Magari questo viaggio può servire ai protagonisti della mobilitazione di oggi, ai ragazzi e alle ragazze del movimento contro il cambiamento climatico, che potrebbero trovarsi ad affrontare situazioni simili a quelle che hanno frenato il cammino del movimento per la pace.

Una scelta metodologica che è anche una scelta politica ed etica: il racconto di quella esperienza mirabile che è la marcia della pace, legata al nome e al magistero di Aldo Capitini, ci ricorda sempre che la bandiera della pace, con il suo fondersi di colori, è il frutto di un tessere comune che supera la presunzione dei singoli per giungere appunto ad una visione corale che presuppone i diversi punti di vista.

Antonio Fresa

Romina PerniRoberto Vicaretti
Non c’è pace (crisi ed evoluzione del movimento pacifista)
People, 2020
Pagine 158; € 15,00

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