RRR di S. S. Rajamouli. Il cinema come pura emozione

history 8 minuti di lettura

Confesso che sapevo pochissimo della lingua Telugu; eppure, in India, la parlano – soprattutto negli stati meridionali dell’Andhra Pradesh e del Telangana – quasi cento milioni di persone.

Meno ancora immaginavo che a questa lingua fosse connessa forse la più grande industria del cinema indiano contemporaneo, Tollywood: la quale – mutando la prima consonante – si è affiancata alla celeberrima Bollywood e aspira ad entrare a breve nelle vette del cinema mondiale.

Tutte queste cose, ed altre ancora, le ho “scoperte” vedendo – incuriosito e quasi per caso – lo sbalorditivo film RRR del regista S. S. Rajamouli [i], da poco approdato in Italia grazie a Netflix, del quale si sta cominciando a parlare diffusamente [ii].

Intendiamoci bene: non si tratta del cinema indiano tout court, né del cosiddetto “cinema d’arte”, ché anzi gli estimatori di Satyajit Ray avrebbero molte cose da eccepire. E neppure del cinema – forse a noi più familiare –di Mira Nair, con uno sguardo in India e molti altrove. Eppure, credo che siamo di fronte ad un prodotto di grande interesse e dai molteplici significati.

Non starò qui a rammentare come noi europei (italiani in primis) soffriamo ancora di una evidente limitazione intellettuale rispetto a quanto accade nel mondo, specie quello più lontano culturalmente, geograficamente, linguisticamente. Il cinema non è che un ennesimo ambito nel quale – a volersi guardare intorno – è facile constatare questo fatto, che mette in crisi, almeno in parte, la cosiddetta globalizzazione e conferma invece come l’umanità sia per molti aspetti ancora lontana dall’essere veramente connessa.

C’è perciò un enorme bisogno di interpreti (si potrebbe dire di “pontefici”, cioè di costruttori di ponti) per consentirci l’accesso verso gli altri: non basta essere collegati, se poi nessuno ci spiega (o ci introduce) il mondo cui ci siamo allacciati.

Il cinema faciliterebbe l’approccio alla diversità, attraverso l’uso delle immagini; però si incaglia spesso sull’ostacolo linguistico, specie in paesi come l’Italia, dove la tradizionale scarsa confidenza con le lingue straniere e la disabitudine ai sottotitoli – unita all’eccellente qualità della scuola di doppiaggio nostrana [iii] –non aiuta la frequentazione popolare di film troppo “esotici”.

A chi però fosse disposto ad investire – magari a tappe, come ho fatto io – 185 minuti del proprio tempo (tanto dura il lungometraggio di Rajamouli) per capire cosa succede al di là dell’Occidente noto, ascoltando il suono più noto del British English assieme a quello esotico di una lingua asiatica [iv], mentre scorrono inesorabili i sottotitoli italiani, consiglio davvero di cimentarsi nella visione di RRR.

Per cominciare, alcune notizie essenziali: si tratta probabilmente del film finora più costoso di sempre nella storia del cinema indiano: circa settanta milioni di dollari, secondo diverse fonti. L’enigma del film comincia dal titolo, RRR: un acronimo polivalente con tre consonanti dal multiforme contenuto linguistico, per il quale la produzione ha incitato addirittura un concorso internazionale per determinarne il significato [v]. Rise Roar Revolt – ascesa, ruggito e rivolta, si potrebbe dire – secondo una versione accreditata; oppure l’abbreviazione di Rajamouli, Ram Charan e Rama Rao [vi], con allusione al cast fondante di questo lavoro [vii]. Si tratta – ovviamente – di un film epico, ambientato in India durante il dominio coloniale inglese, e incrocia la storia di due combattenti per l’indipendenza, realmente esistiti, anche se vissuti in tempi e luoghi diversi, che Rajamouli decide di far incrociare, con molta fantasia. Il primo, Komaram Bheem, un guerriero intrepido e coraggioso, è disposto a tutto pur di riportare a casa la sorellina, barbaramente rapita dagli inglesi; il secondo, Alluri Sitarama Raju, è invece uno zelante ed inflessibile poliziotto indiano, al servizio dell’occupante britannico ma con un segreto intento di liberazione. Come ha detto lo stesso Rajamouli, si tratta un po’ della «amicizia immaginaria tra due veri supereroi» [viii]. La premessa, d’altronde, è che questo genere di cinema approccia i temi trattati con toni che potremmo definire mitologici, elaborando per gli spettatori personaggi che sono a metà tra eroi e semidei.

Ram Charan Teja e N.T. Rama Rao Jr. in RRR 2022
Ram Charan Teja e N.T. Rama Rao Jr. in RRR 2022

Rajamouli, classe 1973, non è affatto un esordiente: ha al suo attivo ben 12 lungometraggi, alcuni dei quali di grande successo in patria ed in vetta agli incassi, come i due precedenti intitolati a Baahubali. Con questo suo lavoro, tuttavia, egli potrebbe diventare davvero una chiave per l’approccio occidentale al cinema indiano “popolare”, come quello da lui rappresentato.

Ci sono molti ingredienti tradizionali che – seppure sorprendenti nel loro dosaggio ed indubbiamente aiutati dal massiccio ricorso alle tecniche di CGI – risultano immediatamente intellegibili anche allo spettatore più digiuno di questo genere di cinema: la storia dell’oppressione coloniale inglese e le attese di liberazione, le azioni spettacolari oltre ogni immaginazione, l’inquietudine per una natura ferina eppure seducente, l’amore romantico old style e la forza dei legami familiari, l’amicizia indissolubile e la forza delle promesse, il canto armonioso e la danza ricca di coreografie stupefacenti. Tutti elementi noti fin dagli albori della storia del cinema, eppure così ben miscelati tra di loro da rendere difficile l’attribuzione di questo film ad un genere specifico – se non, appunto, Tollywood – e da catturare anche la più scettica o tiepida delle platee.

Catturare le platee? Quando – qualche anno fa – portai per la prima volta una giovane amica africana in un grande cinema romano per assistere ad uno degli ultimi prodotti della Marvel, lei rimase attonita che la gente, in sala (tantissima, come d’occasione), “assistesse” (appunto) ma non partecipasse in alcun modo a quello che di emozionante avveniva sullo schermo. «Perché qui a Roma la gente non si coinvolge?». Mi spiegò che in Camerun, al cinema, si piange, si ride, si grida, si applaude, si incita, insomma si partecipa. E così accade – ancora di più, direi, vista l’esistenza di queste importanti industrie cinematografiche – in India, dove sembra che si vada ancora fisicamente al cinema, consegnandosi al rito collettivo delle sale avvolte nell’oscurità dove partecipare senza pudori alle emozioni che la proiezione produce[ix].

Certo, la pandemia ci ha costretto a interrompere e cambiare molte abitudini. Cosicché, in fondo, il film guardato su una piattaforma parrebbe tutto sommato essere un male minore, avendoci comunque consentito – ad esempio – questa suggestiva esperienza che è la visione di RRR. Ma chissà che un giorno non possa accadere anche qui, nella vecchia Europa, che questo cinema indiano – stupefacente e popolare – arrivi nelle sale ad emozionarci…

Paolo Sassi

RRR film 2022RRR
di Srisaila Sri Rajamouli
paese: India
anno: 2022
regia: Srisaila Sri Rajamouli
durata: 185′
lingua: inglese, telugu (Netflix: hindi, turco, spagnolo, portoghese brasiliano)
sceneggiatura: Srisaila Sri Rajamouli
cast: N. T. Rama Rao Jr., Ram Charan, Ajay Devgn, Alia Bhatt, Shriya Saran, Samuthirakani, Ray Stevenson, Alison Doody, Olivia Morris
fotografia: KK Senthil Kumar
montaggio: A. Sreekar Prasad
musica: M. M. Keeravani
produttore: D. V. V. Danayya

 

[i] https://en.wikipedia.org/wiki/S._S._Rajamouli.
[ii] Cfr. ad esempio Andrea Chimento in Il Sole 24 ore del 1° luglio 2022, in https://www.ilsole24ore.com/art/film-uscita-cosa-vedere-cinema-fine-settimana-AEGE4TjB?refresh_ce=1.
[iii] Cfr. A. Castellano (a cura di), Il doppiaggio. Profilo, storia e analisi di un’arte negata, Roma, AIDAC, 2000; assai interessanti anche i 4 volumi pubblicati dall’editore Bulzoni a partire dal 2010 e dedicati al doppiaggio nel cinema (italiano, europeo, di Hollywood e d’Oriente), a cura di M. Giraldi, E. Lancia, F. Melelli.
[iv] Non il Telugu, però, perché paradossalmente ­– nonostante RRR sia tra i maggiori successi di Tollywood ­ – il film è incomprensibilmente distribuito in Italia su Netflix in lingua Hindi.
[v] https://www.newindianexpress.com/entertainment/telugu/2020/mar/25/baahubali-filmmaker-ss-rajamoulis-next-titled-rise-roar-revolt-2121417.html[vi] Questi ultimi due, le star del cinema di Tollywood, finora non avevano mai recitato insieme perché le produzioni avevano evitato di averli entrambi nel medesimo film per scongiurare l’impiego di budget troppo elevati.
[vii] https://www.thenewsminute.com/article/ss-rajamouli-s-next-film-be-wrapped-18-months-80985.
[viii] Così l’intervista a Rajamouli di Lipika Varma, in Deccan Chronical, 29 ottobre 2021, in https://www.deccanchronicle.com/entertainment/bollywood/291021/rrr-is-about-an-imaginary-friendship-between-two-superheroes-rajamoul.html
[ix] «Faccio film solo per le sale cinematografiche, perché il pubblico si riunisca, guardi insieme… Il mio modo di operare è vedere un gran numero di spettatori seduti all’interno di un cinema mentre vivono un film», intervista a Rajamouli in  Deccan Chronical, cit. (mia traduzione dall’inglese).

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article