Con Sarah Corda, biologa marina e divulgatrice, a La Maddalena

Sarah Corda e cavalluccio marino

Non c'è voluto molto a capire quel vivere pienamente partecipato la che contraddistingue Sarah Corda. È bastato ascoltarla casualmente durante una sua relazione sul mondo sommerso ad un folto gruppo di turisti. Quel vivere che porta anche a divulgare. Quello stesso spirito divulgativo conosciuto perché trasmesso in gioventù da Paolo Barrasso, quando ancora studente e prima di diventare apprezzato scienziato, approcciava le problematiche del Canis lupus in estinzione sui monti dell'Abruzzo. Sia gli occhi di Paolo, che quelli di Sarah, tradivano una partecipazione agli ambienti naturali ed alle specie che le popolano che partiva da lontano. Erano interessi distinguibili fin da bambina quale era Sarah, come ci ha confermato in un colloquio strappato alle incombenze dopo la relazione.

Sardegna, La Maddalena, Cala di Stagno Torto
Rocce granitiche a Cala di Stagno Torto, La Maddalena. Foto Sarah Corda

Un racconto partecipato che ci ha anche svelato la ricchezza di sentimenti intimi attraverso i ricordi di sua madre che l'aveva iniziata agli interessi e a quella partecipazione verso l' naturale. Una madre che pur scomparsa da poco ci è sembrato che la accompagni tuttora ad ogni passeggiata in acqua come faceva da bimba lungo la costa dell'Iglesiente ed i suoi faraglioni con il Pan di Zucchero in primis.

I suoi studi di biologia a Cagliari, quasi obbligatori per chi nasce e vive l'adolescenza a Iglesias, e poi la sua vita professionale aderente ad argomenti ambientalistici ed improntati a studi sulla Natura. La collaborazione di ricerca nella Polinesia francese che ha inciso significativamente sulla sua formazione: ricerche per attivare allevamenti di ostriche perlifere e la loro gestione con studi di specie indopacifiche ed anche di progetti di impianti di acquacoltura. Da quei tempi e luoghi lontani ne derivò una ricca esperienza umana per i rapporti intrattenuti con popoli a cui gentilezza e disponibilità non facevano difetto nonostante le scarse risorse disponibili. Resta il rammarico – come ho avvertito dal suo narrare –  di un progetto che per varie ragioni si arenò.

Underwater Dream
Underwater Dream. Illustrazione Sarah Corda

Successivamente collaborazioni in un diving e corsi di specializzazione e formazione. Acquisisce anche competenze che la inducono ad assumere la qualifica di guida ambientale ma anche la partecipazione a seminari organizzati a Newcastle dalla locale University che le perfezionano la sua attitudine verso le illustrazioni scientifiche. Ha partecipato al contest Copic Award 2020 presentando una illustrazione raffigurante specie marine tropicali denominata “Underwater Dream“.

Questo aspetto, anche per sua dichiarazione, sarà una caratteristica importante tra le sue passioni tutte correlate tra loro: esplorazione marina, divulgazione, illustrazione scientifica.

Nel suo intervento sensibilizzatore verso i turisti, Sarah parlava delle praterie di Posidonia del , della loro importanza, della loro funzione nell'ecosistema spiegando e colmando le lacune che insistono su una specie che è pianta, erroneamente scambiata per alga. La posidonia ci regala ossigeno attraverso consumo di CO2 –diossido di carbonio- con la fotosintesi clorofilliana. Alla spiegazione sulla funzione della posidonia Sarah dava seguito accompagnando gli interessati in acqua per l'aspetto pratico di quanto annunciato teoricamente e sempre in compagnia della sua Olympus Tg6 utile per fissare in una foto l'incontro.
Le praterie di posidonie non sono altro che un polmone in mare. Per quantificarne l'importanza si pensi che un metro quadrato di prateria è in grado di produrre 20 litri di ossigeno consumando CO2 ovvero l'anidride carbonica. Si tratta di piante composte da radici, fusto e foglie di colore per lo più verde, ma anche marrone, che a fine ciclo vitale forma grandi ammassi sulle spiagge normalmente considerati poco piacevoli alla vista ed anche al contatto per alcuni.

Ma non è solo questa la sua funzione, anche se potrebbe bastare a giustificarne la protezione della specie. Le praterie di Posidonia accolgono uova e i nuovi nati tra le specie marine che vi trovano riparo e condizioni idonee, una sorta di asilo-nido protetto, meglio identificabile nel gergo come nursery, per ogni nuovo nato.  Inoltre le piante a fine ciclo formano con quanto resta un ostacolo all' erosione marina sulle coste ed anche una opposizione al moto ondoso. Per questo occorre coscienza conoscitiva che conferisca quelle nozioni che servono a far accettare che ogni azione contro la posidonia è paradossalmente un azione verso chi la compie. La pesca a strascico che produce reddito solo nell'immediato e per chi ne approfitta, può anche distruggere ampi tratti di quelle praterie con la conseguenza di ridurre nel prossimo futuro le quantità di pescato. Discorso simile per le ancore delle innumerevoli imbarcazioni che strappando le piante impoveriranno la prateria e, quindi, i suoi ospiti che, se vivi, emigreranno in altri ambienti peggiorando le caratteristiche nel tempo dei luoghi danneggiati. Si pensi che nelle acque dell'arcipelago de La Maddalena sono state contate fino a 6.000 imbarcazioni in un solo giorno.

È durante le passeggiate in acqua che Sarah solidifica i rapporti con i suoi ospiti. L'incontro con gli abitanti del mondo sommerso, oppure anche con gli uccelli marini, è il momento più significativo di quelle azioni che poi troveranno riscontro nel saluto finale dei suoi ospiti, con  tutta l'intensità partecipata di un rapporto tra docente e discente che non si concluderà a fine vacanza in molti casi.

Sciarrani, Serranus scriba con una castagnola, Chromis chromis
Sciarrani, Serranus scriba con una castagnola, Chromis chromis. Foto Sarah Corda

Occorre predisposizione per un certo tipo di rapporti, ed anche sensibilità verso quei partecipanti che non hanno più nelle gambe la forza della sicurezza in ogni movimento e che pure, nelle intenzioni della nostra biologa marina, non devono essere privati di quelle esperienze cui tengono come gli altri. Anche se significa maggior impegno e qualche maggior apprensione per assicurare la sicurezza dovuta, il ringraziamento ottenuto dopo un avvistamento appaga particolarmente. Del resto per chi non conduce vita in mare, saraghi, cernie, polpi, oppure trovarsi al cospetto di un tordo marvizzo, o degli sciarrani dalle striature che li rendono  particolarmente attraenti, come pure di occhiate, corvine, di castagnole con i loro piccoli di colore blu elettrico, oppure le multicolori donzelle e donzelle pavonine, i re di triglie ed anche i nudibranchi, i ricci e le  gorgonie, rappresentano incontri che difficilmente si ripeteranno. Ed ancora l'affascinante esempio delle specie dotate di cromatofori (eritrofori per i rossi; xantofori per i gialli; melanofori per il nero; leucofori per il bianco; iridofori per il simil metallo) in grado di assicurare mimetismi anche affascinanti esteticamente e sfidanti nelle individuazioni, costituisce un'esperienza che ognuno vorrebbe vivere a tutto tondo. I cromatofori sono cellule ricche di pigmenti che grazie alla contrazione muscolare, dovuta a stimoli diversi, come stress ad esempio, si spostano nella cellula e conferiscono una diversa colorazione del derma. È molto evidente nei  cefalopodi (polpi, seppie, totani, calamari) ad esempio. Questi animali sono considerati i più evoluti tra i molluschi.

Per questo ogni passeggiata si conclude accompagnata da un alone di riconoscenza sincera dei suoi ospiti che per Sarah sembra funga da nutrimento e carica per i futuri analoghi impegni. Siamo quindi anche in questo caso nelle condizioni di coloro che svolgono una professione che è anche la loro passione, motivo per il quale la soddisfazione  personale ed i riconoscimenti ottenuti annullano il peso degli impegni, anche quelli di massima affluenza turistica quando occorre energia ma anche una grande capacità organizzativa e relazionale. L'altro aspetto favorente è che questa attività, dal nobile fine di divulgare semplicemente cosa sia la Natura ed anche quali condizioni bisogna cercare affinché l'azione di preservarla resti efficace, sono facilitati dai luoghi in cui si esplica. L'arcipelago de La Maddalena, come altri posti di elezione simili, è una palestra per questo difficilmente sostituibile. Abbiamo detto di piante e pesci ma anche uccelli marini come gabbiani, e marangoni, appartenenti questi ultimi alla famiglia dei cormorani ma più piccoli di dimensioni e dotati di ciuffo caratteristico. Sarah ci ha raccontato di sterne in grado di vincere, con la loro predisposizione come una macchina tra le più perfette per l'attitudine al volo,  il maestrale più impetuoso come è capitato di vedere. Ci ha riferito esattamente sulle sterne: “Un mesetto fa le vedevamo nel tardo pomeriggio nei pressi della spiaggia. Una volta ne ho anche osservata una che cercava di opporsi al forte vento di maestrale… Beh, è riuscita a proseguire lungo la sua direzione!”

Tutti esemplari che vivono in ambienti da acque di limpidezza straordinaria che la luce mutevole offre  ad una visione del color cobalto o smeraldo a varie tonalità, che i venti possono rendere difficili da governare ma che, anche nelle condizioni di Maestrale o Ponente sostenuti, offrono momenti di riflessione su come possa essere incommensurabile il rispetto dovuto verso il creato in modo da preservarne le caratteristiche per chi verrà dopo di noi.

Ecco diciamo che l'impegno professionale di Sarah, come quello dei suoi colleghi, a questo serve, cioè  a rendere più efficiente l'esercito di coloro che si prodigano per l'ambiente e per la sua conservazione; se ogni suo ospite facesse  la propria parte e rendesse le informazioni ricevute e vissute insieme a Sarah alla sua schiera di conoscenze dirette, l'obiettivo sarà raggiungibile anche contro chi politicamente induce a prendere una direzione avversa. Auguriamo a Sarah, alle sue colleghe e ai suoi colleghi, tanti altri utili contributi per il benessere nostro e del nostro ambiente nella certezza che, la nostra biologa marina, come accaduto nella fanciullezza, continuerà ad essere guidata sapientemente da chi le è vicino come nessun altro potrebbe.

Emidio Maria Di Loreto

 

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