Sars Cov-2 e sue mutazioni. In attesa di nuovi vaccini

covid-19 coronavirus Sars CoV-2

Bisognerà attendere il 12 settembre per conoscere le determinazioni del Center for Diseas Control and prevention (CDC), Il Centro per il controllo e prevenzione delle malattie degli Stati Uniti, che indicherà i criteri da adottare per la nuova fase di vaccinazione autunnale nella riunione prevista in quella data [1].
Parallelamente alcuni rappresentanti del centro di prevenzione, e altri della Food and drug Administration (FDA), hanno fatto circolare la notizia che per metà settembre Pfizer, Moderna e Novavax, metteranno a disposizione le nuove dosi di vaccino aggiornate. Saranno prodotte secondo le indicazioni emanate nella riunione dello scorso giugno dal comitato consultivo sui vaccini e liquidi biologici chiamato ad esprimersi su quali nuovi ceppi del Sars Cov-2 dovranno essere combattuti dalle nuove formulazioni vaccinali.

Le tre aziende citate producono vaccini a diversa progettazione. Pfizer e Moderna hanno tipologia di prodotto più recente detta ad mRNA – RNA messaggero- Novavax un più tradizionale vaccino a proteine da ricombinante adiuvato da Matrix M. Questi nuovi vaccini anti Sars Cov-2, come quelli della generazione precedente, necessitano di approvazione all’uso da parte della FDA che non è ancora stata concessa.

L’orientamento delle autorità sanitarie americane appare rivolto verso un incoraggiamento alla vaccinazione autunnale non solo per le categorie a rischio malgrado non si sia incorsi durante l’estate nell’incremento di contagi osservato negli anni precedenti. Quel che preoccupa le autorità sanitarie è che con il diminuire dell’immunità acquisita, i cambiamenti virali osservati impongono un rinnovo della copertura vaccinale considerata come uno strumento fondamentale per evitare situazioni di contagio fuori controllo che potrebbero esporre ad effetti devastanti per la popolazione. A questo proposito il presidente Usa Biden è intenzionato a chiedere al congresso altri fondi per nuovi vaccini efficaci contro le forme virali in circolazione [2]. Negli Usa si sta osservando un seppur lieve aumento dei casi Covid e dei relativi ricoveri ospedalieri anche per l’incalzare di una nuova variante detta Eris, ma anche nota come EG.5, derivante dalla Omicron, che è già rappresentativa di circa il 20% dei casi totali. I vaccini che saranno disponibili a metà settembre sono stati aggiornati verso la sottovariante XBB.1.5, o Krakken, ma da alcuni dati esaminati la protezione conferita dovrebbe estendersi anche contro la EG.5. Ecco cosa ha dichiarato Filip Dubosky, presidente e responsabile della ricerca e sviluppo di una delle tre aziende di cui si attendono i nuovi vaccini: «I nostri dati hanno dimostrato che il vaccino Covid a base proteica di Novavax induce risposte ampiamente neutralizzanti contro le sottovarianti XBB tra cui EG.5.1 e XBB.1.16.6». Aggiungiamo che ovviamente si tratta di dati ottenuti su piccoli animali di laboratorio e “primati non umani” come specificato in altro contesto più tecnico [3].

Oltre i ceppi appena indicati si registra anche l’attenzione verso un’ulteriore variante della quale è ancora presto per conoscerne le caratteristiche, si tratta della BA.2.86, identificata in un numero limitato di casi negli Usa, Danimarca, Israele e Regno Unito. Questo nuovo ceppo presenta 36 mutazioni nuove rispetto a XBB.1.5, per questo occorrerà un serrato monitoraggio per comprendere se e quanto eventualmente si tratti di variante più contagiosa ed a manifestazioni più gravi; al momento si suppone solo che i nuovi vaccini possano indurre protezione anche contro di essa.

In Europa vedremo se, non appena saranno disponibili i nuovi vaccini, saranno chiamati a rinnovare la protezione immunitaria, secondo uno schema già consolidato, dapprima i fragili identificati per le patologie di cui soffrono come nelle precedenti esperienze e gli ultra sessantenni. Vedremo anche se sarà volontariamente possibile procedere alla vaccinazione generale ammesso che sia assicurata la disponibilità di vaccini e se sarà consentita la possibilità di scelta tra un tipo e l’altro ed eventualmente tra produttori come nel caso dei vaccini ad mRNA. È evidente che una scelta consapevole passi inevitabilmente attraverso una informazione adeguata.

I dati sulla situazione contagi in Italia, che non è più monitorata giornalmente ma settimanalmente, occorre che siano adeguatamente interpretati visto che è impossibile essere precisi su un contagio sommerso con il quale ognuno può confrontarsi in base alle informazioni su quanto accade nella propria sfera di conoscenze. I dati potrebbero essere molto lontani dalla realtà a causa della mancanza di disposizioni legislative che non obbligano alla segnalazione della positività o all’esecuzione di test diagnostici ufficiali; quelli eseguiti con i prodotti fai da te sono discrezionali anche perché spesso la sintomatologia osservata dal potenziale paziente è talmente sopportabile da non meritare neanche di essere confermata da una diagnosi di laboratorio. Questo può essere un buon dato che equivale a significare che non siamo in situazioni di gravità grazie all’immunità acquisita che conferisce ancora una certa protezione anche verso i ceppi virali che si sono succeduti nei mesi scorsi. Malgrado questo però si è osservato un certo incremento di contagio confermato ad esempio nel day hospital Covid dell’ospedale Spirito Santo di Pescara in cui 17 posti su 18 sono risultati occupati nei giorni scorsi [4].

Quando si ragiona sulla Covid-19 e sulla necessità del suo contrasto è bene ricordare che possono aversi importanti effetti patologici per chi l’ha contratta come dimostrano i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) secondo la quale, oltre 36 milioni di europei subiscono gli effetti della Long Covid [5]. Si tratta di persone che hanno contratto il virus e che a distanza di 4 settimane conservano una persistenza di segni legati all’infezione che possono riguardare, oltre al generale malessere e spossatezza, anche interessamenti sul sistema respiratorio, cardiovascolare, neurologico, gastroenterico ed ovviamente psicologico. A distanza di tempo alcuni contagiati continuano ad avere problemi di perdita di gusto (ageusia) ed olfatto (anosmia) oppure devono convivere con situazioni invalidanti per un tempo indefinibile e variabile da soggetto a soggetto, con fame d’aria, tosse, senso di oppressione sul torace, tachicardia, aritmia e sbalzi pressori ma anche pericarditi e miocarditi. Altro ma non meno preoccupante disturbo può essere rappresentato dalla persistente nebbia mentale (brain-frog), perdita d’appetito, problemi intestinali con nausea e vomito ed anche disturbi della fase sonno veglia, disturbi dell’umore e generale predisposizione a fasi depressive o mancanza di interesse verso pratiche in precedenza apprezzate e cercate.

Occorrerà ancora nel futuro immediato tornare ad attingere al diffuso buon senso dimostrato nel passato per riguadagnare una adeguata protezione immunitaria verso un contagio tutt’altro che sparito ed i cui effetti conosceremo con precisione nel tempo. Torna utile ricordare le parole di Tedros Adhanom Ghbreyesus, direttore generale dell’OMS quando affermava lo scorso Maggio in occasione dell’ Assemblea mondiale della sanità: «la fine della Covid-19 come emergenza sanitaria non è la fine della Covid-19 come minaccia per la salute globale [resta il rischio] di un’altra variante.[ed ancora] Quando la prossima pandemia busserà, e lo farà, dobbiamo essere pronti a rispondere in modo deciso, collettivo ed equo» [6].
Per adesso dal ministero della Salute italiano giungono segnali rassicuranti. Il direttore generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, Francesco Vaia sugli incrementi dei contagi ha dichiarato «Aumento atteso sulla base degli andamenti previsti di fine estate e della diffusione di una nuova variante che, come per le precedenti, si associa ad una maggiore circolazione virale».
Emidio Maria Di Loreto.

Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi necessità sul proprio stato di salute, su modifiche della propria cura o regime alimentare, si consiglia di rivolgersi al proprio medico o dietologo.

[1]Annika Kim Constantino, CDC expects new Covid vaccines from Pfizer, Moderna and Novavax to be available in mid-September, 25 agosto 2023
[2] Usa Biden chiederà fondi per sviluppare altro vaccino Covid,  26 agosto 2023.
[3] Novavax’s Updated Protein-based XBB COVID Vaccine Induced Neutralizing Responses Against Emerging Subvariants, Including EG.5.1 and XBB.1.16.6,  22 agosto 2023.
[4] Il Centro, Lorenzo Colantonio, Covid le Asl rialzano la guardia,  22 agosto 2023.
[5] Oms, 36 milioni di europei hanno sviluppato il Long Covid, 27 giugno 2023.
[6] L’Oms avverte: “Arriverà nuova pandemia, dobbiamo essere preparati”, 24 maggio 2023.
[7] Monitoraggio Covid. Il virus rialza la testa. Nell’ultima settimana sale del 96% il numero dei nuovi casi. Ministero: “Aumento atteso”, 28 agosto 2023.

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