Sbilanciamoci! A Lamezia Terme presentata un’altra manovra e i conti tornano

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<<Possibile che abbiamo sperperato 100 mila euro per ogni volo che è andato a bombardare la Libia? Non si potevano utilizzare quei soldi per evitare i tagli agli enti locali?>> [1]. E’ il sindaco di Napoli de Magistris a porre questa domanda nel suo intervento alla IX edizione del forum di Sbilanciamoci! che si è tenuto a Lamezia Terme con l’aiuto del Comune dopo due anni di Cernobbio.
Mentre a Cernobbio continua la passerella di potenti e vip (c’è stato anche l’intervento video del Presidente della Repubblica) al Workshop Ambrosetti, a Lamezia Terme nel Palazzo Nicotera economisti, politici, ambientalisti, studenti, pacifisti, in tutto una cinquantina di interventi hanno provato a dare risposte diverse per la soluzione della crisi in atto  proponendo una contromanovra che arresti il degrado sociale e ambientale, avvii una crescita sostenibile e consenta di abbattere un modello che ha ampliato sperequazioni e ingiustizie.

La contro-Cernobbio che si è chiusa ieri ha girovagato per luoghi simbolo come nel 2003 (anno di nascita) quando la sede fu la Bagnoli del gigantesco complesso siderurgico esempio di uno sviluppo che non era più accettabile da tempo passando per la Parma del fallimento Parmalat, per la Roma (2005) del dissesto urbanistico come quello del Corviale o per Marghera (2007) quando si provò a dialogare con il governo Prodi.  Quest’anno ospiti di Lamezia, giovane (compie quarant’anni) città meridionale con forti contraddizioni, dove il sottotitolo è stato la <<gioventù bruciata>>, una <<Generazione a perdere>> come il titolo del documentario di Report proiettato nel corso di questa edizione.
Giovani a cui le manovre e gli interventi delle politiche governative non riservano che esclusioni. Qui si è insistito sull’urgenza di investire due miliardi all’anno in conoscenza, di risolvere il problema della casa con accordi con agenzie immobiliari per riscattare gli affitti pagati e tramutarli in mutui, di assicurare una pensione decorosa lasciando cumulare parte dei contributi maturati con l’assegno sociale, di migliorare l’edilizia scolastica utilizzando gli investimenti per il ponte sullo Stretto.
Il sindaco Gianni Speranza di Lamezia ricorda che in questo momento sembra esserci un ritorno al passato perché risultano diminuite le iscrizioni scolastiche tra i ceti meno abbienti, si registra una crescente disoccupazione e un futuro che dipende dalla classe sociale di appartenenza.

All’inizio dell’articolo abbiamo riportato una domanda che si poneva il sindaco de Magistris per le spese militari inutili e dannose. La contro manovra di Sbilanciamoci trova risorse per la riduzione del debito e per lo sviluppo anche con un taglio di circa il 20% delle spese militari (4 miliardi di euro) portando l’organico delle forze armate a 120 mila unità, <<al contenimento delle speseper i sistemi d’arma, ad una integrazione -con economie di scala- dentro la cornice europea e delle Nazioni Unite, naturalmente prevedendo un ruolo delle Forze Armate legato ad autentici compiti di prevenzione dei conflitti e mantenimento della pace e rifiutando ogni interventismo militare>>. Si chiede anche il ritiro dall’Afganistan e di non firmare il contratto per i 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighter che varrebbe un risparmio 14 miliardi di euro che  in una manovra triennale equivalgono a 1.950 miliardi [2].

Del Sud e della sua crescita si è discusso in uno dei panel, coordinato da Filippo Sestito dell’Arci e dalla presidente del WWF Beatrice Barillaro. Per Tonino Perna non c’è più tempo bisogna adottare nuovi modelli produttivi che potrebbero avere tre cardini <<agroalimentare (Gruppi d’acquisto solidale, commercio equo), monetario (nuove monete) ed energetiche (fonti rinnovabili, energie alternative). Il futuro al sud è declinabile con una sola parola, altraeconomia>> [3].
Tornando alla manovra di Sbilanciamoci è un ottimo esempio se non da adottare in pieno almeno da discutere perché quei 50 miliardi sono correttamente divisi tra entrate (aumento della progressività delle imposte, tassa sui  patrimoni oltre i 3 milioni di euro, equiparazione dell’aliquota al 23% sulle rendite finanziarie, tassa automobilistica in modo progressivo in base all’emissione di C02…) e risparmi (spesa militare, spesa sanitaria privata, grandi opere…) da una parte e interventi di spesa per lo sviluppo da una parte e la giustizia (Piano nazionale asili nido, Fondo per la non autosufficienza, Restituzione fiscal drag, aumento pensioni, reddito minimo, Sostegno innovazione e ricerca, Sostegno alle produzioni ed ai consumi della green economy…) dall’altra che hanno il sapore di iniziative che non colpiscano i soliti noti. E magari una telefonata del Presidente non sarebbe inutile e comunque non aggraverebbe il bilancio della Presidenza.
Pasquale Esposito

[1] riportate in Silvio Messinetti, “Il decalogo di un paese per giovani”, Il Manifesto, 2 settembre 2011, pag. 6
[2] Sbilnciamoci, “LA CONTROMANOVRA DI SBILANCIAMOCI 2012-2014”, pag. 5
[3] Silvio Messinetti, “Il sud vince solo con l’altraeconomia”, Il Manifesto, 3 settembre 2011, pag.4

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