Scatti isolani: Capri, Ischia e Procida.

Marina di Corricella Procida
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Il Golfo di Napoli è impreziosito dalla presenza di diverse isole che ne costituiscono le naturali “diramazioni”, ideale proseguimento delle linee della costa in corrispondenza dei due estremi di Sorrento e di Pozzuoli. Le isole principali sono Capri, Ischia e Procida, celebri in tutto il mondo per le proprie bellezze, i panorami suggestivi e le caratteristiche naturalistiche e culturali uniche al mondo.

Capri è l’isola situata più a Sud, di fronte a Punta Campanella, la parte più estrema della Penisola Sorrentina. I nuclei abitativi dell’isola sono quattro: Capri, Anacapri, Marina Piccola e Marina Grande.  Amministrativamente invece l’isola è divisa in due comuni: Capri e Anacapri.
La superficie dell’isola è di 10,4 kmq, mentre il suo punto più alto è il monte Solaro con 589 m. La costa è molto frastagliata, con numerose grotte, scogliere e cale e non vi sono spiagge sabbiose come quelle di Ischia. Infatti le due isole sono morfologicamente diverse: mentre le isole flegree hanno tutte in comune l’origine vulcanica, Capri è invece di origine carsica, come la vicina Penisola Sorrentina.
Diverse sono le cose da vedere su di un’isola che offre sia attrazioni naturalistiche, sia testimonianze storico architettoniche come Via Krupp, le rovine di Villa Jovis, Villa Malaparte, Villa San Michele, Villa Lysis e la Certosa. Ma Capri è nota soprattutto per i Faraglioni e per la Grotta Azzurra.
I Faraglioni sono tre rocce enormi, alte circa 100 metri che si ergono dalle profondità del mare creando un effetto scenografico di bellezza unica.
La Grotta Azzurra è invece un’attrazione turistica relativamente recente. Nota solo ai pescatori dell’isola, divenne celebra intorno al 1826. La bellezza della grotta sono i suoi colori, creati dalla luce solare che passa attraverso il suo stretto ingresso.


Capri. La Canzone del Mare. 2010. Foto Francesco Liguori.

Capri. Luigi ai faraglioni. 2010. Foto Francesco Liguori.


Capri. Strada per Tragara, 2008. Foto Francesco Liguori.

Ischia, con un’estensione di 46,33 Kmq è l’isola più grande dell’arcipelago partenopeo. Appartiene al gruppo delle isole flegree (Ischia, Procida, Vivara e Nisida), così denominate per la comune appartenenza all’area geologica dei Campi Flegrei. È detta l”Isola Verde” per l’abbondante vegetazione. Amministrativamente, è divisa in sei comuni: Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana, Barano d’Ischia.
Come tutte le altre isole flegree, Ischia ha un’origine vulcanica: si formò per effetto di varie eruzioni avvenute in epoche remote. Anche il suo rilievo più alto, il monte Epomeo (787 m.) è di origine vulcanica, conseguenza di un moto di sollevamento di rocce vulcaniche avvenuto 30 mila anni fa.
Benché le eruzioni ed i movimenti geologici che diedero origine all’isola risalgono a migliaia di anni fa, Ischia è stata interessata da eruzioni e terremoti anche in epoche recenti con una serie di colate laviche. Ancora oggi questa attività è testimoniata dalla presenza sull’isola di innumerevoli sorgenti termali.
Ai piedi del Comune di Serrara Fontana vi è Sant’Angelo d’Ischia, antico borgo di pescatori ed oggi rinomata meta del turismo internazionale. Sant’Angelo d’Ischia, uno dei gioielli di Ischia, è celebre per la sua piazzetta, le sue stradine ed il suo fascino particolare.


Sant’Angelo d’Ischia, 2008. Foto Francesco Liguori.


Sant’Angelo d’Ischia, 2008. Foto Francesco Liguori.


Forio d’Ischia, 2009. Foto Francesco Liguori.

 

Procida è la più piccola delle tre isole maggiori del Golfo di Napoli ed anche quella più vicina alla terraferma, distando solo 3,4 km dalla penisola flegrea. La superficie non supera i 4 kmq. La collina di Terra Murata (91 m) è il punto più alto dell’isola.
Vicino a Procida, collegata attraverso un ponte, c’è un’altra piccola isola, Vivara, attualmente disabitata ed adibita a riserva naturale. Come tutte le isole flegree, anche Procida è di origine vulcanica.
Procida non ha il richiamo delle altre due isole del Golfo, eppure una sua visita riesce ancora a restituire quelle immagini e quei sapori dei secoli passati, cosa che è sempre più difficile cogliere nelle altre mete, affermate tappe del turismo internazionale. I silenzi di Vivara, i colori della Corricella, il porto della Chiaiolella sembrano stare lì, indisturbati, da secoli incuranti dell’alternanza delle epoche. Passeggiando per le stradine della Corricella, un porticciolo di pescatori che sembra un piccolo presepe che si specchia nel mare, si ha la sensazione di respirare l’atmosfera dell’Italia degli anni ’60.
L’isola ha ispirato negli anni vari autori ed oggi è ricordata almeno per tre capolavori, i romanzi Graziella di Alfonso de Lamartine e L’isola di Arturo di Elsa Morante ed il film Il Postino, l’ultima interpretazione di Massimo Troisi prima della sua morte.


Procida. Marina di Corricella. Foto Francesco Liguori.


Procida. Marina di Corricella. Foto Francesco Liguori.


Procida, 2008. Foto Francesco Liguori.


Procida. Chiesa Madonnna delle Grazie, 2012. Foto Francesco Liguori.

Francesco Liguori

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