Schiaparelli Life di Eleonora Mazzoni

history 3 minuti di lettura

Si è tenuta ieri sera, nel delizioso ed intimo Teatro Gerolamo, la prima milanese di: “Schiaparelli Life”. La grande stilista di moda Elsa Schiaparelli (1890-1973), nasce a Roma da famiglia aristocratica e rigida con un padre direttore della biblioteca dell’Accademia dei Lincei, Elsa mostra fin dall’infanzia di possedere una personalità libera ed anticonformista che rifugge dagli schemi sociali di inizio ‘900. A Londra conoscerà quello che sarebbe stato il marito e padre di sua figlia (Gogo), il matrimonio terminerà quasi subito ed Elsa che intanto si era trasferita a New York si ritroverà sola e povera con una bambina che si ammalerà di poliomielite mentre Elsa che pure ammetterà di voler essere “anche” madre, ma non solo madre, sente covare in se stessa il desiderio di realizzare se stessa attraverso il lavoro.
Elsa torna a Parigi, sua figlia messa in collegio “libererà” la madre di un grande impegno e le darà l’opportunità di occuparsi finalmente di moda. Elsa mostra tutto il suo anticonformismo nelle sue creazioni che utilizzano tessuti sintetici, cellophane e attribuendo agli oggetti differenti destinazioni, una scarpa ed un cilindro diventano un cappello, le donne vengono liberate dai corsetti e busti e la loro sensualità annunciata ed esibita, nasce il famoso abito che pone l’immagine di una aragosta proprio sul sesso che l’affascinante, irriverente e sfrontata Walli Simpson indosserà.
Elsa Schiaparelli collaborò, in sintonia con l’anima culturale del tempo, con artisti come Dalì, Cocteau, Aragon, Ray, Clair, Duchamps, Sartre, e vestì stelle del cinema: da Katharine Hepburn a Lauren Bacall, da Marlene Dietrich a Mae West. Quest’ultima inviò le proprie misure con un calco in gesso del proprio corpo che troneggerà nell’atelier di Place Vendome.
Libera ed irriverente nella sua vita Elsa sarà innovativa nelle linee, nei tessuti ma anche nel colore, a lei si deve l’invenzione del rosa shocking e di fantasie dove bocche si appoggiano sui tessuti degli abiti.
Elsa Schiaparelli sarà indipendente e priva di timore reverenziale anche nei suoi rapporti sociali; al duce che le fece recapitare un invito perché desiderava conoscere questa famosa italiana che faceva moda a Parigi rispose: “grazie, ma non sono interessata”.

Schiaparelli Life. Nunzia Antonino e Marco Grossi. Foto M. Agostinetto

Il lavoro teatrale di “Schiaparelli Life” vede Marco Grossi nei panni di Pascal, il servitore e confidente di Elsa che alterna monologhi intimi a dialoghi con Elsa, interpretata da Nunzia Antonino credibile nella sua recitazione.
Marco Grossi sul palco diviene talvolta mimo, talvolta presentatore del circo, talvolta modello per la libera ed anticonformista di Elsa, l’unico ambiente della scena è quello privato della camera da letto della stilista che nel suo giaciglio che diventa: gabbia, palco, nuvola che conduce al sogno, ripercorre talvolta con l’anima della visione talvolta con quella del delirio la sua esperienza.
“Schiaparelli Life” non è e neanche ha l’ambizione di essere uno spettacolo per tutti, come molti degli spettacoli che hanno come protagoniste donne libere con vite non stereotipate. Necessita di maturità e flessibilità mentale e spirituale per poter essere goduto appieno.
Ho dato al rosa la forza del rosso ed è diventato un rosa irreale“, Elsa Schiaparelli
Adelaide Cacace

Teatro Gerolamo – Milano
4 e 5 ottobre 2019

Schiaparelli Life
di Eleonora Mazzoni
regia Carlo Bruni
con Nunzia Antonino e Marco Grossi
scena Maurizio Agostinetto
immagini in movimento Bea Mazzoni
produzione Casa degli Alfieri – Teatro di Dioniso

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: