Se ti abbraccio non avere paura di Niccolò Maria Pagani

Niccolò Maria Pagani documentario
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Il 2 Aprile ricorre la Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo e ne parliamo attraverso il road movie di un’ora,  Se ti abbraccio non avere paura che racconta del profondo legame tra un padre ed un giovane figlio affetto da autismo.

Non è il primo viaggio che questa coppia compie: quando Andrea aveva 17 anni i due sono partiti per un viaggio avventura negli Stati Uniti che ha ispirato al libro di Fulvio Ervas divenuto poi un best seller.
Antonello Franco e suo figlio Andrea partono ora per un viaggio in moto dall’Italia al Marocco seguendo le orme del film di Gabriele Salvadores “Marrakech Express”, a bordo delle grande moto BMW del papà di Andrea. Padre e figlio affrontano un viaggio che non è solo geografico, ma anche intimo attraverso il significato che l’autismo rappresenta nella vita di un genitore capace in questo caso di fare una scelta estrema rinunciando al se per dedicarsi, non solo ad Andrea, ma attraverso l’associazione che Franco ha fondato a tutti i ragazzi affetti da autismo dando un senso alla propria esperienza. Un’esperienza non scelta, ma affrontata e non subita o se vogliamo dare una definizione più laica; capitalizzando la propria esperienza a vantaggio della comunità.

I chilometri vengono macinati giorno dopo giorno così come le difficoltà dell’autismo si ripropongono quotidianamente e sembrano riportarti ogni giorno al punto di partenza obbligandoti a ricominciare un percorso daccapo, locanda dopo locanda, difficoltà dopo difficoltà.
Chi è motociclista sa che nulla rappresenta come la moto la libertà, viaggiare in moto significa relazionarsi con la natura attraverso i colori e i profumi così come solo chi è genitore di un ragazzo autistico può comprendere la difficoltà del vivere in un labirinto della mente che preclude proprio la relazione.

Durante il viaggio facciamo la conoscenza con un super eroe dei nostri giorni: Franco, un padre che rifiuta di autocommiserarsi preferendo agire. Ci racconta l’esperienza dell’autismo dal punto di vista del genitore, tocchiamo la profonda consapevolezza presente nell’uomo rispetto alla condizione di suo figlio che nonostante abbia la possibilità di vivere meravigliose esperienze con i viaggi on the road, nonostante sia stato ispiratore di un libro di cui è protagonista dal quale il regista Gabriele Salvadores ha realizzato un film è e rimane rimane un disabile grave.

Franco è consapevole che i sorrisi di Andrea non sono espressione di una reale felicità perché nell’autismo non vi è scambio, non vi è interazione, non puoi dare e ricevere se vivi la dimensione dello spettro autistico e con onestà Franco ammette che dalla vita ha avuto tutto ed è in maniera consapevole e senza rimpianti che desidera dedicarsi ora tutto a questo figlio.
Da genitore ha toccato con mano questo padre che in una famiglia quando nasce un ragazzo così è il denaro a fare la differenza a consentire alla famiglia di poter investire in terapie per poter ambire a raggiungere un qualche livello di autonomia, aspirazione alla quale tendere lavorando molto, giorno dopo giorno, un passo dietro l’altro attraverso impercettibili miglioramenti.

Franco e Andrea continuano il loro viaggio fino a giungere nel deserto marocchino, un paesaggio che simboleggia bene la condizione dell’autismo, nel deserto come nell’autismo ci spiega Franco qualunque cosa potrebbe essere valida oppure no.
Il viaggio ci svela anche il lato umano del nostro eroe: la rabbia ed il senso di impotenza che Franco deve affrontare ogni qual volta gli sforzi di migliorare la condizione di Andrea vengono frustrati, la consapevolezza che non di cure avrebbe bisogno il suo ragazzo, ma di un amico. Anche i sogni di Franco, da quando è nato Andrea, riguardano il poter vedere il ragazzo vivere una vita come tante: sogna che Andrea possa avere un amore un giorno e un figlio e si chiede che padre sarebbe mai Andrea dandosi poi una risposta da solo “io un padre come Andrea lo vorrei” ed è in questo padre vediamo e tocchiamo quanto può essere immensa la dismisura dell’amore.

Vedere Franco e Andrea che, seppure carichi di tutte le difficoltà che l’autismo porta con se, viaggiano liberi in moto percorrendo migliaia di chilometri non può non portarci ad una riflessione sulla difficile condizione che le famiglie con un figlio autistico devono affrontare in lockdown.

Andrea Franco autismo
Andrea Franco in Se ti abbraccio non avere paura di Niccolò Maria Pagani

In Italia si stima che possano essere tra 300,000 e 500.000 le persone affette da autismo. In Italia i dati ci parlano di un bambino affetto da autismo ogni 80 nati, persone che nell’ultimo anno hanno pesato in maniera ancora maggiore sulle famiglie, strette tra smart working e la necessità di diventare educatori e terapisti per non far regredire i figli.

Franco e Andrea hanno affrontato in precedenza un altro viaggio on the road negli Stati Uniti e li lasciamo in Marocco con lo scorrere dei titoli di coda, non possiamo non porci l’interrogativo di come abbiano potuto gestire quest’ultimo anno tra le pareti di casa, confidiamo che Franco abbia ancora voglia di raccontarcelo un giorno quando tutto questo sarà finito.
Quello che conta è il viaggio non la meta” Thomas Eliot.
Adelaide Cacace

Se ti abbraccio non aver paura
Italia, 2019
durata: 56′
visibile sulla piattaforma Nexo Digital dal 2 Aprile 2021

regia: Niccolò Maria Pagani
cast: Franco Antonello, Andrea Antonello
sceneggiatura: Niccolò Maria Pagani, Laura Mazzia
fotografia: Alberto Munoz Garcia
montaggio: Neil Devetti
produttore: Niccolò Maria Pagani, John Bonardo
produzione: Ushuaia Film

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