Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, regia di Michele Sinisi

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Ieri in scena al teatro Fontana di Milano “Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello”.
Ed ecco che già dal titolo lo spettacolo si presenta come teatro di ricerca. In quanto il nome dell’autore diventa parte integrante del titolo dello spettacolo stesso.
Con questo adattamento Francesco M. Asselta e Michele Sinisi azzardano una scommessa, e ne escono vincenti: tradire il testo per essere fedeli a Pirandello.
Sulla scena c’è tutta la poetica pirandelliana: il teatro nel teatro, la parola priva di contenuto che acquieta, il gioco delle maschere, il senso che ognuno dà all’altro e che ognuno dà a se stesso, rendendo impossibile l’incontro dei reciproci significati, la rappresentazione che facciamo di noi stessi e che ci rende personaggi, la vita che scorre e che ha bisogno di cristallizzarsi, di forme, per sussistere, ma in questo cristallizzarsi diventa altro, perché la vera vita è già fluita altrove e diventa irrappresentabile.
Ma c’è anche altro nello spettacolo di Asselta e Sinisi. C’è il richiamo all’attualità, alla dispersione dei significati provocata dall’irruzione di Internet nel nostro quotidiano. Alle spalle degli attori scorrono le immagini del web, a volte contestualizzate a quanto va in scena. C’è un virtuale di internet in cui il gioco prospettico è continuamente cangiante. In cui “Si moltiplicano le rifrazioni” come commentato da Sinisi, da noi intervistato.

Sei personaggi in cerca d’autore. Stefano Braschi. Foto Luca Del Pia

La parte del leone la fanno Stefania Medri che interpreta la figliastra, conferendo energia e credibilità alla recitazione; Ciro Masella il padre riesce restituisce al personaggio un alone lunare ed estraniato, così come siamo estraniati dalla nostra vita, noi e i contemporanei di Pirandello.
Stefano Braschi è invece un capo comico sanguigno e vigoroso.

Interessante la scelta di Senisi che oltre a curare la regia, è contemporaneamente in scena interpretando, in un ulteriore gioco di specchi, la parte del regista.
Assistiamo così ad ogni passo a un moltiplicarsi continuo di fughe prospettiche.
Al tutto fa da supporto la scenografia minimalista di Federico Biancalani, che sceglie la forza del bianco e nero.

Abbiamo chiesto a Sinisi se nella messa in scena c’era il desiderio di riproporre la dimensione di scandalo che la pièce ebbe la prima volta che fu rappresentata.
La risposta è stata lapidaria e incisiva.
Ci siamo tenuti sul limite del dicibile. Lo scandalo c’è ogni volta che ci troviamo di fronte a qualcosa che riconosciamo, ma non facciamo nostro”.
Rispondendo alle nostre domande Sinisi ci ha illustrato la sua idea di teatro.
Il teatro diventa modo di interrogarsi sulle questioni ultime: il tempo, lo spazio, il cosmo, l’essere. Ma ancora prima di capire, deve essere strumento per consentirci di stare insieme. È necessario se vogliamo sopravvivere in questi tempi difficili”.

Grazie a Sinisi e alla sua compagnia.
Grazie al finale dello spettacolo che lascia un segno di speranza, offre un limite alla mancanza di confini, all’infinito moltiplicarsi delle prospettive.
Nel finale per rappresentare l’urlo di dolore della madre (uno dei sei personaggi in cerca d’autore) gli spettatori sono invitati a scegliere tra tre contenitori che contengono tre urla diverse: l’urlo di una madre siriana di fronte al figlio morto, l’urlo di una madre per la morte del figlio in un incidente stradale, la morte del figlio suicida per bullismo. Ma quando il primo contenitore viene aperto il pubblico in sala non sente salire alcun grido. Ognuno di noi darà corpo, voce, spessore a partire dal proprio romanzo personale. Ancora una volta gli attori ci portano in un gioco in cui i significati si moltiplicano. Ma come dice Nietzsche “Le cose sono chiare solo quando sono morte”.
Questo secondo Sinisi poteva essere un adeguato finale dello spettacolo, che ci lascia un segno di speranza, poiché ci invita a riflettere su quanto l’idea della morte dia un senso alla vita, che ci ostiniamo a racchiudere in una forma, ma che sempre ci sfugge.
Gianfranco Falcone

Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello
fino al 24 marzo 2019 al Teatro Fontana

drammaturgia Francesco M. Asselta, Michele Sinisi
regia Michele Sinisi
aiuto regia in scena Nicolò Valandro
con Stefano Braschi, Marco Cacciola, Gianni D’addario, Giulia Eugeni, Marisa Grimaldo, Ciro Masella, Stefania Medri, Giuditta Mingucci, Donato Paternoster, Michele Sinisi, Adele Tirante
scene Federico Biancalani
assistente alle scene Elisa Zammarchi
direzione tecnica Rossano Siragusano
Produzione Elsinor Centro di produzione Teatrale
Con il sostegno di Festival Castel dei Mondi di Andria
Foto di Luca Del Pia

Si ringraziano gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Brera per il contributo alla costruzione delle scene

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