Sélim Nassib, Ti ho amata per la tua voce

romanzo scrivere
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L’Egitto raccontato attraverso una storia di amore. Storia di un amore ideale (e idealizzato) durato cinquant’anni, un amore mal ricambiato fatto di silenzi, dolori e sacrifici. E soprattutto di poesia.
Cinquanta anni di amore che raccontano e includono anche la storia dell’Egitto e del Medio Oriente: l’Egitto del re Faruk, la rivoluzione di Nasser e il suo ideale panarabista, la guerra dei sei giorni e la depressione araba dopo la sconfitta sono presenti a pari passo con la vicenda dell’amore. Senza dimenticare la musica, vera protagonista del libro. Infatti vari artisti e personaggi della storia della musica araba si vedono sulla scena del libro, ad esempio il noto suonatore di liuto Muhammad al-Kasabji e il cantante e compositore Mohammed Abd al-Wahàb che ha contribuito a modernizzare la canzone araba. Per cui nel romanzo si intrecciano storia, musica e poesia.

La trama che ispira questo romanzo di Sélim Nassib (scrittore libanese che vive a Parigi dal 1969) è quella della passione di Ahmad Rami, il poeta che ha intrapreso l’arduo e incomparabile compito di tradurre le quartine di Omar Khayyàm in arabo, per la cantante egiziana Umm Kalthum, donna carismatica e geniale che ha segnato un’epoca e diventata un simbolo del Medio Oriente del Novecento e voce del popolo arabo.

Il romanzo è scritto in prima persona attraverso le parole dello stesso poeta Rami che comincia il racconto dal suo viaggio in Francia per imparare il persiano allo scopo di tradurre le quartine di Khayyàm.
La sera mi chiudevo in camera a tradurre Khayyam, scrivere nella mia lingua quest’altra lingua…. Khayyam è in piedi, contempla il vuoto, il nulla dell’aldilà. La certezza dell’assenza esala da ogni suo verso, mistica della sua voce solitaria verso Dio.

Poi il racconto si sposta in Egitto per narrare una delle più grandi storie d’amore dell’epoca. Rami amò Umm Kalthum, la sua “Diva” per usare le sue parole, per tutta la vita e scrisse per lei i suoi testi e le sue poesie. Scrisse il suo amore per lei. Umm invece non ricambiò questo amore, ma continuò a ispirarlo prestandosi quasi ad un doppio gioco e facendo scelte inconciliabili con l’amore di Rami per lei. Così costrinse il poeta innamorato a scrivere sempre per lei. Rami scrisse per lei e lei cantò il suo amore davanti a tutti rendendolo eterno, come lo è la sua vicenda stessa. Infatti il giorno del suo funerale, Umm sopra la sua bara sollevata dalla folla “si è consumata a contatto con mani callose, con gesti ripetuti all’infinito e si è finalmente dissolta nel corpo e nell’anima di ogni uomo, la sua vera eternità.

Il romanzo si conclude con un messaggio del poeta rivolta al nipote Tarek dopo anni dalla morte della sua Diva in cui confessa la sua passione e descrive la storia di un’epoca:
È mancata sei anni fa. Il dolore, non te lo posso neppure descrivere, mi ha fatto perdere coscienza, per anni. Non essere morto prima di lei mi ha distrutto. Non era una depressione, non c’entrava niente, solo una rabbia senza limite…
Niente mi toccava. Quando Sadat è stato assassinato, non provavo nulla, come davanti a ogni cosa, d’altra parte…
La mia diva è morta senza discendenza, ecco. Non penso ai figli veri, io ne ho avuti, non è cambiato niente. Voglio dire: quel che abbiamo vissuto non ha nessuna discendenza.

Sana Darghmouni

Sélim Nassib
Ti ho amata per la tua voce
Traduzione dal francese di Barbara Ferri
Edizioni e/o, 2006

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