Sembra Vivo! L’iperrealismo alla ricerca della verità

Sam Jinks, Untitled (Kneeling Woman), 2015

Massima verosimiglianza, volontà di spiazzamento, innovazione tecnologica.
Queste sono le caratteristiche della scultura iperrealista, movimento artistico internazionale, nato negli anni Settanta negli Stati Uniti e diffusosi poi a livello globale, come reazione all'arte astratta.
Sembra Vivo!, una grande organizzata in Italia sull'arte iperrealista, a cura di Maximilian Letze e Nicolas Ballario, mette in evidenza come, dopo anni di crisi economiche, guerre e degrado, alcuni artisti, in tutto il mondo, abbiano sentito il bisogno di tornare a rappresentare la realtà, a porre l'attenzione sugli esseri umani, per condurre un'approfondita analisi sull'esistenza attraverso l'arte.

La mostra, allestita a Palazzo Bonaparte di Roma, con un corpus di quarantatré installazioni, offre un'esaustiva panoramica su questo longevo movimento, dagli albori alla sua più recente evoluzione. I ventinove artisti, protagonisti del percorso espositivo si dividono tra esponenti di prima e seconda generazione dell'iperrealismo, sottolineando come questo movimento, pur mantenendo sempre intatte le proprie peculiarità, negli anni abbia vissuto un'interessante evoluzione, arricchendosi di contenuti e significati nuovi. Infatti, se in principio, l'arte iperrealista aveva come scopo la ricerca della verità, attraverso una riproduzione perfetta della figura umana, tanto da creare una sensazione di spaesamento e déjà-vu nello spettatore; con gli anni, tale obiettivo di rappresentazione perfetta del reale ha ceduto il passo, prima, alla necessità di esplorare le emozioni e gli stati d'animo umani e, poi, a quella di esaminarne le aberrazioni, sviluppando una tendenza alienante o grottesca, volta proprio a stupire, spaventare e destabilizzare lo spettatore al fine di suscitare, attraverso forti reazioni, una profonda riflessione sulla vita.

A differenza di quanto si possa credere, l'arte iperrealista non è una tendenza ad esclusivo appannaggio della contemporaneità, perché la volontà di creare una riproduzione pedissequa della realtà è sempre esistita. Dalla statuaria classica, alla pittura fiamminga, nella storia dell'arte, sono stati numerosissimi gli artisti che si sono cimentati nella creazione di opere che ambivano a sembrar vere e vive. Chiaramente, rispetto ai loro predecessori, gli artisti surrealisti hanno raggiunto risultati precedentemente impensabili grazie alle innovazioni tecniche che ne caratterizzano la produzione. L'arte iperrealista è profondamente tecnologica, attenta alle innovazioni e vicina all'industria del cinema e degli effetti speciali.

Secondo il curatore Maximilian Letze: «Questa mostra» ideata nell'ambito dell'Institut für Kulturaustausch di cui è direttore, «è nata proprio dall'esigenza di offrire, anche in Italia, la possibilità di conoscere meglio l'Iperrealismo che, rispetto ad altre correnti artistiche, anche contemporanee, è una forma d'arte estremamente democratica, dal momento che arriva in modo semplice e diretto a tutti, anche a coloro che non hanno una profonda conoscenza della storia dell'arte».

Duane Hanson, Two Workers - 1993
Duane Hanson, Two Workers – 1993
Bronzo, colori ad olio, tecnica mista, con accessori
Figura 1 in piedi: 190x167x66 cm, Figura 2 seduta: 130x68x75 cm, Scala: 200x125x59 cm
Stiftung Haus der Geschichte der Bunderepublik Deutschland, Bonn, Germania
© Estate of Duane Hanson / VG Bild-Kunst, Bonn 2023
Photo: Axel Thünke – Image Courtesy: Stiftung Haus der Geschichte der Bundesrepublik Deutschland, Bonn, Germania
© The Estate of Duane Hanson, by SIAE 2023

 

L'esposizione, suddivisa in sei filoni tematici, inizia con la sezione Mosse ingannevoli: Cloni umani, che accoglie i pionieri di questo movimento, come Duane Hanson e John De Andrea, le cui opere sono state decisive per lo sviluppo della scultura negli ultimi cinquant'anni. A seguire,
Nobile Semplicità: sculture monocromatiche, presenta artisti come George Segal e Robert Graham, che, attraverso un uso mirato del colore, hanno ridotto l'effetto realistico conferendo maggior risalto alla forma umana che, liberata dalle sue caratteristiche contingenti e peculiari, acquista un valore assoluto, simbolico ed universale.

Come indica il titolo: Pezzo per pezzo: parti del corpo, la terza sessione è dedicata agli artisti che si sono focalizzati sulla rappresentazione di specifiche porzioni del corpo umano come veicolo per la diffusione di messaggi critici, umoristici o inquietanti. A partire dai famosi busti di nuotatrici di Nicole Feuerman, passando per le opere Valter Adam Casotto, Jamie Salmon e Kazu Hiro, la sezione si conclude con Ave Maria, 2007 di Maurizio Cattelan, un'opera fortemente eloquente ed emblematica in questo contesto.

Dopo aver frammentato la corporeità, il percorso prosegue con Cambio di prospettiva a: il corpo e scala, sezione tutta giocata sulla distorsione delle proporzioni. Le opere in mostra, di artisti come Ron Muek e Sam Jinks, mettono in evidenza come l'alterazione della realtà sia una potente modalità per catalizzare l'attenzione del pubblico su determinate tematiche essenziali per gli esseri umani; dalla caducità della vita, alla morte.

Dopo questa fase di smarrimento, gli spettatori possono tirare un sospiro con il capitolo Oltre la specie, concepito proprio come un momento di decompressione, perché dedicato alla rappresentazione del mondo non umano. Certo, anche questa sessione che si apre con il tenero Misfit (pekingese / boar piglet), 2018 di Thomas Grünfeld non è immune da una riflessione inquietante sulla natura e sulle distorsioni provocate dall'uomo su di essa e lo dimostrano opere come Ghosts, 2021 di Cattelan, che qui si rivela ma accompagna i visitatori lungo tutto il percorso espositivo, o Snake, 2013 di Carsten Höller.

L'inquietudine e un sinistro senso di ironia tornano ad esplodere nell'ultima sessione della mostra: La manipolazione del sé: realtà deformate, che presenta una realtà ormai distorta e deformata che conserva ben poco del mondo che conosciamo. Le opere di artisti come Patricia Piccini e Berlinde De Bruyckere accompagnano i visitatori all'uscita, lasciandoli tornare alla luce con una sensazione in bilico tra un'angoscainte profezia e una brillante critica alla società contemporaneità.

Ludovica Palmieri

Palazzo Bonaparte – Roma
SEMBRA VIVO!
Sculture iperrealiste dei più grandi artisti contemporanei
dal 26 maggio – 8 ottobre 2023

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