Serbia. Dopo le elezioni crescono i contagi e le manifestazioni contro la maggioranza

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A Belgrado, diverse migliaia di persone, ancora ieri sera, hanno manifestato contro il governo e decine sono stati i feriti tra i manifestanti dell’opposizione governativa e tra i poliziotti. L’agenzia di stampa locale Beta ha riferito che uno dei suoi giornalisti è stato picchiato dalla polizia, mentre l’emittente “N1” afferma che il leader del Movimento cittadino, Srdjan Trifunovic, e quello del movimento Dveri, Bosko Obradovic, sono rimasti feriti durante gli scontri.
La stessa emittente indipendente N1 è sta la sola, martedì sera, a trasmettere quello che accadeva a Belgrado mentre nel frattempo la Tv nazionale RTS trasmetteva programmi di intrattenimento.

I dimostranti sono entrati, mercoledì sera, anche nell’edificio del Parlamento e «la polizia, dopo avere respinto fuori i dimostranti, ha lanciato almeno una ventina di lacrimogeni. Alcuni manifestanti hanno lanciato oggetti contundenti contro le forze di polizia, mentre gli stessi agenti sono stati filmati mentre percuotevano con manganelli alcuni dimostranti e persino alcuni cittadini che erano seduti su una panchina e non stavano partecipando ai disordini» [1].
Fonti del Governo e della Polizia sostengono che «dietro la parte più violenta delle proteste ci sarebbero le forze d’opposizione sostenute da estremisti di destra: tra gli arrestati ci sono Damnjan Knezevic , che in passato aveva organizzato ronde contro i migranti, e il parlamentare Srdjan Nogo» [2]. Quella di incolpare l’opposizione e di sostenere che la piazza è fatta da estremisti è una tecnica del governo.

Potremmo parlare di una vera e propria rivolta?
In Serbia le proteste non riguardano solo Belgrado ma anche altre città della Serbia come Novi Sad, Nis, Kragujevac e Jagodina. Tutte le autorità sono in massima allerta a partire dalla premier Ana Brnabic e dovrebbe esserci un ritorno al coprifuoco nel fine settimana, una decisione che è stata uno dei motivi dell’inizio delle violente proteste nelle città principali. Ma per ora il numero dei partecipanti nel Paese è importante ma non tale da poter parlare di rivolta, anche se i contenuti della protesta non riguardano solo il quanto ruota intorno al coronavirus ma pure la gestione clientelare del potere insieme alla diffusa corruzione.

Aleksandar Vučić account ufficiale Twitter

L’altro motivo delle proteste è per il comportamento del Presidente Aleksandar Vučić che ha colpevolizzato la popolazione di aver allentato l’attenzione e i comportamenti di distanziamento.
La decisione del coprifuoco e di altre misure è collegata ad una nuova espansione del coronavirus con centinaia di nuovi casi portando ad un totale, di 17.076 casi e 341 morti di cui 13 morti ieri, 120 intubati e 299 nuovi positivi, record negativo dall’inizio della pandemia. I dati sono contestati dalle opposizioni e del resto il portale BIRN ha pubblicato un’inchiesta che dimostrerebbe che il numero dei decessi sia tre volte più alto di quello ufficiale.

Ma questa nuova ondata, secondo tutte le opposizioni e parte della cittadinanza, è ascrivibile allo stesso Presidente e alla maggioranza governativa che oltre a non intervenire con risorse adeguate per le strutture sanitarie e dopo essere stata ligia nella proclamazione di regole rigide, compreso lo stato di emergenza, per contrastare il coronavirus, ha deciso di allentarle prima del dovuto (il 5 Maggio) e consentire le elezioni parlamentari. Un allentamento tale da consentire il derby di calcio a Belgrado «a cui hanno assistito oltre 25mila persone, risultando il più grande assembramento in Europa dalla fine del lockdown» [3].

Elezioni che si sono svolte lo scorso 21,  dopo essere state rimandate causa pandemia, e che hanno visto una scarsa partecipazione delle opposizioni (affluenza totale alle urne 49%), prima tutte contrarie alla partecipazione alla tornata elettorale e poi, abbassata la soglia di sbarramento dal 5% al 3%, si è divisa con l’Alleanza per la Serbia (SZS) che ha mantenuto la sua posizione e il Movimento dei cittadini liberi (PSG) che vi ha preso parte ma senza successo.

Il Parlamento oltre ai seggi destinati alle minoranze vedrà con 187 seggi su 250 per il Partito Progressista Serbo (SNS) – che non ha niente di progressista – del presidente Vucić, grazie al suo 63,4% di voti, il secondo partito con il 10% dei voti sarà la coalizione composta dal Partito socialista serbo (SPS) e dal Partito Serbia Unita (JS).

Valgono le considerazioni che si fanno da tempo per cui «se è vero che la leadership al potere sta esercitando forti pressioni sull’opposizione e che i media mainstream – attraverso i quali si informa la stragrande maggioranza dei cittadini serbi – ignorano completamente tutte le notizie che non parlano bene del governo e non danno alcuno spazio alle opinioni degli esponenti dell’opposizione, anzi stanno conducendo una dura campagna denigratoria contro di loro, è altrettanto vero che l’opposizione non è mai riuscita a raggiungere ampie fasce della popolazione e ad andare oltre la retorica incentrata sul carattere dittatoriale del regime di Vučić» [4].

E l’opposizione non avendo una posizione chiara sulla questione del Kosovo rischia di inimicarsi le istituzioni europee, mentre Vučić accelera sul tema visto che lunedì incontrerà l’inviato dell’Ue per il dialogo con il Kosovo, Miroslav Lajcak e nel fine settimana successivo sarà ad una riunione sullo stesso argomento a Washington.
Pasquale Esposito

[1] “Ondata di proteste in Serbia. La premier Brnabic: «Il paese non sprofonderà nell’anarchia»”, https://www.agenzianova.com/a/5f06e7f788c048.20471244/3016202/2020-07-09/ondata-di-proteste-in-serbia-la-premier-brnabic-il-paese-non-sprofondera-nell-anarchia/linked, 9 luglio 2020
[2] Francesco Giambertone, “Coronavirus in Serbia, seconda ondata: scatta il coprifuoco, manifestanti assaltano il Parlamento”, https://www.corriere.it/esteri/20_luglio_08/serbia-seconda-ondata-coronavirus-scatta-coprifuoco-manifestanti-assaltano-parlamento-5e0d2e68-c0ec-11ea-b6e3-e528ab57c55a.shtml, 8 luglio 2020
[3] Milena Nuferosic, “SERBIA: Proteste e scontri dopo l’annuncio di nuove restrizioni”, https://www.eastjournal.net/archives/107982, 8 luglio 2020
[4] Dragan Janjić, “Serbia, opposizione divisa alla vigilia delle elezioni”, https://www.balcanicaucaso.org/aree/Serbia/Serbia-opposizione-divisa-alla-vigilia-delle-elezioni-199672, 19 febbraio 2020 Dragan Janjić

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