Serie B: la provincia che non trova pace

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Una volta si diceva che il Campionato di Serie A era fatto per vedere i grandi campioni, mentre quello di Serie B era più vicino al popolo della provincia, delle piccole realtà locali, delle feste di paese, di quel “provincialismo” che molti additavano, quasi con disprezzo, come una caratteristica  negativa.

Ho sempre pensato, invece, che il Campionato di Serie B fosse un meraviglioso coacervo di realtà più umane, più vere: certo, non ci sono i Cristiano Ronaldo, i Mertens, gli Icardi, i Dzeko o gli Immobile, ma i giocatori che militano in Serie B giocano a calcio senza dover badare troppo ai fronzoli; conta sempre tanto vincere, perché lo spirito di De Coubertin si è perso sull’altare del dio Denaro, ma quel che conta è giocare un calcio concreto, nella speranza di arrivare a giocare nella grande vetrina della Serie A, badando a non retrocedere.
Non essendoci poi le Coppe internazionali l’unico impegno oltre alla disputa del campionato consiste nella Coppa Italia: l’unica squadra di Serie B ad aver vinto la Coppa Italia fu il Napoli, nel 1961-62, ma molte altre squadre di Serie B hanno disputato degli ottimi tornei in questa competizione, anche recentemente. Questo per dire che il livello tecnico del Campionato di Serie B è stato sempre molto elevato: si tratta pur sempre di giocatori professionisti, e non sono mancati anni in cui i nomi delle squadre che militavano in B erano quelli di Juventus, Napoli, Milan, Lazio, Roma, Genoa, Sampdoria, Torino, cioè di squadre che sono state o sono ancora protagoniste indiscusse del Campionato di Serie A.

L’unica squadra a non aver mai disputato un campionato di Serie B è l’Inter; con il Sassuolo condivide anche il record di non essere mai stata retrocessa in Serie B.

La vittoria del Campionato di Serie B dà diritto a fregiarsi del trofeo noto come Coppa Ali della Vittoria 

Chi possiede il Campionato di Serie B? Come tutti i Campionati di Calcio anche questo è della FIGC, cioè della Federazione Italiana Giuoco Calcio, che è l’organo che organizza e controlla il gioco del calcio. Il presidente della FIGC è Gabriele Gravina. Della FIGC fanno parte, oltre alle quattro Leghe Calcio (Serie A, B, Professionistico e Dilettanti), l’Associazione Italiana Calciatori, l’Associazione Italiana Allenatori Calcio e l’Associazione Italiana Arbitri.

Chi gestisce materialmente il Campionato di Serie B? La Lega Nazionale Professionisti B (LNPB) che è un organo che detiene i diritti sul Campionato, ne decide il numero delle squadre partecipanti, il calendario, insomma tutto quello che riguarda la Serie B.

Ma la Serie B non è un campionato isolato, facendo parte della cosiddetta piramide calcistica nazionale (ne è il secondo livello). Deve quindi coordinarsi con le altre leghe che organizzano gli altri campionati: la Lega Nazionale Professionisti Serie A, che organizza il massimo campionato, la Lega Italiana Calcio Professionistico, che organizza la Serie C, e la Lega Nazionale Dilettanti, che oltre alla Serie D gestisce altri cinque livelli di campionato: Eccellenza, Promozione, Prima Categoria, Seconda Categoria eTerza Categoria. Le Serie A, B e C sono costituite da giocatori professionisti e, considerando che in tutto esistono 102 squadre in queste tre serie, queste costituiscono l’insieme di squadre di calcio professionistico più grande al mondo.

 

A che serve il coordinamento tra i campionati? La risposta è molteplice: innanzitutto in Italia la stragrande maggioranza degli impianti sportivi sono di proprietà degli enti locali, per cui spesso capita che lo stadio venga utilizzato da più squadre. Ecco perché occorre che i vari campionati siano organizzati in modo che le squadre che condividono gli stadi nei vari gironi non giochino in casa nella stessa giornata. Poi, visto che in caso di promozione o retrocessione le squadre cambiano di serie, è necessario avere delle regole chiare su come si viene promossi o retrocessi, in modo che le varie squadre abbiano il tempo di organizzare i giocatori, le trasferte e tutto quello che serve per giocare, e le Leghe il tempo di organizzare i campionati.

Una delle regole introdotte da qualche anno affinché una squadra possa iscriversi ai vari campionati, oltre all’andamento nei campionati dell’anno precedente, è la gestione finanziaria: una squadra che ha maturato il diritto di iscriversi ad un campionato per meriti sportivi, ma non ha le necessarie coperture finanziarie, viene retrocessa o viene addirittura cancellata se dichiarata fallita. È il caso di alcune squadre come il Bari o l’Ancona: la prima, pur finendo settima in Serie B, è stata retrocessa in Serie D, Girone I, e la seconda, fallita per la terza volta in tredici anni nel 2017, adesso milita nel Girone A del Campionato Marchigiano di Promozione. Questa nuova regola, insieme alle lentezze della Giustizia Sportiva e di quella Amministrativa, ha portato alla situazione paradossale che stanno vivendo i vari campionati, a partire dalla Serie B: a tutt’oggi i campionati sono stati modificati nel numero delle squadre e nelle squadre stesse, ma ci sono molte squadre che hanno presentato ricorsi per essere ammesse a partecipare ai vari campionati.

Perché questa confusione? Perché non esistono regole certe, in caso di riammissione. In più i vari gradi di Giustizia Sportiva e Amministrativa prendono decisioni contrastanti tra loro e non c’è stata una chiara presa di posizione da parte di nessuno. L’unica certezza è che i campionati di Serie B e C sono partiti con una formula diversa dagli anni precedenti e alcune squadre, come la Ternana in Serie C che è stata costretta a rimandare ben 4 partite in attesa che qualcuno si pronunciasse sul suo ricorso per disputare la Serie B, hanno vissuto in un limbo. La situazione più paradossale è quella della Virtus Entella che ha avuto dalla Giustizia Amministrativa il diritto a disputare la Serie B, mentre per quella Sportiva è stata iscritta in Serie C, campionato in cui aveva già iniziato a militare. È pendente addirittura un ricorso perché il numero delle squadre di Serie B, 19, potrebbe essere stato deciso da chi forse non aveva diritto a farlo.

Una proposta per rendere più sicuro l’andamento dei vari campionati? Forse decidere una data entro cui il numero delle squadre nelle varie Leghe e la composizione di ogni singolo Campionato siano fissati. Forse stabilire una volta per tutte i criteri di ammissione.

In assenza di date o regole certe forse la soluzione più pulita (che avrebbe permesso la composizione immediata di tutti i ricorsi) consisteva nel riportare la Serie B a 22 o a 24 squadre, ammettendovi le squadre ricorrenti, prima che iniziassero i campionati; invece siamo a Novembre e le cose non sono state ancora decise. Speriamo che tutti i ricorsi vengano risolti entro breve, per poter godere appieno dello spettacolo del calcio!
Enrico Cirillo

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