Shai Maestro Trio al Blue Note di Milano

Shai Maestro
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Il jazz club Blue Note di Milano ha ospitato il trio del pianista israeliano Shai Maestro nella tappa italiana di un lungo tour europeo che si concluderà solo alla fine di novembre 2021 dopo aver toccato, oltre all’Italia, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Repubblica Ceca, Ungheria e Regno Unito.

I tre musicisti sono apparsi in ottima forma e hanno offerto un concerto molto energico, lasciandosi andare spesso a lunghe e ispirate improvvisazioni e dimostrando grande divertimento e affiatamento.

Maestro si è confermato in possesso di un tocco delicato e allo stesso tempo incisivo e le sue melodie e armonizzazioni, di sapore vagamente mediorientale, appaiono raffinate e ricercate. E la notevole tecnica pianistica di cui è dotato viene utilizzata in modo sempre funzionale al carattere dei brani che propone e all’atmosfera che gli stessi creano.

Il giovane batterista Ofri Nehemya (classe 1994) è, già dal 2018, compagno di avventure di Maestro per il quale ha inciso i due ultimi album The dream thief e Human. Il suo drumming potente e incisivo assume un ruolo determinante, in concerto più ancora che nelle incisioni in studio, nello sviluppo dei brani, spesso caratterizzati da parossistici crescendo sonori e ritmici. Durante le improvvisazioni Nehemya riesce a dialogare magistralmente con le invenzioni di Maestro al piano, creando un gioco di rimandi e richiami ritmici estremamente coinvolgente.

L’affermato contrabbassista afroamericano Joe Sanders ha costituito la novità della serata. È entrato a far parte del trio da poco tempo, sostituendo Jorge Roeder, lo storico accompagnatore di Maestro presente in tutte le sue incisioni, e si è inserito nelle trame sonore create da pianoforte e batteria con la sua dirompente e stralunata personalità, sottolineando il suo tocco possente ed energico con il canto e fornendo un contributo musicale allo sviluppo dei brani a volte spiazzante ma sempre particolarmente originale e creativo.

Il trio si è affidato molto all’improvvisazione e i brani proposti sono risultati decisamente dilatati rispetto alla versione originale presente su disco della quale hanno spesso mantenuto solo le cellule iniziali e finali. Si sono ascoltati The dream thief, title track dell’album inciso nel 2018 per la ECM, New river, new water, Human, title track del recente album registrato in quartetto con il trombettista Philip Dizack, Hank and Charlie, Polka dots and moonbeams, il brano scritto da Jimmy Van Heusen nel 1940 e divenuto ormai uno degli standards jazz più frequentati e incisi, e From one soul to another, tratto dall’album  The stone skipper del 2016, brano con il quale Maestro è solito concludere i suoi concerti fornendone una versione ipnotica e trascinante che riesce sempre a catturare e coinvolgere gli ascoltatori in una sorta di canto liberatorio.

Entrambi i set hanno visto un’ampia partecipazione di pubblico, tenuto conto della limitazione di ingressi dovuta alla pandemia, e gli applausi sono stati numerosi e prolungati. La musica di Shai Maestro non conosce asprezze o dissonanze e anche nei momenti di massimo furore, quando raggiunge la sua acme sonora, resta sempre costante e dominante la ricerca melodica. L’elaborazione dei singoli brani può sembrare un po’ ripetitiva: si parte dall’esposizione di una breve cellula tematica, segue la riproposizione della stessa con piccole variazioni di tono e di ritmo, si dà quindi vita a un crescendo sempre più incalzante e, raggiunto un momento di quasi orgiastica esaltazione, il brano si spegne, ritorna rapidamente alla cellula melodica iniziale e trova una sua naturale conclusione.

 È un meccanismo espositivo di grande effetto: è particolarmente efficace nei concerti, produce un sicuro positivo riscontro da parte del pubblico e consente di dare libero sfogo all’improvvisazione. Alla lunga potrebbe risultare un po’ troppo scontato e poco spontaneo. Ma la presenza nel trio del contrabbassista Joe Sanders, con il suo approccio anticonvenzionale allo strumento e al suo utilizzo e con la sua costante ricerca di nuove e originali modalità interpretative, può spingere la musica di Maestro verso terreni inesplorati e nuovi orizzonti.

Speriamo si presenti presto una nuova occasione per riascoltare questo formidabile trio e verificarne l’evoluzione e la crescita.

GianLuigi Bozzi

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