Shilpa Ray, Last Year’s Savage. Talento nella voce e genialità nei testi

Shilpa Ray Last Years Savage 2015
history 2 minuti di lettura

Un album maturo. Un album moderno. Un album con una voce che si insinua nella mente dell’ascoltatore da ogni dove lasciandolo ammaliato. Un album da ascoltare e riascoltare per ritrovare anche le parole spesso ironiche, sarcastiche e taglienti. E così siamo passati dalla maturità alla freschezza di un esordio da donna sola al comando.
Last Year’s Savage arriva dopo It’s All Self Fellatio pubblicato nel 2013 da Bad seeds l’etichetta di Nick Cave, suo grande ammiratore che l’ha voluta in apertura dei suoi concerti, sia per Nick Cave & The Bad Seeds che per Grinderman.

Shilpa Ray

L’artista indo-newyorchese Shilpa Ray canta lungo uno spettro ampio di tonalità seguendo espressioni musicali differenti che la fanno accostare a grandi artiste da Patti Smith a PJ Harvey a Amy Winehouse a Nico.
Una ballabile, ariosa e divertente Johnny Thunders Fantasy Space Camp grazie ad un ritmo punk gestito dalla batteria, ai cori che ne danno una venatura pop – a tratti tra Ramones e surf rock – e alla sua voce che conclude il brano lentamente e melodiosa. Un bel modo di dissacrare il mito romantico della dannata rock star maschile. Non voglio fermarti, farò il tifo per te fino a quando i miei gatti avranno il meglio di me.

Shilpa-Ray in concerto 01

Il disco era iniziato con Burning Bride un blues gotico profondo dove per buona metà c’è poco altro che la sua voce, e potrebbe bastare introducendoci al suo mondo, per poi aprirsi con dei possenti colpi di percussioni. Liriche che rimandano all’assurdità della violenta pratica contro le donne perpetrata nel subcontinente indiano. Malinconia ipnotica è il tratto dell’estesa Nocturnal Emissions con una ritmica ancora in primo piano e la sua voce che si muove tra dolcezza e repentine ruvidezze prima di lasciare spazio ad un dolente giro di chitarra per raccontarci fantasie maschili riposizionate nell’universo femminile. Un fiume di suoni indistinto e disturbante ci introduce alla geniale Sanitary iPad prima che le percussioni diano il là ad una confessione di un tablet cosciente della sua condizione caduca, di un’esistenza breve per l’invecchiamento tecnico precoce, Chi mi comprerà ora? Ho una vita breve / Chi mi butterà fuori quando sarò scaduto.

Shilpa-Ray in concerto 02

Un ultimo appunto. Nell’impianto musicale del disco corre l’harmonium indiano che lei suona dando l’impressione che si stia ascoltando una fisarmonica e che con le sue note dilatate pennella di ipnotismo diversi momenti. Oltre che darne una dose di originalità ben arrangiata. Non vi curate di noi e ascoltate.
Ciro Ardiglione

genere: punk-blues
Shilpa Ray
Last Year’s Savage
etichetta: Northern Spy Records
data di pubblicazione: 19 maggio 2015
brani: 11
durata:  44:54
cd: singolo

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