Silenziosa rivoluzione

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Questa poesia è un getto, un soffio, un bagliore di un istante. È ciò che mi accomuna all’umanità, e allo stesso tempo mi differenzia da essa in quanto giovane, in quanto me stessa. Per questo non voglio essere ipocrita: le sue parole sono innanzitutto rivolte a me, perché è da me che nascono, e perché è me che consolano, che spronano, che illuminano.
Esse, come ogni scritto, sono espressione di un’unicità, ma anche di un profondo sentimento di essere parte di una comunità, in questo caso quella dei giovani. Giovani che, per definizione, si sentono al contempo divisi e uniti, pieni di vita e vuoti d’azione, importanti e insignificanti, vogliosi di andare e di restare, di piangere e di amare…queste parole reggono il peso delle mie contraddizioni, che poi solo mie non sono, amplificato dal difficile momento storico in cui la mia generazione si trova a dover affrontare l’ingresso nell’età adulta. Per questo motivo esse sviscerano, cercando di metabolizzare, questo peso che al contempo ci fa morire dalla voglia di volare e ci imbriglia le ali. Smaniamo dal bisogno di capire cosa stia succedendo al mondo e alla nostra vita, e scrivere forse ci permette di farlo, aprendoci senza averne la pretesa la strada verso una risposta nel districato mondo interiore che, nonostante tutto, continua a fiorire in noi.

Sento
Ch’è tempo
Di cambiare
Eppure,
dove andare?

Ci saranno altre strade,
oltre il mare, e le tempeste, e le certezze
per noi, giovani
per dispiegare le vele
lontani dalla paura, dall’odio, dai credo
pur restando nel mondo?

Perché è questo mondo
Che vogliamo costruire
Pur restando noi stessi
Mentre ci lasciamo travolgere,
sorreggere,
stravolgere
dal filo invisibile che ci conduce avanti
e avanti
in questa storia incomprensibile che ci unisce
e ci divide
e mentre imperversa l’inspiegabile
noi sfioriamo, impotenti
sospesi
la vita
che scorre

Eppure io penso, e penso
Sento che c’è tanto da fare
Per dirottare la nave
Corro alla cieca, in cerca della rivoluzione
ma anche i miei compagni d’azione
han paura, si sentono inutili, e soli
e così studiamo, impariamo,
impazienti aspettiamo
con la speranza che un giorno,
vicino, lontano,
il mondo ascolti quello che silenziosamente,
violentemente
gridiamo:
anche noi
ci siamo!

Carola Diligenti

 

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