Silvana Mazzocchi: Come in un labirinto di specchi

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romanzo

Emma e Luisa sono due donne che hanno condiviso tante esperienze della loro vita, dalla scuola alle manifestazioni del 68, e hanno poi affrontato le dure prove legate alla nascita dei gruppi armati.

Silvana Mazzocchi

Le scelte che le hanno divise non hanno cancellato un passato che non può essere mai dimenticato. Un legame che corre lungo l’arco temporale di una vita fra divergenze e riconciliazioni. Una lettera che riporta indietro nel tempo e costringe a ripensare i passi compiuti e forse a sperare un domani del tutto inatteso.

Citazione 1
Gennaio 1968
I celerini caricano all’improvviso. Da due ore i manifestanti bivaccano nei pressi dell’ambasciata americana. Giovani e meno giovani, studenti universitari, liceali. Una massa colorata, eskimo, giubbotti, ragazze in pantaloni, in montgomery. A Roma fa freddo: dopo una mattinata di sole, il cielo improvvisamente si è fatto scuro e promette pioggia imminente.

Non tutti i libri si possono raccontare, schematizzare, mettere in ordine.
Il tentativo di costruzione di un quadro della vicenda, non apparirebbe rispettoso dell’autrice e della forza con la quale ha costruito il suo cammino.
Trovandosi poi a cospetto di un romanzo che ha scelto di essere Come in un labirinto di specchi, provare a sintetizzare la trama e il contenuto in pochi passaggi apparirebbe essere una scelta fuorviante.
Comprendo di dovermi muovere con cautela se Silvana Mazzocchi ha scelto un doppio livello di difficoltà per chi vuole intendere la complessità del suo lavoro: labirinto e specchi rendono la situazione difficile.
Potrebbe essere altrimenti?
Quanto ci toccano ancora le pagine, mai comprese davvero, di un paese che ha visto la sua democrazia germogliare nel mistero di pagine buie e ha dovuto convivere con violenze di ogni segno e direzione?

Citazione 2
Autunno 2016
Guido lentamente, arrancando sul sentiero sterrato che conduce in collina; il fango fa affondare le ruote e la pioggia battente mi oscura la vista.
L’ultima volta che sono andata a trovare mia madre la strada non mi era sembrata così lunga. Era primavera inoltrata quella del 1995.

E allora resta la volontaria scelta di un racconto e di un labirinto: quello in cui il lettore è costretto a entrare per seguire l’autrice con i mille pensieri, i mille dubbi, le mille domande che Silvana Mazzocchi ha saputo suscitare e generare.
In altri termini, si può semplicemente azzardare il diario di viaggio di un lettore che, da un lato, si affida all’autrice e, dall’altro, tradisce il testo, perché in ogni vero labirinto, inseguendo i mostri che lo abitano, s’insegue anche se stessi.

La vicenda è narrata da Luisa che, alle prese con la necessità di svuotare una vecchia casa di famiglia, s’imbatte in una lettera di Emma nascosta in una logora borsa materna.
La scoperta della lettera, la necessità di mediare con il fratello e con i contrasti che hanno una radice antica, il ritorno nei luoghi vissuti in un’altra età, spingono Luisa a rivedere tanti momenti della sua vita e ritrovare il sapore indissolubile di un’amicizia mai conclusa.
Un cammino fatto anche di specchi che deformano le immagini che vorremmo chiare e nette. Un cammino che ci ricorda che la ricerca di un’identità è un cammino senza fine e senza soluzione.
Domande, tante domande derivano da questa lettura perché l’autrice, nel raccontare quella che sembra semplicemente la storia di un legame intimo e personale, attraversa in realtà la nostra storia recente.

Citazione 3
Primavera 1973
La cassetta con le armi era stata nascosta in cantina, mimetizzata in una specie di enorme armadio di ferro traboccante di scarpe puzzolenti. Per una volta la cialtronaggine di Enzo e Mauro era tornata utile. Quante volte le ragazze gli avevano detto di non stivare quell’orrore nello spazio che funzionava da ripostiglio collettivo? Se non le volevano buttare avrebbero almeno potuto usare la lavatrice, un acquisto comune che avevano concordato quando erano andati a vivere tutti insieme. Invece niente, le scarpe erano rimaste sporche, si erano accumulate e adesso si rivelavano l’ideale per funzionare da barriera, se non altro olfattiva.

Il mondo sembrava davvero colorato a due giovani ragazze improvvisamente proiettate nel sogno di un mutamento. Il mondo era pieno di voci, musica e parole che parlavano di un domani migliore, per realizzare il quale ognuno avrebbe potuto fare la sua parte.
Si parte così e poi le cose cambiano. Alla folla che riempie le piazze, si sostituisce il segreto di gruppi sempre più chiusi e il cielo si fa grigio e poi di piombo. Dagli slogan festosi, si giunge fino al sinistro suono delle armi che distruggono ogni domani.
Emma e Luisa non si sono mai separate del tutto e le scelte dell’una hanno, in un modo o nell’altro, condizionato quelle dell’altra, a volte con chiarezza, a volte, in maniera del tutto confusa.

Citazione 4
2016
Guardo l’orologio, sono le nove di sera. In autunno fa buio presto e in collina sembra già piena notte. Mi serva ancora un po’ di tempo, un po’ di normalità a fare da cuscinetto. Metto l’acqua sul fuoco e ci verso un po’ di riso. Mezz’ora dopo sto già sparecchiando, nel camino si è formata la brace, sarà indispensabile aggiungere ancora qualche ceppo di legna.
Sono pronta a leggere la lettera di Emma.

Emma e Luisa, unite e divise insieme, si presentavano al mondo con uno stile davvero diverso. Il loro modo di vestire, di agire e di parlare indicava un cambiamento che non poteva cancellare del tutto le radici da cui si proviene.
Luisa, che si laurea e lavora, ha un rapporto tormentato e mai risolto con una madre che la vorrebbe chiudere in schemi che stanno saltando, con un fratello che non comprende l’indipendenza della sorella e un padre, che pur amandola, non sa sostenerla; Emma che si getta nella mischia quasi senza dubbi ed è portata spesso a strafare.
Due personalità forti e complesse; due amiche che troveranno un punto di nuova convergenza intorno a una gravidanza e alla nascita di una bambina che, divenuta ragazza, le spingerà a vivere ancora l’una nell’altra. Il resto appartiene al piacere della scoperta che lasciamo al lettore.
Antonio Fresa

Silvana Mazzocchi
Come in un labirinto di specchi
iacobellieditore, 2020
Pagine 280; € 16,00

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