Silver Jews. Scrittura a tratti geniale sostenuta da solide sonorità country

Lookout Mountain Lookout Silver Jews Sea
history 4 minuti di lettura

I Silver Jews nascono registrando pezzi per le segreterie telefoniche degli amici. E il loro approccio era di bassa fedeltà. Ma nulla è stato di bassa qualità nella loro storia, quasi ventennale, e soprattutto in quella di David Berman leader incontrastato della band.

Lookout Mountain Lookout Silver Jews SeaLookout Mountain, Lookout Sea arriva dopo tre anni e con la stessa formazione che ha calcato i palchi fino al 2006: sua moglie Cassie, Tony Crow, Brian Kotzur, Peyton Pinkerton e William Tyler.
Fino ad allora Berman non ha mai accettato l’idea di suonare dal vivo, ma ha cambiato idea tanto da scrivere il disco <<con il pubblico in mente>>[1]. E se è vero che ora gli piace non si è affatto pentito di aver aspettato i trentanove anni per farlo: <<Avessi fatto concerti quando ero più giovane, non avrei resistito alla tentazione di mischiarmi con i fan, e ne sarei uscito distrutto. Si deve sempre lasciare una certa distanza tra il pubblico e il performer, altrimenti ti perdi>>[2].
Il disco è disseminato di storie di vario genere costruite facendo interagire un’immaginazione <<perversa>> con ricordi e fatti personali. Secondo Berman la soluzione è <<vita vissuta più trucchi da sceneggiatore di commedie tv…la vita non è un materiale narrativo molto eccitante. Troppo spezzettata, manca il ritmo>>[3].
Ancora un paio di annotazioni fatte da Berman. La prima riguarda la moglie la cui voce consente il necessario respiro femminile alle canzoni [4] e la seconda a proposito delle sue canzoni che fioriscono quando sono aperte su <<le chitarre cristalline, i tempi medi, le voci roche>>[5].

A questo disco non manca, come a tutti gli altri, l’onestà del lavoro. Ma niente di più. Secondo Puglia i cambiamenti avvenuti nella sua vita personale (il matrimonio e forse l’abbandono delle droghe che lo hanno acquietato) e in quella professionale (aprire spiragli al pubblico, per esempio, con i concerti da sempre detestati) sembrano avergli tolto <<quella inimitabile vena poetica – sardonica, agrodolce, intelligente, immediata – che aveva reso semplicemente unico il suo progetto>>. Si salvano dall’ordinario Aloysius, Bluegrass Drummer, San Francisco B.C., My Pillow Is The Threshold, e la <<piacevole cover>> di Open Field a firma di Maher Shalal Hash Baz [6].

Pescatore ricordando che, per tutta la discografia e per la sua capacità di regalare emozioni da un accordo di chitarra, meriterebbe maggior lustro, ritiene di grande spessore anche quest’ultimo lavoro. E’ il musicare un brano <<magnifico>> come What Is Not But Could Be If, il <<disegnare il controtempo e l’intensità delle percussioni di My Pillow In The Threshold>>, il dare una lezione di ballate con Strange Victory, Strange Defeat e OpenField [7].

Un disco meraviglioso per Sideri che vede la definitiva fioritura del suono dei Silver Jews pur continuando a mantenere <<la personalità e la poesia>> che da sempre caratterizzano i Silver Jews e Berman in particolare. Un gruppo che suona in quanto tale e con un contributo evidente di Cassie (voce e basso) e di Tony Crow (piano). <<La musica spazia da ballate melodiose a bolle rock à la Rolling Stones senza però mai…chiedere troppo spazio per sé. Quello che colpisce è un amalgama indistinguibile di carisma, parole, accordi>> [8].

Per Amendola si tratta di un disco country di ottima fattura che suona secondo i canoni del rock americano a bassa fedeltà, con un livello di prevedibilità elevato e una scrittura <<molto solida>>. La nomination sembra andare a Strange Victory, Strange Defeat <<con quelle melodie rock indolenti ed immediate, impreziosite da controcanti femminili a donare quel pizzico di leggerezza in più indispensabile alla riuscita di una perfetta canzone>> [9].

E per un saggio delle sue doti narrative…<<Cos’è con tutti questi nipoti affascinanti nelle riviste rock? / Cosa hanno fatto con i grassi i pelati e i barbuti?>>. Non vi curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: country-rock
Silver Jews
Lookout Mountain, Lookout Sea
etichetta: Drag City
data di pubblicazione: 17 giugno 2008
brani: 10
durata: 33:53
cd: singolo

[1] Marco Sideri, “Jukebox Sofferente”, BLOW UP. Luglio 2008, pag. 60
[2],[3], [4] “Silver Jews” intervista di Carlo Bordone, Il Mucchio Selvaggio luglio 2008, pag. 61
[5] Marco Sideri, “Jukebox Sofferente”, BLOW UP. Luglio 2008, pag. 61
[6] Antonio Puglia, SentireAscoltare
[7] Gabriele Pescatore, Il Mucchio Selvaggio giugno 2008, pag. 89
[8] Marco Sideri, BLOW UP. Giugno 2008, pag. 94
[9] Enrico Amendola, www.vitaminic.it, 9 luglio 2008

canale telegram Segui il canale TELEGRAM

-----------------------------

Newsletter Iscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article