Simposio di Scultura Valle dell’Albegna

Marta Fresneda Gutiérrez
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Museo a cielo aperto in periferia, istallazioni in periferia. Ad Albinia, nel suo modo di stare al confine tra mare e terra, in equilibrio tra settore secondario e settore terziario, borderline tra strada e ferrovia, succedono concrete magie. Risollevarsi da una ferita come l’alluvione è stata una forte capacità ormai nota ma di certo non scontata. E la mente di chi ha seguito i fatti di allora non può dimenticarsene. Così come non può non considerare l’importanza dell’evento che vogliamo qui raccontare e che Albinia stessa ospita e rende possibile già per il terzo anno consecutivo.

Quando si dice laboratorio a cielo aperto si immagina qualcosa che ha a che fare proprio con il Simposio di Scultura Valle dell’Albegna. Rocce sotto al cielo che aspettano di diventare ciò che sono nel loro interno sotto alle mani dei loro scultori e sotto agli occhi di chi guarda. Scultori che, nonostante la fatica, la concentrazione e l’impegno, interagiscono volentieri con i visitatori del laboratorio.

Rossella Consalvo scultura Anima
Rossella Consalvo scolpisce Anima. Foto Adelaide Roscini
Marta Fresneda Gutierrez scultura El sol embotellado
Marta Fresneda Gutiérrez scolpisce El sol embotellado. Foto Adelaide Roscini
Michelle Consalvo scultura Vvitae vitis
Michelle Consalvo scolpisce Vitae vitis. Foto Adelaide Roscini

L’evento rende onore al nome stesso Simposio, in quanto lo spirito dei partecipanti è proprio quello di condividere un’esperienza e di farlo mettendo in relazione una passione e un impulso comuni: quello di affondare le mani, gli occhi, la testa nella materia e trarne fuori quell’idea, quel progetto di cui attendono attivamente il risultato e con il quale sono stati selezionati dal bando.
Marta Fresneda Gutiérrez scolpisce El sol Embotellado, Francesco Paglialunga scolpisce Nettare della terra, Rossella Consalvo scolpisce Anima, Michelle Consalvo l’opera Vitae vitis, e Ciro Chianese La terra.
Imbiancano di polvere i loro corpi, disegnano i propri muscoli si confrontano con la pietra arenaria piena di quarzo, dura, attorno al tema del vino reso come sostanza e materia, anima, seme che accomuna, che rende possibili certi incontri e certi dialoghi. Il vino che pare uscir fuori dall’anima della terra e della pietra, come un veicolo che sembra dare accesso all’anima dell’uomo, sostanza e materia anch’essa.

Francesco Paglialunga scultura Nettare della terra
Francesco Paglialunga scolpisce Nettare della terra. Foto Adelaide Roscini
Ciro Chianes scultura Terra
Ciro Chianese scolpisce la Terra. Foto Adelaide Roscini

Accanto a loro, arrampicata su un blocco di marmo di Carrara un’altra artista tira fuori Legame, scultura che avrà come destinazione i fondali del mare di Talamone, per il progetto La casa dei Pesci: l’opera sarà uno dei dissuasori della pesca illegale e barriera artistica di ripopolamento ittico. Materia solida nella materia liquida, naturale, su cui la mano dell’uomo imprime solo un po’ di bellezza e ne riceve altrettanta.

Legame Simposio scultura
Aurora Avvantaggiato scolpisce Legame. Foto Adelaide Roscini

Da mattina a sera lo spazio U.S. Albinia, ancora fino all’11 settembre, raccoglierà insieme agli scultori all’opera, bambini e ragazzi nei laboratori di musica, teatro, disegno e ceramica tenuti dalle associazioni Agape Onlus e Arte Facto (che sta dando vita e colori ad alcuni muri di Albinia, ispirandosi agli elementi della natura ma giocandoci su con la fantasia) e dai ragazzi del liceo Artistico di Grosseto.

Materia nella materia, laboratori nel laboratorio, spettacoli nello spettacolo, possibilità di fotografare ed essere fotografati durante la maratona fotografica a cura del circolo O.C.A (l’Occasione di Catturare Attimi); libri da leggere, concerti di musicisti diversi ogni sera. Dall’evento del simposio in sé, il terreno fertile per far germogliare altro e per godere, intanto, del divenire della messa in forma. Non meno bella dell’ultimazione, della conclusione.

Anche la periferia della periferia – come è stata definita affettuosamente Albinia di recente in una poetica serata di musica e racconti intitolata Periferica, presso il bar l’Oca Bianca – fa vivere momenti densi, pur se di giovane costruzione, anche se composta da tanti muri, sebbene accanto all’Aurelia. Aurelia odiata e amata, come hanno cantato i Parvenu sul palco Fellini all’interno del simposio, accompagnati oltre che da chitarra, tromba e violoncello, anche dai martelli e i frullini degli scultori, dal viavai delle auto, durante il tramonto settembrino, fatto di nubi e anche di tanta luce.
Adelaide Roscini

http://www.associazioneagapeonlus.it/
https://web.archive.org/web/20131010051128/http://www.lacasadeipesci.org/
Facebook:
OCA L’Occasione di Catturare Attimi – Circolo di Fotografia
Arte Facto
Parvenu

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