Sintomi di Gioia. Sofisticata eleganza di un pop denso di note pubbliche e private

Sintomi di Gioia
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La leggerezza dell’incedere, quella che servirebbe per calpestare sassi preziosi. L’album dei Sintomi di Gioia l’avrei intitolato Calpesto sassi preziosi come quella pennellata strumentale nel secondo brano del disco.
Ma il duo di Alessandria – Luca Grossi e Fausto Franchini – ha preferito intitolarlo Sintomi di Gioia «come se fosse un album d’esordio, proprio perché vogliamo aprire un nuovo capitolo della nostra vita musicale».

In effetti il rock ha lasciato spazio ad un pop elegante innestato di striature sonore di altra provenienza compresi frammenti di jazz. Il passaggio dalla produzione di Cristiano Lo Mele (Perturbazione) per Segnalibro (Imagina Production/Self – 2008) a quella di Umberto Maria Giardini (Moltheni) è indicativo di quanta strada sia trascorsa negli ultimi anni. Giardini partecipa attivamente anche come batterista in Di Blu, Pieno d’oro e Canzone per T.
Torniamo alla leggerezza. Non è mai abbandono o semplicità. Anzi c’è accortezza e sofisticato connubio tra testi, note e la voce di Luca Grossi.

In Varietà la sua corposa melodia vocale canta, nell’incipit sussurra, che «L’Italia non ha più una fabbrica […  ] l’Italia non ha più una favola», un futuro che non esiste e un presente fatto di beceri programmi televisivi e poi lascia lo spartito a un prolungato piano e violoncello a dire forse che non ci sono più parole.
Di affari pubblici si parla anche nella ben ritmata Canzone per T dedicata a Marco Travaglio al quale, tra una rivoluzione da fare insieme e l’ottimismo per l’abbandono di “lui”, regalano spunti leggiadri con «le faccine gialle non le usi bene temi l’infelicità».
La sofisticata eleganza della ballata Ordine all’accelerare del pianoforte ci rimanda echi beatlesiani dopo aver introdotto note di jazz.
L’elettronica che chiude Mi dimentico di me e che si annuncia inarrestabile nel retro del lento incedere del piano è un altro esempio della capacità compositiva della band. E chiudiamo con Di Blu quando un’apertura musicale, tra pensieri ad alta voce, ci conduce al ritornello e a quando Nanni Moretti urlava in Palombella Rossa «non torneranno più le merendine».
Non vi curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: pop
Sintomi di Gioia
Sintomi di Gioia
etichetta: Indidacosa/Venus dischi
data di pubblicazione: 30 ottobre 2012
brani: 10
durata: 29:13
cd: singolo

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