Sistemi complessi e pandemia

stormi di uccelli
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Occorrerà che gli studiosi della fisica quantistica e dei sistemi complessi, tra i quali la pandemia ha mostrato di essere inclusa, ci diano dentro con efficacia per tentare di elaborare studi in grado di prevederne gli andamenti. Del resto già Giorgio Parisi, Nobel per la fisica 2021, nel suo “In un volo di storni” ne introduceva i contenuti affermando: “Il lavoro migliore di una vita di ricerca può saltare fuori per caso: lo si incontra su una strada percorsa per andare da un’altra parte. […] Le idee spesso sono come un boomerang: partono in una direzione ma poi vanno a finire altrove. Se si ottengono risultati interessanti e insoliti, le applicazioni possono apparire in campi assolutamente imprevisti“.
Illuminante il paragone dello scienziato con le similitudini sui voli collettivi delle nuvole di storni, ben noti nella capitale per le sorprese lasciate sugli ignari passanti, sulle auto colpite da ferme, o in movimento con i tanti tamponamenti causati a causa dell’asfalto reso viscido dai loro escrementi.
Il tentativo di analizzare le regole che inducono le migliaia di uccelli ad intraprendere le affascinanti traiettorie di volo, rende benissimo l’idea sulle complessità di certe analisi e sui modelli che dovrebbero spiegarne le dinamiche. All’osservazione si possono facilmente identificare migliaia di uccelli che intraprendono voli apparentemente indefinibili, che disegnano geometrie e figure affascinanti, poi con divisioni dello stormo in più voli che prima si frazionano in multipli di grandezze diverse ed a direzioni intraprese secondo regole che agiscono sugli uccelli e che non si comprendono totalmente. Dopo circonvoluzioni lontane, come per magia, si rifondono in una entità che risponde a regole dettate da uno o più uccelli guida che ne influenzano la formazione. Voli dinamici espressi in continuazione con svariate varianti che possono dare idea della complessità di cui si parlava. È evidente la possibilità di paragonare in complessità questi sistemi, come anche altri, che li avvicinano agli andamenti pandemici.

Un andamento complesso, quello della pandemia, le cui conoscenze acquisite abbiamo dovuto conquistare per larghi tratti per via sperimentale, e si tratta di sperimentazione non ancora completata, purtroppo. Alla comprensione della complessità, anche dei suoi dettagli per un auditorio troppo famelico di protagonismo e poco propenso a valutare le proprie attitudini, ha dato una grande mano l’informazione imprecisa che si è generata proprio per la mancanza di un indirizzo che ne segnasse l’univocità della direzione da prendere. L’unica possibile quella della Scienza ha però a volte prestato il fianco al protagonismo piuttosto che al conseguimento del bene collettivo.
Allora si sono alternate rassicurazioni a volte rivelatesi poco fondate, sviluppi osservati in modo diverso dall’atteso, situazioni sanitarie che hanno alternato restrizioni ferree ad altre apparse deboli, ma sono anche arrivati nuovi farmaci sicuri ottenuti con percorsi un tempo inimmaginabili per velocità grazie ad investimenti di somme di entità tale che è difficile valutare normalmente e pure corroborate dalle inevitabili contestazioni. Un sistema complesso al quale si è deliberatamente aggiunta altra complessità.

Ne sono risultati effetti che hanno colpito l’umanità con diversi andamenti e ciclicità che mostrano il livello delle risposte delle quali si ha assoluto bisogno. Soluzioni che permettano un intervento su tutti e che, una volta arrivate, parzialmente o totalmente, si sappia che dovranno scontrarsi verso gli atteggiamenti degli immancabili contestatori. Restano comunque, nelle complessità, la certezza che dai vaccini ci si attendesse di più, e magari questo di più arriverà nel prossimo futuro, mentre, quel che ci ha aiutato è che da essi, insieme alle conoscenze nel frattempo acquisite ed agli anticorpi monoclonali messi a disposizione hanno permesso drastiche riduzioni dei decessi seppur non in modo omogeneo nel mondo. La situazione è che, al 28 Marzo 2022 i casi registrati sono 476.374.234 ed i decessi  6.108.976 [1].

Esistono però altre considerazioni che emergono dall’analisi dei dati sui decessi se si considera quanto accade nel continente africano e riportato da Freda Kreier il 23 Marzo su Nature [2].
A Lusaka, capitale dello Zambia in Africa sudequatoriale, test per la presenza del Sars CoV-2 effettuati su persone decedute in una struttura di quella città, mostravano positività per il 90%. Questo dato era in netto contrasto con la notizia diffusa in un certo periodo che voleva una bassa diffusione del Sars CoV-2 nel continente africano. Il cosiddetto “paradosso africano” era stato sbrigativamente spiegato come dovuto ad una popolazione per lo più di giovane età che meglio rispondeva agli insulti sanitari da Sars CoV-2. Più o meno quanto si era creduto accadesse, in altro periodo, anche in India, cosa che aveva generato più di una fantasiosa spiegazione sui mancati contagi.
Le discrepanze trovate tra i decessi testati positivamente ed i numeri ufficiali di quelli riportati nelle statistiche per la Covid nell’Africa subsahariana erano state attribuite a deficit legati alle disponibilità di test e di strutture adatte alla loro esecuzione. Queste ipotesi pero non godono ancora di dati sottoposti a verifiche anche se non è difficile ricordare che, nei primi mesi della pandemia anche nel nostro sistema sanitario nazionale era diventata una seria impresa trovare la possibilità di eseguire tamponi molecolari. Il sistema era imploso e con il sistema sanitario anche quello delle imprese fornitrici si ritrovò a non poter far fronte a richieste di approvvigionamenti di materiali generici, reagenti, monouso, e strumenti che non era stato, ovviamente, possibile schedulare in previsioni così alte. Per un periodo era diventata davvero critica l’impossibilità ad eseguire i tamponi molecolari necessari per l’indisponibilità sul mercato del generico reagente per l’ estrazione del materiale  sul quale ricercare la presenza dell’RNA del Sars CoV-2.
Altri studi del 2021 in Africa indicavano statistiche che rilevavano tra il 4% ed il 6% le infezioni nella comunità presa come target. Questo fu spiegato con il fatto che chi muore in Zambia lo fa al di fuori del sistema che eroga cure mediche; prova ne era che 4 su 5 pazienti arruolati nello studio risultava non aver mai avuto accesso negli ospedali e che costoro erano per lo più appartenenti alle classi meno abbienti. A queste notizie che ovviamente servono per comprendere le difficoltà di come poter terminare una molto deficitaria campagna vaccinale nel continente, ve ne sono altre che provengono dall’Etiopia dove il paradosso africano viene riproposto attraverso la constatazione che i soggetti infetti hanno per lo più asintomaticità, o lievi manifestazioni che guariscono spontaneamente.

Nel variegato mondo occidentale si sta per valutare quali opportunità sono da cogliere circa un quarto possibile inoculo. La FDA lo ha autorizzato solo per gli over 50 e d i soggetti fragili. In Italia, al momento, è previsto solo per i soggetti a grave fragilità ma non  per tutti e mentre si è alla ricerca di un comune atteggiamento europeo su questo aspetto. Non è difficile ipotizzare che comunque si agirà in base all’andamento pandemico che però sarebbe meglio anticipare e non inseguire. Intanto il prossimo 31 Marzo decadono restrizioni troppo osteggiate da quelle parti politiche che ne hanno fatto storicamente ostinato oggetto di propaganda.

In Cina nuovi lockdown per decine di milioni di persone si susseguono con focolai di Omicron 2 a Shenyang [3] ed a Shangai [4]; viene puntato l’indice accusatore verso i bassi indici di vaccinazione rilevabili in quella nazione come del resto si deduceva per analoghe situazioni ad Hong Kong nelle settimane precedenti [5]. Comunque queste disposizioni sono guardate con attenzione perché in contrasto con le aperture dell’occidente: insomma ricerca del “Covid zero” con il suo carico di disagi che comunque ha permesso lo svolgimento delle Olimpiadi da una parte, contrapposto alla convivenza accettabile del contagio dall’altra.

Altre notizie riportano della comparsa della Deltacron che indicherebbe una ricombinazione genica di virus di tipo Delta ed Omicron. Quello che è accaduto ed annunciato dall’Istituto Pasteur di Parigi [6] è che si sono verificati scambi di materiale genico da varianti diverse di virus Sars-Cov-2 in modo che il ricombinante abbia una parte del primo ed una parte del secondo. Il virus risultante avrebbe cioè struttura AY.4/ BA.1 dove AY.4 è relativa alla variante Delta mentre la BA.1 è dovuta alla Omicron.

Sulla situazione europea relativamente al contagio bisognerà anche valutare come inciderà la questione Ucraina con il suo carico di milioni di migranti che si sta spalmando negli stati che hanno offerto significativa, per fortuna, accoglienza, magari non omogenea per tutte le etnie, ma questo è un vecchio discorso che trova poca connessione con il pregevole gesto di solidarietà che si è generato sugli ucraini in modo molto diffuso. Quello che si osserva tra la popolazione Ucraina , fuggita o rimasta a difesa del loro territorio a causa della criminale invasione del tiranno russo, è la costrizione di quel popolo di anziani, donne e bimbi soprattutto, verso condizioni inidonee con l’igiene. Questo non potrà non riguardare le malattie infettive, [7] sempre in agguato per nuovi contagi, o da curare per chi ne è già stato contagiato, alle quali si aggiunge il Sars CoV-2 in una popolazione a bassissima percentuale di vaccinati; circa il 35%.

Emidio Maria Di Loreto

[1] https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5338&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto
[2] https://doi.org/10.1038/d41586-022-00842-9
[3] https://www.rainews.it/articoli/2022/03/covid-cina-lockdown-per-9-milioni-di-persone-nel-polo-industriale-di-shenyang-2b57a628-4a86-4d5f-bb57-986668511905.html
[4] https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/28/covid-a-shangai-torna-il-lockdown-la-parte-orientale-chiusa-per-cinque-giorni-video/6539713/
[5] https://doi.org/10.1038/d41586-022-00884-z
[6] https://www.ilmessaggero.it/salute/focus/deltacron_covid_nuova_variante_sintomi_delta_omicron_contagi_ultime_notizie-6558317.html
[7] https://www.nature.com/articles/d41586-022-00748-6?utm_source=Nature+Briefing&utm_campaign=c9abc9092e-briefing-dy-20220316&utm_medium=email&utm_term=0_c9dfd39373-c9abc9092e-44014617

 

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