Società per l’Industria del Freddo. Errori. Un’architettura di rock costruita su potenza, ritmo e disagio

history 3 minuti di lettura

L’ex batterista deve essersi pentito per aver abbandonato il gruppo nel bel mezzo della post produzione di Errori. Un disco che corre compatto, ad un ritmo spesso vertiginoso quasi a provocare il disagio, l’estraniamento così diffusi nelle individualità dei nostri giorni, cantati e gridati nei dieci brani che lo compongono. Nonostante le vertigini non ci sono cadute creative perché, sebbene sia un esordio, la Società per l’Industria del Freddo (SIF) ha scritto una bella pagina di rock.

Koursed (basso e voce), Gabbo (chitarra), Luminal (voce), e Paolo (batteria) sono gli attuali componenti della band che nasceva nel 2009 dall’incontro dei primi due e l’ex-batterista, mai nominato forse per certificare una separazione musicale definitiva .
Nel disco ci sono degli ospiti illustri del rock italiano: Andrea Appino (The Zen Circus), Andrea Morini (Undersmokingdoors, Noir Project ed Ex Mp2) e Cristiano Santini (Disciplinatha) produttore artistico. Il legame con il rock italiano si completa con l’etichetta, la Action Directe dello stesso Santini in collaborazione con la Ice For Everyone, l’etichetta fondata dagli Zen Circus. Il tutto, evidentemente, a coagulare la linfa vitale di questa bella pagina.

Si diceva delle difficoltà del vivere e del relazionarsi che tanta parte hanno nelle liriche di Errori. È tutto chiaro fin dalla lettura dei titoli che se letti tutti d’un fiato, i SIF mi perdoneranno, vi introducono, a mio parere, al significato e alla tensione musicale dell’album, 12SecondiSinteticiAnalizzandoIlTramontoSintomiFollieNelNienteInte
NascostaUniversoPrecarioIlRestoNessunGuadagnoZossenerStrasse
.

Sintomi o Follie, echi dei prima Litfiba, presenti in vari passaggi di tutto il disco, con quel crescendo ritmato che si allarga, insieme alla voce e al coro, per urlare il ritornello ripreso da un passaggio di chitarre che sembra appartenere ad un altro spartito. Non esiste un motivo per il quale io debba sopravvivere senza di te chiedo solo un po’ di tenera immonda paura che mi aiuti a tenerti stretta a me.
I passaggi di tono, potenza e profondità di Luminal, fin dall’inizio, suggellano un bel connubio tra chitarre in arpeggio, chitarre in picchiata e percussioni nell’intrigate Nascosta. Ed è arrivato il giorno in cui ti rendi conto di aver perso tutto / Quindi è arrivata la fine illudendoti.
Cambi di ritmo continui con quel rimbombare di percussioni basso e chitarre, un po’ il marchio della Società, caratterizzano pure Universo Precario, un altro brano che si muove all’interno di liriche del disagio, Quando la misura è ormai colma / Un secondo in più sai può essere vitale / L’inutilità che sembrava giacere si è  risvegliata ed è pronta creare un suo universo universo universo precario.
Potente e melodioso l’attacco de Il Resto che serpeggia continuamente, con la voce di Luminal che non si risparmia, tra un rock più dolce e le martellate sonore per urlare Tutto il resto non ha più senso.

Nell’unicità del corpo del disco si fa fatica ad eleggere una canzone ma Analizzando Il Tramonto (un titolo che sembra scritto da un giovane meteorologo in analisi) mi sembra di vedere un gioiello per il suo continuo mutare registro, lasciando una coerenza di sonorità rock, anche quando si presentano leggeri riverberi di chitarre, quasi prog e una coerenza tra strumenti e voci che assolutamente lasciano il segno. Niente ha più senso / difficile addio mi distrugge / non respiro più.
Non ci curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: rock
Società per l’Industria del Freddo
Errori
etichetta: Ice For Everyone / Action Directe
data di pubblicazione: 8 ottobre 2013
brani: 10
durata: 42:26
cd: singolo

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: