Sogno, Pensiero, Sentimento di Roberto Bichisecchi

Roberto Bichisecchi Sogno Pensiero Sentimento

Quando lessi , Pensiero, Sentimento di rimasi entusiasta, per la sorprendente quantità di collegamenti che seppe generare in me, anche con precedenti letture, una per tutte Le Maschere di Dio di Joseph Campbell, un lavoro portentoso, probabilmente il più completo esistente sul mito.

La lettura del saggio di Bichisecchi sul sogno mi permise inoltre di attribuire contorni personali e ben definiti al senso che il mondo onirico porta con sé e alla forma in cui il sogno si manifesta. L'ampio spettro di prospettive dal quale il sogno è osservato e considerato in questo libro ebbe infine su di me un piacevole effetto collaterale: mi fece riconsiderare l'importanza del sogno per una efficace lettura del nostro quotidiano, spingendomi ad addormentarmi con l'intenzione di ricordarli e registrarli al risveglio. Un impegno che risultò efficace e gratificante.

«Quello che si dipinge è essenziale quanto come lo si dipinge», è una frase di Arshile Gorky che, pur riferendosi alla pittura, è evidentemente valida anche per la letteratura. I saggi non fanno eccezione. Tra gli autori in ambito psicoanalitico che ho letto e leggo con maggiore piacere ci sono James Hillman e David Irvin Yalom. Quest'ultimo ha deliberatamente scelto uno stile accentuatamente divulgativo, tanto da favorire una sua vocazione narrativa dalla quale sono nati diversi romanzi a tema psicoanalitico; Hillman, al contrario, si esprime con uno stile denso e anti divulgativo. A differenza di questi due autori, la scrittura del dottor Bichisecchi è generalmente distesa e lineare, ma priva di una deliberata vocazione divulgativa, per cui, dove necessario, Bichisecchi non si sottrae ad una immersione nella complessità, di forma e di contenuti, e in questo libro si esime da operare semplificazioni.

Sogno, Pensiero, Sentimento non è una lettura destinata a chi cercasse una via interpretativa per carpire “il significato dei sogni”. Tuttavia l'ingrediente segreto dell'approccio alla conoscenza è, com'è noto, la motivazione, di conseguenza chi si senta attratto ed abbia coltivato – o voglia farlo – interesse per il mondo onirico, è un potenziale lettore di questo breve saggio. Se è vero che il libro non richiede competenze specifiche, alcuni capitoli – quelli centrali in particolare – richiedono di munirsi della migliore capacità di penetrazione e attenzione.

Psicoterapia e psichiatria – sospinte dal mondo accademico e politico-giuridico – hanno egemonizzato le professioni della psicologia, al punto che gli psicoanalisti appaiono oggi come una specie in estinzione. Bichisecchi appartiene a quest'ultima preziosa e ormai rara espressione del ruolo dello psicologo ed ha svolto un intenso e appassionato lavoro di formazione e ricerca, coltivato nella direzione di una profonda comprensione di ciò che è umano nel più ampio senso della parola. Tanto maggiore sarà quindi la cultura del lettore, tanto più vasta e profonda sarà la sintonia, la comprensione dei contenuti del libro, le possibili associazioni di idee e il piacere che ne trarrà.

Roberto Bichisecchi Sogno Pensiero SentimentoIl dottor Roberto Bichisecchi (psicoanalista e docente all'università di Pisa, direttore della rivista Psiche, teoria e prassi) nell'incipit di questo suo saggio sul sogno scrive: «il sogno è uno dei fenomeni che più di altri ha sollecitato la curiosità, la fantasia e l'interesse degli uomini». A partire da questo assunto, nella prima metà del libro presenta le diverse chiavi di lettura, gli studi e le ipotesi su genesi, natura e funzioni attribuite al sogno, dall'antichità ai protagonisti della fondazione della psicanalisi, fino alla ricerca neurobiologica. Da questa panoramica il lettore si predisporrà a considerare l'universo onirico da un'ottica la più larga possibile, aprendosi ad un ampio spettro di ipotesi e riflessioni.

La seconda parte del libro è costituita da materiale clinico, col quale si esaminano alcuni elementi del sogno e segnatamente alcuni simboli. Dal libro emerge che l'universo evocato dai sogni attinge ad una percezione della realtà intrapsichica che è inaccessibile al mondo cosciente della veglia; possiamo immaginarlo come un cardine: da una lato è saldamente ancorato ad una sorta di registro nel quale è inscritta una conoscenza che è anche filogenetica, dall'altro è aperto alla comunicazione con la coscienza, ma nel suo proprio linguaggio archetipico. I contenuti propri del mondo onirico hanno però una sostanziale intraducibilità nel pensiero verbale, ne consegue che la interpretazione alla lettera da parte dell'analista – secondo prescritte corrispondenze tra simboli e lemmi- può risultare astratta, fuorviante e in definitiva sterile. Eppure, l'intraducibilità della realtà onirica nel pensiero verbale non dev'essere vista, secondo Bichisecchi, come un limite, in analisi, anzi, si può considerare una risorsa, a patto che analista e analizzando collaborino alla ricerca delle correlazioni più evocative e feconde. L'autore vede il sogno e il suo precipuo linguaggio come materia viva, di inestimabile valore dal punto di vista dell'analista, nonché veicolo di un dirompente potenziale trasformativo per l'analizzando.

La simbologia trattata negli ultimi capitoli (le caratteristiche mutanti del serpente e la simbologia legata alla morte) trascinano gradualmente l'autore fuori dall'ambito psicoanalitico e perfino del sogno in quanto tale, per approdare al dominio dell'arte visionaria e della poesia. E, inaspettatamente, è proprio la poesia a chiudere il sipario.

Il sogno ha una funzione vitale di mantenimento dell'equilibrio psichico. Se tuttavia si porge intenzionalmente l'orecchio all'ascolto delle sue molteplici e sorprendenti voci, se ne può trarre ispirazione per uno sguardo su noi stessi e sulla realtà da angolazioni illuminanti.

Se un punto debole si mostra in questo saggio di Roberto Bichisecchi lo si riscontra in alcuni bruschi cambi di registro, e nella forma e nei contenuti. Ma, a ben guardare, ciò è nella natura dei sogni.

Accingendomi a scrivere questa recensione ho riletto, e con piacere, Sogno, Pensiero, Sentimento e gli scenari che mi si aprivano richiamavano insistentemente un'altra mia recente lettura: l'ultimo lavoro di , Helgoland, nel quale si afferma un insolito aspetto della realtà, che non sarebbe costituita da oggetti (o soggetti), ma da relazioni; in assenza di relazioni gli oggetti esisterebbero solo allo stadio latente. Anche la rilettura ha portato con sé, questa volta spontaneamente, la memoria del sogno, che da tempo non ricordavo al risveglio. Un sogno peraltro significativo o, come direbbe Bichisecchi, potenzialmente trasformativo.

Francesco Falcolini

Roberto Bichisecchi
Sogno, Pensiero, Sentimento
Borla editore, 1999
pagine 144
€ 13,00

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