Sorry we missed you di Ken Loach

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Quando la bravissima e dolcissima protagonista Debbie Honeywood nel ruolo di Abbie Turner parla dell’incubo delle sabbie mobili del lavoro, al quale dedica sempre più tempo e dedizione ma dal quale non riesce ad uscire, il mio pensiero è andato ad un articolo di qualche mese fa su Le Monde diplomatique. Uno studente dell’Università di Lione si era dato fuoco con l’intento di “protestare contro la miseria e l’impasse della sua condizione sociale”. Era uno studente lavoratore, non aveva superato alcuni esami e gli avevano appena tolto la borsa di studio. Così aveva deciso, utilizzando le parole di un tunisino che si era dato fuoco nel dicembre del 2018, di «fare una rivoluzione tutto da solo».

Debbie Honeywood in Sorry We Missed You (2019)

L’incubo di Abbie è uno dei passaggi chiave del film dove un’intera famiglia, a causa di lavori faticosi, degradanti e mal pagati, si ritrova a vivere un’esistenza precaria e dolorosa che minerà le relazioni coniugali e quelle tra genitori e figli.

Ken Loach come in tutta la sua straordinaria carriera riesce a descrivere la realtà degli emarginati da un sistema economico-sociale dominato dalle politiche di mercato più bieche e ora aggravate, come in questo film, dalla potenza di controllo delle aziende della gig economy. E del resto nei titoli di coda troviamo scritto “Grazie a tutti quei trasportatori che ci hanno fornito informazioni sul loro lavoro ma non hanno voluto che i loro nomi comparissero“, se ci fosse bisogno di dimostrare l’indagine che c’è dietro.

Alla fine del film l’amico con cui ero andato al cinema si chiedeva se avesse senso un racconto che fin dall’inizio sembra volerci suggerire i drammi che accadranno, con lo schermo nero e i titoli di testa su un dialogo tra un capo di un’azienda di trasporti per le consegne a domicilio e il suo dipendente/lavoratore autonomo (Kris Hitchen nel ruolo di Ricky Turner). Si, ha senso; perché non c’è via di scampo alla realtà delle cose e se vogliamo capire l’assurdità delle esistenze di cui si racconta, la sensazione di angoscia deve esserci sin dai primi fotogrammi. Il valore aggiunto dell’opera.

Dopo aver fatto svariati lavori ed essere disoccupato Ricky diventa “imprenditore di se stesso” con un accordo di franchising ma di fatto è schiavizzato dall’azienda  e dal capo attraverso gli strumenti che controllano gli spostamenti e le consegne e così, il tempo che non gli appartiene più. La moglie Abbie è infermiera a domicilio per invalidi, anche lei nonostante veda i suoi pazienti come la madre subirà le angherie di chi ha cancellato qualsiasi diritto del lavoratore. Nelle ristrettezze e nelle assenze dei due genitori sempre più con orari infami, la figlia (Katie Proctor) perde la sua serenità e anche il figlio Seb (Rhys Stone), che dal canto suo si trascina verso la ribellione, marinando la scuola e rincorrendo la sua passione nel fare graffiti.

Debbie Honeywood in Sorry We Missed You (2019)

La bellezza del film di Ken Loach sta anche nella capacità di immergere la storia nella concretezza delle immagini di Newcastle, delle abitazioni, dei luoghi di lavoro, dei destinatari dei pacchi, proprio per inchiodarci alla realtà. Non è una soluzione semplice. Ma c’è anche la bravura degli attori non professionisti, prima fra tutti Debbie Honeywood che sprizza bontà con una naturalezza impressionante e che in ogni istante, anche al momento di uno scatto d’ira in ospedale, sembra voler chiedere di restare sempre umani.
Ma così non è.
Ciro Ardiglione

Sorry we missed you
genere: drammatico
Paese di produzione: Regno Unito, Belgio, Francia
Anno 2019
Durata 101 min
Lingua originale inglese
Casa di produzione Sixteen Films, Why Not Productions, Wild Bunch, BFI, BBC Films, Les Films du Fleuve, France 2 Cinéma
Distribuzione in italiano Lucky Red

Regia Ken Loach
Sceneggiatura Paul Laverty
Produttore Rebecca O’Brien
Produttore esecutivo Eimhear McMahon
Fotografia Robbie Ryan
Montaggio Jonathan Morris
Musiche George Fenton
Scenografia Fergus Clegg
Costumi Jo Slater
Trucco Anita Brolly

Interpreti e personaggi
Kris Hitchen: Ricky Turner
Debbie Honeywood: Abbie Turner
Rhys Stone: Sebastian “Seb” Turner
Katie Proctor: Liza Jane Turner

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