Assalto mediatico-politico al Primo ministro della Spagna, Pedro Sánchez

Pedro Sánchez, Primo ministro della Spagna

«Ho urgentemente bisogno di rispondere a una domanda che continuo a pormi: vale la pena per me rimanere [a capo del Governo] nonostante le diffamazioni della destra e dell'estrema destra?». Era queste una delle domande che il primo ministro della , si era posto sul suo profilo X, dopo le accuse – rese pubbliche dai media nella giornata del 24 aprile scorso – nei confronti della moglie Begoña Gómez.

Il 29 aprile, Sánchez dopo cinque giorni di riflessione nel silenzio, durante i quali ha concretamente pensato di dimettersi, ha deciso di andare avanti. Anzi, «non solo è disposto a continuare, ma non prende nemmeno in considerazione un dibattito sulla sua successione perché vuole portare a termine la legislatura e addirittura varare una riforma» [1], un piano completo di «rigenerazione democratica» per affrontare quella che il presidente, usando un termine italiano di Umberto Eco, chiama la «macchina del fango».
La vice premier Yolanda Díaz e leader della coalizione di sinistra Sumar, partner di coalizione del PSOE, ha invitato Pedro Sánchez «a riformare al più presto possibile il Consiglio Generale del Potere Giudiziario (CGPJ), un organismo ultrasensibile che decide in particolare sulle nomine dei magistrati della Corte Suprema e della Corte Costituzionale, e derogare, come il PSOE promette senza farlo da anni , alla “legge bavaglio”, che viola le libertà pubbliche e limita il diritto di manifestare, in nome della sicurezza» [2].

Il tutto era iniziato il 24 aprirle scorso quando i media pubblicarono la notizia di un giudice che aveva avviato un'indagine preliminare su Begoña Gómez per corruzione e traffico d'influenza, dopo la denuncia presentata da Manos Limpias (Mani Pulite), come spiega Aitor Hernández-Morales su Politico,  «un gruppo registrato come sindacato ma la cui attività principale è denunciare gruppi spesso legati a cause progressiste. […] fondato nel 1995 da Miguel Bernard, un avvocato candidato con il partito ultranazionalista Fronte Nazionale e in seguito nominato Cavaliere d'Onore della Fondazione Francisco Franco. Nei suoi quasi tre decenni di esistenza, Manos Limpias ha presentato denunce contro la legislazione spagnola sull'uguaglianza dei matrimoni e contro i giudici che gestiscono l'indagine sull'attentato al treno di Madrid». La denuncia non ha prove concrete a sostegno e il 25 aprile la Procura spagnola ha chiesto l' archiviazione del caso [3].

Evidentemente il premier era stanco di dover continuamente rintuzzare gli attacchi tossici e ingiuriosi soprattutto nei confronti di sua moglie e che vanno avanti da anni. La sua riflessione rispetto alla crisi che si sarebbe aperta nel Paese e anche nel Partito socialista (PSOE), il sostegno ricevuto anche dalla vice primo ministro Yolanda Díaz, da altri ministri, compagni di partito ma anche da semplici cittadini devono averlo portato a continuare a guidare l'Esecutivo.

Da tempo l'uso di accuse personali e di false notizie utilizzando media tradizionali fiancheggiatori ma soprattutto i social media è una pratica che l'estrema destra e in parte anche ambienti conservatori – come nel caso di  Partito popolare spagnolo con a capo Alberto Núñez Feijóo – hanno adottato e adottano in Europa. Ne fa un breve ma efficace riassunto Jon Henley su The Guardian che riporta anche l'opinione del regista Pedro Almodóvar che l'ha definita «una tecnica basata sulla crudeltà e sulla tortura psicologica personalizzata, integrata da false dichiarazioni e manipolazione». Il giornalista ci ricorda il caso della campagna elettorale in Polonia dello scorso anno con durante la quale Jarosław Kaczyński, leader del partito nazionalista Diritto e Giustizia (PiS), «ha affermato che il candidato liberale dell'opposizione [il vincitore delle elezioni Donald Tusk, ndr] avrebbe ceduto metà della Polonia alla Russia e avrebbe aiutato l'UE a importare migranti illegali, e che avrebbe mirato a instillare “l'ordine tedesco” in Polonia, alludendo ai nazisti. Tusk, ha detto Kaczyński, era “il male puro”, “il nemico della nazione” e “un traditore che deve essere moralmente sterminato” […]. l'ex ministro delle finanze olandese Sigrid Kaag, ha lasciato la politica alle ultime elezioni generali di novembre, dopo un torrente di abusi online e molteplici minacce di morte. […]. Spesso amplificate dai militanti olandesi di estrema destra e dai teorici della cospirazione, […]. Anche l'ex primo ministro finlandese Sanna Marin si è allontanata dalla politica lo scorso anno dopo aver perso una dura corsa elettorale a tre ed essere stata costretta a difendere sia la sua etica del lavoro che il suo diritto alla vita privata dalle critiche dei media e dell'opposizione. […] le critiche a volte violente – in particolare le accuse infondate, amplificate da resoconti di estrema destra, sul consumo di droga – sono state “molto difficili” per qualcuno che “non ha mai perso un solo giorno di lavoro”» [4].

La Spagna è in piena campagna elettorale per le importanti elezioni del 12 maggio in Catalogna dove il candidato del Partito socialista Salvador Illa è al momento in testa ai sondaggi  seguito dal leader separatista in esilio Carles Puigdemont. Un'elezione importante per i nodi dell'autonomia/indipendenza della Catalogna con tutto ciò che comporta nella vita dell'intero Paese.

Joaquín Urías su Contexto partendo dalla gravità delle modalità dello scontro politico messe in campo da vari settori della destra e dell'estrema destra auspica che si mettano in atto riforme per «recuperare qualità democratica». Gli interventi dovrebbero riguardare «l'imparzialità della giustizia, il rigore dei media, lo scontro parlamentare e il diritto di protestare» [5].
Pasquale Esposito

 

[1] Carlos E. Cué, Sánchez admite que pensó en dimitir pero ahora quiere seguir e incluso buscar la reelección, 30 aprile 2024
[2] Ludovic Lamant, Espagne: Sánchez met fin au «mélodrame» et reste au pouvoir, 29 aprile 2024
[3] Aitor Hernández-Morales, Will he stay or will he go? 6 things to know about Pedro Sánchez's threat to resign, 25 aprile 2024
[4] Jon Henley, Surreal claims, lawfare and abuse: toxic politics in Spain reflect the new Europe, 29 aprile 2024
[5] Joaquín Urías, El momento de la democracia, 30 aprile 2024

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