Spagna alle elezioni amministrative tra scandali e sfida per le politiche di dicembre

Spagna Valencia

Straordinario turno elettorale in e con una «incertezza totale. Una delle campagne «più strane e tossiche degli ultimi anni si è conclusa venerdì con centinaia di politici in tutta la Spagna con il fiato sospeso» [1].
Si tratta delle elezioni comunali e regionali di oggi 28 maggio che per i temi delle campagne elettorali e per l'estensione del voto hanno una valenza politica generale. In 12 regioni, nelle città autonome di Ceuta e Melilla e negli 8.131 municipi sono chiamati alle urne oltre 35 milioni di aventi diritto. E lo sguardo corre anche in avanti perché a dicembre si terranno le elezioni politiche e allo scontro tra l'attuale premier e leader del Partito socialista operaio spagnolo () che nell'ultima giornata era a Barcellona per sostenere il candidato sindaco Jaume Collboni e Alberto Núñez Feijóo, leader del Partito popolare (Pp), che secondo gli ultimi sondaggi sarebbe avanti di alcuni punti nella competizione nazionale e che ha chiuso la campagna elettorale a Madrid dopo esser stato in mattinata a di Valencia dove spera di conquistare sia il comune che a Generalitat valenciana. Sarà anche un'occasione per misurare la resistenza di Unidas in calo dii consensi e soprattutto la forza di attrazione della piattaforma Sumar, un progetto a sinistra dei socialisti, promossa dalla ministra del Lavoro, Yolanda Díaz anche lei alla chiusura della campagna elettorale a Barcellona in difesa della rielezione di . Ma tutti i leader dei principali partiti hanno finito per andare nelle principali piazze. A Madrid hanno chiuso la campagna anche le ministre dell'Uguaglianza, Irene Montero (Podemos), e dei Diritti sociali e segretaria generale di Podemos, Ione Belarra; sempre nella capitale c'era Adrián Vázquez segretario generale di Ciudadanos; il leader della formazione di estrema destra Vox, Santiago Abascal, era a Toledo per sostenere il suo candidato alla presidenza di Castilla-La Mancha, David Moreno. E si è rivisto con molto attivismo l'ex presidente del governo, José Luis Rodríguez Zapatero, «che ha svolto un ruolo molto attivo nella campagna, con manifestazioni nei Paesi Baschi, in Catalogna, in Galizia o nella Comunità Valenciana, e la sua presenza alla manifestazione di chiusura riflette la sua sintonia con Pedro Sanchez».  [2].

Una campagna elettorale «tossica» perché i temi delle politiche sul territorio e per la cittadinanza sono stati sopravanzati da due questioni. La prima riguarda gli ex appartenenti all'Eta, l'organizzazione terroristica basca, candidati alle amministrative nella formazione EH Bildu (Paesi Baschi Uniti) che il premier Sánchez ha definito «legale ma indecente» e che il Pp e Vox hanno sfruttato a pieno essendo EH Bildu in appoggio esterno all'attuale governo. I sette candidati che avevano fatto parte dell'ETA erano state condannate per gravi delitti, compresi alcuni omicidi politici e avevano scontato la pena hanno annunciato il ritiro delle loro candidature.
La seconda che ha coinvolto soprattutto il Psoe e il Pp è quella della compravendita dei voti per corrispondenza e per la quale sono aperte una decina di inchieste e sono finiti in carcere diverse persone. La truffa è iniziata lo scorso 8 maggio quando a Melilla «sono state rubate decine di schede elettorali che i postini stavano consegnando agli elettori e che sono state successivamente annullate. Dopo il furto, i sospetti sono cresciuti dato che si è notato un aumento anomalo delle richieste di voto via posta. Grazie a un'inchiesta della Polizia Nazionale, si è scoperta una trama mafiosa che ha portato all'arresto di una decina di persone – ora poste in libertà vigilata – tra cui un consigliere del governo della città autonoma del partito Coalizione per Mellilla. Come spiega El País, a cittadini “vulnerabili” venivano offerti tra i 50 e i 200 euro. Gli elettori avrebbero dovuto richiedere il voto via posta, presentando il loro documento d'identità, e una volta ricevuta la documentazione l'avrebbero girata al gruppetto in cambio di denaro. Con le schede elettorali in mano, poi, gli arrestati avrebbero dato il voto al miglior offerente tra i partiti» [3].

I seggi sono aperti al pubblico dalle ore 9 alle ore 20 di oggi 28 maggio.

Pasquale Esposito

[1] Carlos E. Cue, Sánchez y Feijóo echan el resto en Valencia, Barcelona y Madrid con las elecciones en un puño, 27 marzo 2023
[2] I leader nazionali dei principali partiti chiudono una campagna segnata dalle polemiche di Bildu e dall'acquisto di voti, 26 maggio 2023
[3] Elisa Tasca, Voto di scambio, decine di inchieste e pioggia di arresti in Spagna per le Comunali: scandalo bipartisan, coinvolti socialisti e popolari, 26 maggio 2023

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