Spagna. Il processo agli indipendentisti della Catalogna

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Tre donne e nove uomini sono entrati nell’aula della Corte suprema spagnola per il processo più importante dalla morte di Franco. Al di là dei reati ascritti ai dodici leader indipendentisti della Catalogna, gli spagnoli finiranno con discutere di unità del paese e di democrazia.

Un processo che durerà mesi e che prevede centinaia di testimoni, alla presenza di centinaia di gionalisti. Tra i testimoni ci sarà anche l’ex premier Rajoy.
Gli accusati dovranno rispondere di presunti reati commessi durante la preparazione del referendum e la conseguente proclamazione dell’indipendenza il 27 ottobre del 2017.
Nove degli imputati tra cui l’ex vicepresidente catalano Oriol Junqueras, l’ex presidente del parlamento catalano Carme Forcadell e due dei più importanti attivisti di base, Jordi Cuixart e Jordi Sànchez – sono accusati di ribellione che potrebbe portare ad una condanna a 25 anni di carcere.

La difesa ha contestato la legittimità della Corte e ha accusato le istituzioni di aver istituito un processo politico. Inoltre è stato reclamato il diritto di poter utilizzare la lingua catalana in aula.
L’avvocato di Junqueras, Andreu Van den Eynde, definendolo di fatto un processo politico ha detto che “nessuna legge internazionale o dell’Unione blocca la secessione di una realtà regionale; l’autodeterminazione è sinonimo di pace e non di guerra“.
Non è stata accettata la testimonianza dell’ex presidente catalano Carles Puigdemont tramite una videochiamata da Bruxelles. Puigdemont che ha avuto modo di dichiarare che “la crisi non si risolve con il codice penale. All’Unione europea chiedo: perché si preoccupano più di quello che avviene in Venezuela e non di quello che succede in Spagna?“. Mentre il presidente della generalitat Quim Torra ha detto che “oggi ho partecipato al primo giorno di un processo che non si sarebbe mai dovuto svolgere in un paese che spera di essere considerato democratico. Vedere i nostri ministri, il presidente del parlamento e i leader socialisti seduti davanti a un tribunale penale è di per sé un attacco alla democrazia e ai diritti dell’uomo, un vergognoso imbarazzo per l’Europa del XXI secolo“.

I catalani indipendentisti non hanno mai avuto la maggioranza assoluta nel loro parlamento e la tesi degli unionisti insistono sul fatto che il referendum e la dichiarazione di indipendenza sono state una violazione dell’indissolubilità territoriale della Spagna così come sancito dalla Costituzione del Paese.
Con l’inizio dell’udienza ci sono state proteste in Catalogna dove manifestanti hanno bloccato le autostrade. Ma anche a Madrid ci sono state manifestazioni pro e contro.
Pasquale Esposito

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