Spagna. Storie di ordinario sessismo nel calcio

calcio femminile

Continua a generare conseguenze quel bacio per nulla consensuale. Ieri 5 settembre l'allenatore della Nazionale femminile della campione del mondo, Jorge Vilda è stato esonerato dalla Federcalcio spagnola (RFEF). Accade dopo una scia di polemiche, contestazioni e proteste che hanno riportato al centro dell'attenzione i diritti delle donne e i comportamenti sessisti e accade dopo dieci giorni dalla sospensione, ad opera della Federazione internazionale di calcio (FIFA), del presidente della RFEF, Luis Rubiales per aver baciato sulla bocca la giocatrice Jennifer Hermoso durante la cerimonia di premiazione, il 20 agostot scorso, allo Stadium Australia dopo la vittoria della Spagna sull'Inghilterra. Per la prima volta la Coppa del Mondo femminile è stata vinta dalla Spagna con il gol al 29' di Olga Carmona.

Il presidente del Consiglio Superiore dello Sport e capo ad interim della RFEF, Pedro Rocha ha chiesto scusa a nome della federazione «al mondo del calcio e alla società in generale per la condotta inappropriata del signor Luis Rubiales in occasione della finale del Mondiale femminile».

Per la prima volta ad allenare la Nazionale femminile spagnola sarà una donna: Montsé Tomé,  assistente da diversi anni dello stesso Jorge Vilda e che sarà in campo per la prima partita il prossimo 22 settembre contro la Svezia per la Women's Nations League.  La RFEF nel  comunicato che annuncia la rescissione dal contratto non fa cenno alle motivazioni del licenziamento e ringrazia l'allenatore «fondamentale per la notevole crescita del e [che] lascia la Spagna campione del mondo e seconda nella classifica FIFA».

Jennifer Hermoso in una dichiarazione sul suo account Twitter aveva spiegato: «mi sono sentita vulnerabile e vittima di un'aggressione, di un atto impulsivo, sessista e senza alcun tipo di consenso da parte mia». La RFEF aveva sollevato un muro attraverso il presidente della RFEF Luis Rubiales e «Vilda è stata tra coloro che dieci giorni fa hanno applaudito in assemblea una delle frasi più controverse di Rubiales (“il falso femminismo in Spagna è una piaga”), gesto che ha spinto la vicepresidente ad interim [del Governo spagnolo, ndr], Yolanda Díaz, a chiedere le sue dimissioni e quella dell'allenatore maschile, Luis de la Fuente, che ha applaudito anche lui. Il sindacato FUTPRO [l'Associazione dei Calciatori Professionisti, NDR], dal canto suo, ha rilasciato un duro comunicato firmato da più di 80 giocatori, tra cui le 23 campionesse in carica, in cui annunciano che non torneranno in Nazionale “finché ci saranno gli attuali dirigenti”. Nell'assemblea, Rubiales ha anche dato ordine di prolungare il contratto di Vilda e di portare il suo stipendio da 170.000 euro a 500.000» [1].

La ministra ad interim delle Pari opportunità del governo spagnolo, Irene Montero aveva tuonato definendo l'episodio «una forma di violenza sessuale. Non diamo per scontato che il bacio senza consenso sia qualcosa che accade. È una forma di violenza sessuale che noi donne subiamo quotidianamente e che finora è stata invisibile».

Subito dopo la denuncia Rubiales, con una dose di solita ostentazione di potere, aveva replicato pesantemente asserendo a Radio Marca che «ci sono idioti ovunque, quando due persone hanno una dimostrazione d'affetto insignificante, non possiamo prestare attenzione agli stupidi, siamo campioni, godiamoci le cose belle. Non c'era malignità». E a poco sono valse le scuse successive.

Va detto anche che l'allenatore Vilda già lo scorso anno era stato accusato da 15 calciatrici che scrivendo alla RFEF chiedevano condizioni diverse nel trattamento in quanto gli eventi con la nazionale avevano influito sulla loro salute emotiva e fisica. Ma la federazione sostenne Vilda e le giocatrici rinunciarono alla Nazionale.

Chissà se ha ragione Miguel Mora che su Contexto y Acción scrive che «quelle 81 giocatrici che hanno firmato il manifesto intitolato “È finita” sono già un simbolo del calcio femminile e della lotta femminista globale, nel modo (spero mi si scusi se le paragono a dei signori) in cui Jesse Owens ai Giochi di Berlino del 1938, e Bob Beamon, John Carlos e altri atleti del Black Power, in Messico, nel 1970, si affermarono come i migliori atleti e i più coraggiosi combattenti contro il fascismo e per i diritti civili» [2].

Comunque la calciatrice Jennifer Hermoso nei documenti e nelle scuse non viene mai nominata.

Pasquale Esposito

[1] Juan I. Irigoyen, Jenni Hermoso: “Me sentí vulnerable y víctima de una agresión”, 26 agosto 2023
[2] Miguel Mora, Rubiales, sus palmeros y el Sistema Florentino, 3 settembre 2023

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