Spettacoli in Italia nel 2016: cinema, calcio e concerti

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L’industria dello spettacolo in Italia è in buone condizioni. Siamo al secondo anno consecutivo di crescita e come dice il presidente Siae Filippo Sugar «con performance migliori rispetto ad altri comparti dell’economia del nostro Paese, presentando un’Italia sempre più orientata a sviluppare un’offerta culturale che premia la creatività autoriale e consolida i consumi di tali prodotti» [1]. Quello che non convince è l’enorme iato riscontrato tra i grandi spettacoli milionari e la miriade di eventi che, sia pur meritevoli per valore, non consentono l’allargarsi degli orizzonti dei messaggi culturali.

la locandina del film Quo vado di Checco ZaloneGuardando i dati relativi al cinema, ad esempio, troviamo che nel 2016 sono stati 113.832.522 di ingressi e di questi circa 10 milioni li ha fatti il film di Checco Zalone, Quo Vado?  con oltre 65 milioni di euro di incassi (dato Cinetel) su un totale di 695 milioni tra biglietti e abbonamenti (dato SIAE). Se consideriamo i primi dieci film l’incasso è stato dei oltre 187 milioni di euro e cioè quasi il 27% del totale. Nella classifica dei primi dieci troviamo al secondo posto Perfetti sconosciuti con oltre 17 milioni incassati e al terzo Alla ricerca di Dory con oltre 15 milioni di euro. Esclusi i primi due non ci sono altri film italiani nei primi dieci dominati da cartoni animati e supereroi. Se pensiamo che i film italiani e internazionali usciti nelle sale nel 2016 sono stati 451 possiamo dire, più o meno, che il 2,2% dei film ha incassato il 27% del totale. 
Il cinema si conferma come la forma di spettacolo più popolare, la meglio diffusa territorialmente, perché rappresenta il 72,64% di tutti gli spettacoli allestiti in Italia nel 2016. Alla crescita degli ingressi ha contribuito la promozione del mercoledì in sala con due euro, “fortemente voluta” dal Ministro dei beni e delle attività culturali che, diversamente da quanto pensavano nel passato distributori e gestori, non ha abbassato il costo medio d’ingresso (spesa al botteghino/ ingressi ), anzi è cresciuto dell’1’89% rispetto al 2015 portandosi al valore di 6,1 euro. Sicuramente il basso costo di un film in sala specialmente in anni di crisi, una tradizione popolare consolidata e la forza di Checco Zalone spiegano come gli ingressi nel settore del cinema da soli fanno 45,27% del totale e sono di gran lunga i più numerosi.

 

Il settore di gran lunga più ricco è quello dell’Attività sportiva con i suoi 2.640.130.411 di volume d’affari [2], grazie a tutti gli introiti connessi alla realizzazione dell’evento, anche se la spesa al botteghino è di “soli” 400 milioni. Va precisato inoltre che «questo valore, già ragguardevole, non esprime, peraltro, tutti gli introiti generati dall’Attività sportiva, perché alcuni importanti contratti (di sponsorizzazione, pubblicitari e di cessione di diritti televisivi), potrebbero non essere stati contabilizzati dagli organizzatori in tempo utile per questa pubblicazione e, quindi, gli importi relativi non sono stati ancora acquisiti dalla Siae» [3].
Il secondo settore dello spettacolo, così come diviso da Siae, è l’Attività di ballo e concertini con 1.069.950.305 euro di fatturato totale; questo settore è anche quello più partecipato con le oltre 52 milioni di presenze (l’Attività concertistica non arriva ad 1,8 milioni di presenze).
È il calcio con i suoi 2,091 miliardi di fatturato (di questi 699 milioni nella sola Lombardia) a spiegare l’economia di questo settore. E così torniamo al discorso della concentrazione che facevamo all’inizio, con tutto quello che ne consegue poi con lo sviluppo di una “monocultura” sportiva che spesso si traduce in puro spettacolo davanti ad uno schermo tv, più o meno grande e più o meno tecnicamente avanzato. Gli altri sport di squadra (pallavolo, pallacanestro, rugby e baseball; la pallanuoto è considerata a parte ) hanno un giro di affari risibile: 270 milioni di fatturato.
Veniamo ai concerti: il numero di live nel 2016 è aumentato dello 0,50%, ma chi di fatto ha trainato la crescita sono stati quelli di musica classica, con un +2,87%, che hanno sopperito l’arretramento dei concerti di musica leggera (-0,73%) e jazz (-2,30%). Come vediamo dalla Tabella qui di seguito l’84% del volume d’affari si concentra nei concerti di musica leggera.

tabella dei dati con l'attività concertistica organizzata in Italia
Attività concertistica in Italia. SIAE Annuario dello spettacolo 2016

Confrontando i dati del 2015 il settore Concerti mostra segni di arretramento in tutte le sue componenti nel 2016, fatta eccezione delle presenze (+ 33,03%) il calo riguarda gli ingressi (-1,35%), la spesa al botteghino (-1,68%), la spesa del pubblico (-2,12%) e il volume d’affari (-2,06%).
Ai concerti di musica leggera nel 2016 lo spettatore ha speso mediamente 30,59 euro con un aumento dell’1,52% rispetto al 2015. Anche qui il livello di concentrazione di spettatori e soprattutto introiti resta un aspetto importante. Nella classifica dei concerti con più ingressi e in quella con più incassi troviamo i soliti nomi.

tabella Classifica 2016 dei concerti in Italia con più biglietti venduti
Classifica 2016 dei concerti in Italia con più biglietti venduti

E così Ligabue il 23 settembre 2016 collezionava al suo concerto a Monza 74 mila spettatori, mentre Bruce Springsteen & The E-Street Band con il suo concerto al Circo Massimo a Roma il 16 luglio 2016 hanno registrato l’incasso più elevato. Bruce Springsteen e Vasco Rossi con rispettivamente tre e quattro concerti dominano la classifica dei primi dieci. E non molto è cambiato rispetto agli anni passati.

Ciro Ardiglione
[1] SIAE, “Annuario dello spettacolo 2016”, pag. 7
[2] Nell’Annuario si specifica il significato di Volume d’affari: «oltre alle somme che provengono dai partecipanti, l’organizzatore può conseguire altri proventi da soggetti che partecipano economicamente alla realizzazione dello spettacolo: sono gli introiti per prestazioni pubblicitarie, sponsorizzazioni, contributi pubblici e privati, riprese televisive, ecc. La spesa del pubblico, sommata agli altri importi conseguiti dall’organizzatore, determina il volume d’affari.». SIAE, ibidem, pag. 14
[3] SIAE, ibidem, pag. 48

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