Stefano de Majo, Ascolta! Il nemico non tace. Raccontare la guerra, raccontare la storia

Stefano de Majo ascolta il nemico non tace
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Con il suo romanzo e la sua performance teatrale, Stefano de Majo, partendo dai bombardamenti subiti dalla città di Terni nel corso del secondo conflitto mondiale, ci racconta tante storie che svelano il volto mostruoso della guerra, del terrorismo, della violenza: non ci sono vincitori, dove vince la morte.

Premessa

Ricordare a tutti che la guerra non è quella che si legge nei libri è un compito sempre doveroso e impegnativo. Il rischio è, infatti, quello di trasformare gli eventi in date e numeri che non restituiscono le tragedie vissute.
Ogni singola vita falciata dal vento della guerra è il riassunto delle umane sofferenze, la fine di sogni e degli amori, l’assenza di futuro per i nostri singulti e le nostre risate.
Ogni volta è, quindi, giusto e necessario ricordare i mille volti che la violenza che porta la morte può assumere.
Siamo qui con Stefano de Majo, autore di Ascolta! Il nemico non tace.
Siamo qui con Stefano de Majo che è anche attore capace di teatralizzare il suo testo e trasformarlo in un accorato monito contro ogni guerra e ogni violenza.
Siamo qui tra gli studenti che lo ascoltano e lo seguono: Una lezione di storia lunga 2500 anni, da Tebe a Bruxelles.

Il giorno dopo Bruxelles, il giorno dopo Parigi, il giorno dopo….c’è sempre un giorno dopo che ci costringe a guardare dietro attoniti e consapevoli del sangue che ha macchiato la terra. E la performance di de Majo si presta a questo slittamento che rinsalda la nostra attenzione e ci chiama a confrontarci, con una sorta di strabismo, con il passato, il presente e il futuro.

Citazione 1
Rimasto solo nell’aula deserta, il bidello iniziò dapprima a rassettare i banchi, poi le sedie, quindi a spazzare il pavimento, con la lenta consuetudine che ormai lo contraddistingueva, quando all’improvviso scorse quelle strane cifre alla lavagna: 11.08 – undici agosto, 1.108 – 1° di 108, 1018. Si bloccò di colpo e i fantasmi di antichi pensieri presero allora il sopravvento. Indietreggiò appena, sino a sedersi sopra un banco, a fianco della finestra.

Una scuola di oggi, come tante. Ragazze e ragazzi e un professore quasi attore che sa cogliere la loro attenzione e trasferirla verso un intricato gioco di numeri, quasi una sfida, quasi una tentazione da decifrare.
Domani sarà festa, ma la curiosità prenderà il sopravvento: che cosa indicano quei numeri? Messi a caso o con una precisa cronologia?
Queste suggestioni vengono dal romanzo, ma si fanno corpo e voce nella performance che Stefano presenta ai nostri allievi.
I ragazzi sono sollecitati da Stefano a trovare un significato in quelle sequenze numeriche.
Leonardo dice: “11.08, certamente è l’undici settembre”. Stefano e Leonardo si guardano negli occhi e tutti restiamo col fiato sospeso. 11.08 è certamente l’undici agosto….eppure il racconto di questi giorni, il racconto di Stefano sono stati più potenti di ogni riflessione. L’11 settembre, con il suo carico di distruzione e di sciagura, è apparsa, almeno per un istante, la risposta più plausibile. Questa è la potenza del racconto, questa è la potenza dell’emozione, questa è la potenza del mettere in scena.

Citazione 2
Il sordo urto di un oggetto che il nonno estrae dalla cassapanca richiama la sua attenzione verso una scatola metallica, di colore chiaro, cosparsa di polvere grigia. Le mani nodose del nonno cingono con cura il contenitore di latta, poi, quasi carezzandolo, riportano alla luce l’originario colore bianco smaltato della scatola. Il coperchio reca un disegno campestre di buona fattura: due giovani intenti a mangiare biscotti in un prato fiorito, multicolore.

Non è nostro compito svelare tutti i misteri del testo. La città di cui si parla è Terni, sottoposta a moltissimi bombardamenti nel corso del secondo conflitto mondiale. La città sembrava essere quasi al riparo ormai dal conflitto…poi in quel giorno, in quell’ora precisa conobbe la violenza che scende dal cielo. La conobbe una volta e poi tante altre ancora. E i morti furono tanti e le macerie si allargarono sempre più.
Un tassello alla volta i numeri che il professore ha scritto sulla lavagna, come sfida e promemoria, acquistano un senso agli occhi dei ragazzi che scavano nella memoria dei loro nonni, dei loro cari, della loro città. In ogni angolo è, in fondo, nascosta una sofferenza mai dimenticata e il recupero della memoria personale e collettiva è il grande risultato che possiamo conseguire seguendo le storie che ci sono narrate.

Citazione 3
Eddy è di fronte allo specchio, si versa la schiuma da barba nella mano. Ode il sussurro dello spray che la sospinge fuori dalla bomboletta metallica. Ne percepisce la soffice consistenza cremosa, il denso candore mentre si gonfia fra le sue dita.
Rivede la nuvola bianca delle esplosioni prendere forma sotto il naso trasparente del B-17, poi resta immobile sotto il bombardamento dei ricordi.

Dal cielo, tanti anni prima, un giovane pilota americano aveva visto Terni come un bersaglio da colpire. Oggi, tanti e tanti anni dopo, sente di dover compiere l’ultima missione della sua vita: tornare a vedere, tornare a capire, tornare a sentire. In fondo ha fatto il suo dovere, ma non si è mai sentito un vincitore. Non ci sono vincitori, questo gli sembra di aver compreso, quando uomini muoiono uccisi da altri uomini. Vecchio e lento, con la donna che gli è stata compagna di una vita, si avvia per le strade della città a cercare i segni di quei giorni terribili.
Antonio Fresa

Stefano de Majo
Ascolta! Il nemico non tace
Edizioni Dalietta 2014
Pagine 160; € 12,00

Per saperne di più
Ascolta! Il nemico non tace: Vincitore del Premio Letterario Spoleto Festival Art e Girocorto Festival Tivoli.
https://www.facebook.com/hashtag/ascoltailnemiconontace?source=feed_text&story_id=1580802495565084
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