Stefano Pozzi: un viaggiatore. L’Europa in bici e l’Australia in autostop

Australia itinerario
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Stefano ci ha detto che la voglia di inforcare la bici è arrivata improvvisa e per giunta ad un ragazzo che aveva percorso solo qualche decina di chilometri sulla sella.
Durante il periodo universitario, comunque da diciottenne in poi, si erano presentate altre opportunità di viaggiare subito raccolte: Irlanda, Canada e USA per la lingua,  Stoccolma in Erasmus ed anche una capatina in Russia con utilizzo per un certo tratto della famosa Transiberiana.
All’indomani della laurea , nel suo caso ad inizio maggio del 2011, si può vivere uno di quei momenti di …vuoto improvviso dopo mesi di angoscianti scadenze ed impegni sfidanti. Bisogna essere bravi nel riempirlo quel vuoto, e nel modo più proficuo possibile! A Stefano è venuto in mente di prendere la bici ed andare a trovare il fratello a Ferrara, da Milano.

Immediatamente dopo però ha pensato di “allargare” l’esperienza guardando con interesse verso il Cammino di Santiago di Compostela. Così in un paio di giorni acquista in grande magazzino di articoli sportivi le sacche per la bici, una piccola tenda e con una attrezzatura che più spartana non si può, parte senza neanche una cartina. 950 euro in tasca e l’idea di provare questa avventura fin che si può.

Castelo dos Mouros Portogallol
Portogallo, Castelo dos Mouros. Foto Stefano Pozzi

Riuscirà a percorrere 8.000 km. in circa 100 giorni, spendendo mediamente 10 euro al giorno che servivano anche per le care tariffe telefoniche necessarie comunque a chiedere, a mezzo sms, come il couchsurfing impone, le ospitalità necessarie per la notte. È stata una esperienza ricchissima soprattutto per la socializzazione che ha comportato con individui i più disparati: dalla famiglia in viaggio con quattro figli in età scolare che usufruivano della didattica offerta dai due genitori insegnanti,  alla coppia di pianisti che trasportavano il loro pianoforte su ruote dietro la loro bicicletta dopo che si erano esibiti all’Operà di Lisbona.

Stefano raggiunge Avignone, Lourdes, Santiago, Fatima, Lisbona tocca anche Cabo da Roca e Finisterre il punto più a Ovest dove un  tempo si pensava che finisse il mondo. Durante questi percorsi incontra anche una signora settantenne che nell’ospitarlo gli illustra la sua collezione di armi antiche di tribù africane raccolte durante le innumerevoli visite in quel continente oppure si trova ad essere ospitato da una signora intenta a ritinteggiare casa: quale opera migliore dell’aiutarla dopo essersi sciroppata la quota giornaliera di chilometri  in bici?

È questo lo spirito di Stefano e, generalmente, di chi pratica couchsurfing. Inusuale, anche se incontra sempre più praticanti ciclo muniti, e dalla ricchezza ineguagliabile che solo atteggiamenti rispettosi delle altrui esigenze e dei modi di intendere la vita possono garantire,  a chi volesse, un’adeguata profonda conoscenza.
Abbiamo già riferito del viaggio avventuroso nell’India più intima e delle prove fisiche importanti e delle sollecitazioni sociali e paesaggistiche suscitate dal viaggio in bici dell’Europa. Racconteremo adesso di come  Stefano  innalza subito l’asticella delle sue avventure e si ripropone come maestro di sci in Norvegia. Del resto è risaputo che «… la madre dello spirito avventuriero è sempre in stato interessante!» e quindi, al ritorno dagli 8000 km in bici in 100 giorni, il nostro, che ha nel frattempo accettato un contratto con una società di consulenza milanese anche ben retribuito, ha un’offerta per andare a sciare in Norvegia per due settimane. La folgorazione! È vero lo sci è sempre stata la sua passione. Lo sci quello libero però, quello che mette alla prova il fisico con dure salite con le pelli di foca e successive discese in libertà molto vicine al volo planato degli uccelli. È così che torna in Italia, si licenzia ed avvisa i suoi dell’intenzione di trasferirsi  in Norvegia per lavorare in uno ski service che lo sosterrà tra una sciata e l’altra e nel mentre diventa maestro di sci ed anche di snowboard.

Australia itinerario di attraversamentoItinerario in Australia percorso in autostop camper e aereo

Autostop AustraliaStefano fa l’autostop in Australia. Foto Stefano Pozzi

Questa attività avrà anche un seguito dall’altra parte dell’emisfero, in Australia dove si trasferisce per sciare, ed insegnare a farlo, quando in Norvegia è estate. Sempre in Australia approfitta per conoscere meglio quei posti e la notissima Ocean Road e lo fa sempre non venendo meno alla regola di essere il più vicino possibile a chi popola quei posti e sempre ricorrendo al couchsurfing per l’ospitalità notturna e all’autostop. Vi è la necessità di riportare nel luogo d’origine i camper che alcuni turisti hanno utilizzato per la traversata di quel continente: lui si offre e quindi, in autostop in un senso, ed a ritroso, su uno di quei camper, ripercorre gli itinerari senza che questo comporti quasi nessun costo per lui! Durante questi trasferimenti, si stupisce per la gentilezza di una famiglia aborigena, ma anche di altri locali, che mostra grande disponibilità nell’accompagnarlo fino alla sua destinazione definitiva allungando di molto il loro tragitto.

Tra viaggiatori l’altruismo è una costante e del resto a lui è noto che: «i viaggiatori si dividono in due categorie: quelli che hanno tanti soldi e solo una vacanza per spenderli e quelli che al contrario dispongono di più tempo che soldi»; le sue capacità riescono ad ovviare a questa realtà che ha comportato percorrere oltre 10.000 km nel doppio attraversamento del continente australiano.
In questo periodo prepara anche il suo fisico a prove che intravede vicine nel suo orizzonte di passioni: qualche arrampicata e qualche esperienza sul surf possono aiutare. È tutto propedeutico ad una pratica ancora più ambiziosa per Stefano: diventare guida artica.
Emidio Maria Di Loreto

Tutte le foto sono di Stefano Pozzi che ringraziamo per aver voluto condividere le sue esperienze con noi ed i lettori.
Per informazioni: stefano.guidaartica@gmail.com

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