Storie di donne e di immigrazione – Gurpreet (India)

India
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Gurpreet è una bella ragazza di 35 anni che viene dall’India, una Sikh arrivata in Italia 9 anni fa che ha dovuto ben presto adattare il suo regime alimentare vegetariano alla dieta mediterranea. Il giorno in cui l’ho conosciuta mi ha colpita il suo sorriso ed il suo atteggiamento positivo oltre che la sua fiducia nel prossimo.

– Perché hai deciso di lasciare l’India per venire a lavorare in Europa e perché hai scelto proprio l’Italia?
– Mi sono laureata in Storia alla Punjabi University Patiala, ho lavorato come insegnante per qualche anno, ma le retribuzioni in India sono molto modeste per un insegnante non superano i 300€ al mese.
La spinta a partire l’ho avuta quando a mia madre è stata diagnosticata l’epatite C e ci siamo rivolte al servizio sanitario pubblico indiano che è risultato veramente inadeguato e di pessimo livello, l’unica opzione era rivolgersi alle strutture private con costi però che superavano i 1.000€ al mese.
In Italia avevo un parente che conosceva una famiglia pugliese; cercavano una ragazza da impiegare come colf e tata, ho lasciato il mio Paese, mia figlia Yugraaj che aveva allora 3 mesi ed il mio lavoro di insegnante per venire in Italia a lavorare come collaboratrice domestica convivente.

– Quali sono i tuoi progetti per il futuro, torni spesso in India?
– Il mio progetto più grande e per il quale continuo a lavorare in Italia è consentire a mia figlia di frequentare il suo collegio, si tratta di una scuola internazionale nel nord dell’India dove lei vive tutto l’anno, il suo percorso di studi, per il quale al momento pago 4000€ all’anno, le permetterà di poter provare ad accedere alle migliori Università in Europa.
Il mio più grande desiderio è che mia figlia non faccia la domestica come me, ma che sia libera di vivere la sua vita come meglio crede e questo passa dalla sua istruzione.
Torno in India una volta all’anno per un mese durante le vacanze scolastiche di mia figlia durante il resto dell’anno la vedo via skype una volta alla settimana.

– Per quella che è la tua esperienza credi che l’Italia sia un Paese razzista?
– Conduco una vita molto semplice ed ho sempre vissuto con le famiglie per le quali ho lavorato, sono stata fortunata, ho sempre incontrato brave persone.

Adelaide Cacace

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