Strage di migranti al confine tra Marocco e Spagna

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Gli abitanti di Nador descrivono scene dantesche: “Tutto era sangue, sulla testa, sulle mani, sui piedi…”, scrive in un reportage Laura J. Varo su El País. Secondo l’Associazione marocchina per i diritti umani (AMDH) e la spagnola Caminando Fronteras sono al momento 27 i deceduti, presumibilmente schiacciati o soffocati, dopo essere rimasti intrappolati in un corridoio del dispositivo di controllo al confine. Corpi per strada nella città i confine. Molte decine di feriti e tra questi anche poliziotti marocchini e spagnoli. Era venerdì mattina quando duemila migranti hanno provato a superare le barriere che racchiudono la città autonoma spagnola di Melilla sulla costa orientale del Marocco. La polizia marocchina e la Guardia civil spagnola sono intervenuti pesantemente per respingere i migranti che premevano per entrare in Spagna. Molte decine di migranti sono stati lasciati sdraiati a terra, sotto un sole cocente, anche se feriti e sotto controllo poliziesco. Pedro Sánchez capo del governo spagnolo e il suo ministro degli Esteri hanno lodato l’azione della gendarmeria marocchina e della Guardia Civil. Sánchez puntando il dito contro i trafficanti di esseri umani ha parlato di «attacco violento all’integrità territoriale della Spagna».

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